Baby Movie – Bimbi in rete? Non lasciateli soli

Baby Movie è una nuova rubrica dedicata a film per bambini (piccoli e grandi)

Una ragazza sta chattando su Facebook. Crede di dialogare con un altro ragazzo, ma invece è un “orco”. Che le dà un appuntamento al parco dal quale non tornerà più. Il tutto sotto gli occhi del padre, troppo impegnato a parlare d’affari al telefono per interessarsi al mondo della figlia.
E’ questa la trama dello spot della campagna per un uso consapevole delle nuove tecnologie, promossa dall’associazione Bimbi in rete e patrocinata dal Ministero della gioventù. Il messaggio è chiaro: i genitori hanno la responsabilità di avere un ruolo guida anche sul fronte tecnologico e mai come in quest’epoca questo aspetto si rende necessario. La rete e i social network, come tutte le tecnologie, sono grandi opportunità, ma nascondono anche dei pericoli, soprattutto per i minori.
Lo segnalo, all’interno di questa rubrica “Baby Movie”, perché il concetto è proprio lo stesso (ma per internet i pericoli sono assai più seri che per i film o i cartoni animati) che sto cercando di promuovere per l'”uso consapevole” dei film: non lasciate soli i bambini, né in rete, e neanche davanti alla televisione.
I 4′ e 30″ dello spot ben rappresentano come il semplice interesse di un genitore (in un secondo finale il papà rinuncia agli affari per ascoltare la figlia) possa essere determinante per aiutare ad evitare situazioni a rischio.
«Non bisogna proibire l’uso della tecnologia, ma neanche lasciare i bambini completamente liberi di fare quel che vogliono», spiega il regista Marco Limberti.
L’idea è di Roberto Morello presidente di Bimbi in rete, una associazione che si occupa proprio di tecnologia e minori. «Lo abbiamo girato prevalentemente per la rete», continua Limberti, «ma dopo aver ottenuto il patrocinio del Ministero anche Mediaset e altri network si sono interessati per trasmetterlo».
E Franco Trentalance? Per chi non lo sapesse, è un famoso attore di film hard, qui nei panni del padre della ragazzina. «Prendere Franco è stato un doppio gol», chiarisce Marco Limberti. «E’ una persona popolare in grado di diffondere il messaggio della campagna e nello stesso tempo è anche una persona che viene da un settore “pericoloso” per i bambini, e proprio per questo forse può essere il più indicato a parlarti dei rischi».
Al regista, che è anche padre, abbiamo chiesto se si è già dovuto trovare a prendere delle decisioni difficili sul fronte “gestione tecnologica”. «Non ancora», ci ha risposto. «mia figlia ha solo 2 anni e mezzo, ma so che prima o poi dovrò affrontare anche questo aspetto della sua vita. Già ora mette e toglie i dvd da sola, schiacciando anche play, una cosa inquietante». Speriamo, però, non quelli dei film di Trentalance…

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