Baby Movie – Ben 10, la celebrazione del gadget

Baby Movie è una nuova rubrica dedicata a film per bambini (piccoli e grandi)

Ben 10 è un cartone animato americano seriale nato nel 2009 e arrivato alla quarta stagione. Oggi va di moda tra i ragazzini, tanto che se entrate in un negozio di giocattoli c’è quasi sempre una sezione dedicata a Ben 10. Me lo ha fatto scoprire mio figlio, che ha infatti visto il gioco in mano a un suo compagno di asilo. Ho quindi subito provveduto a verificare di cosa si trattasse e ho comprato la prima serie su Apple Tv Usa (di cui per ora ho visto solo i primi quattro episodi e su questi si basa la mia analisi).

E’ la storia di un ragazzino di 10 anni, Ben, che trova un bracciale alieno, il quale gli consente di trasformarsi, a seconda di cosa si seleziona, in 10 creature diverse, ognuna con delle peculiarità. Sono degli alieni-mostri, alcuni che corrono veloci, altri che volano tipo insetti, altri ancora che vanno sott’acqua, uno fatto di fuoco, un altro forzuto, e così via dicendo. Ben si troverà quindi a usare il bracciale per combattere in ogni episodio ingiustizie e uomini malvagi. I nemici variano, c’è per esempio uno scienziato pazzo che inventa una macchina per animare e ingrandire qualsiasi animale o dei cacciatori in cerca di catturare una creatura acquatica in un lago. Ottima animazione, ritmo serrato delle storie, disegni e colori allegri e anche una grande intelligenza nel mostrare ambienti e oggetti di uso comune tra i bambini: location come un supermercato o il museo di storia naturale sono ambienti che anche i bambini più piccoli conoscono molto bene per esempio. Insomma Ben 10 è un prodotto di grande qualità. Due sono, però, gli elementi che non me lo fanno promuovere a pieni voti.


Innanzitutto Ben non ha fatto nulla di particolare per meritarsi il bracciale alieno. Di per sé è un ragazzino come tutti gli altri e ciò che lo rende speciale è quindi solo il bracciale, ovvero un gadget, che funziona proprio come le tecnologie elettroniche che sempre più ci circondano. Il bracciale ha una “batteria” che si scarica, proprio come un telefonino, al termine della quale interrompe la trasformazione di Ben facendolo tornare un normale ragazzino. Questo escamotage dà un sacco di spunti narrativi, ma è chiaro che il messaggio che passa è che si può essere speciali e bravi solo con delle “cose”.

Il secondo elemento riguarda i conflitti dei personaggi: non ve ne sono, o sono blandissimi. Ben non ha un percorso che gli insegna ad essere migliore, ha solo un gadget che lo fa diventare più forte o più veloce a seconda delle situazioni. L’assenza di una crescita o di conflitti rende Ben 10 un intrattenimento un po’ vuoto.

Per spiegarmi meglio, faccio un paragone con un altro eroe della cultura pop americana, l’Uomo Ragno, i cui i cartoni animati degli anni ’70 mi sembrano molto vicini a questo Ben 10 per target di età. Innanzi tutto Peter Parker acquisisce dei poteri che lo rendono sempre una persona speciale, senza necessità di gadget. Dalla gestione di questi poteri nascono dei conflitti che gli permettono di fare un percorso e diventare una persona migliore. Basti pensare che all’inizio Peter vuole usare i suoi poteri per diventare una star della tv e poi, dopo aver vissuto il dramma della morte di suo zio per mano di un rapinatore che avrebbe potuto fermare, prende la decisione di mettere le sue qualità a disposizione dei deboli per combattere i malvagi. Insomma, le differenze mi sembrano ovvie…

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PS

Vorrei ringraziare l’affetto con cui è stata accolta questa iniziativa. Mi avete scritto in molti segnalandomi i cartoni che vedono i vostri figli. Continuate a farlo, condividete le vostre esperienze e soprattutto cerchiamo di capire come vivono i film i nostri figli. Intanto vi riporto alcuni feedback:

Viola: Idea geniale! e anche molto importante…io non conosco il mondo dei cartoni attuali ma senza dubbio si dovrebbero trovare dei cartoni che educhino i bimbi ai valori dell’amicizia e del rispetto x la natura, ad esempio a me da piccola piaceva un sacco l’ape maia (…) magari esiste qualcosa di similare più moderno…x i bimbi più grandi invece potrebbe essere utile la visione del cartone Siamo fatti così che gli insegna a scoprire come è fatto il corpo umano.

Serena segnala che suo figlio di 4 anni vuole vedere i film in inglese e non si spiega come mai!

Adriano: La mia, per motivi ignoti, quando si stanca della visione originale e vuole l’italiano dice “papà imaginario”. Non ho ancora capito cosa intende ma sta per rimetti l’italiano

Antonio: Bella iniziativa!! Giacomo’s actual playlist (7 anni): Nemo/Cars/Toy Story/Wallace&Gromit/Chicken Run (oltre a tutto di Tom&Jerry)… ma per ora ha sentito parlare moooolto di Kubrick! Chiken Run è un film straordinario; lui si diverte ma penso che lo rivedrà ancora negli anni a venire contrariamente ad altri film d’animazione che in futuro forse lo stuferanno.

Demis: Il mio Riccardo (6 anni) va matto per NAUSICAA DELLA VALLE DEL VENTO e per NIGHTMARE BEFORE CHRISTMAS. Ieri abbiamo visto “9”, cartone animato digitale del 2009 prodotto da Tim Burton. Ricky è rimasto entusiasta (e pure io!) stamattina è lì che cerca di costruire modellini LEGO dei mostriciattoli meccanici del film.

Mandatemi ancora segnalzioni, ma soprattutto, mandate recensioni ed esperienze vissute con i vostri figli che riguardano il cinema. Sarà mia premura mettere a disposizione questo spazio per condividere con tutti le nostre esperienze.


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