Lo spot antipirateria che l’alimenta

Non ho idea di chi ci sia dietro all’ideazione dell’ultimo spot antipirateria che da un paio di giorni circola in rete, ma qualcuno gli dica di cambiare lavoro. Nutro una certa sensibilità per l’argomento (come quasi tutti gli addetti ai lavori), che andrebbe affrontato in modo serio, serissimo. Invece di fronte a un tale scempio forse è meglio prendere tutto sul ridere, come se si trattasse di una barzelletta. Non vedo alternative nell’affrontare uno spot contro la pirateria digitale in cui i testimonial (tra cui Franco Battiato, Caterina Caselli, Gino Paoli, Enrico Ruggeri, Ron e Roberto Vecchioni) hanno un’età anagrafica perfetta per fare comunicazione a mio nonno, che però, purtroppo, è quanto di più lontano mi venga in mente, non dico da un hacker, ma da un semplice utilizzatore di Pc.
In un susseguirsi di interventi drammatici (per la fotografia, il sottofondo musicale e l’interpretazione – l’ultima intendendo che non si possono sentire mentre provano a camuffare una lettura fatta male, chi li ha diretti?!!?) viene concentrata una tale quantità di disinformazione e confusione cui in effetti non si può negare un certo talento a chi ha scritto il testo. Si sfoderano numeri ipotetici sulle perdite (in euro, in mano d’opera) causate dalla pirateria quando tale calcolo non è mai dimostrabile (consumare gratis non significa che si consumerebbe ugualmente a pagamento); si accenna a Megupload e si omette il meccanismo mastodontico della pirateria peer-to-peer dove a guadagnarci non è nessuno; si profetizzano scenari apocalittici con la distruzione della cultura quando ancora oggi vi sono cachet milionari per gli attori di Hollywood e mai come in questo momento la creatività data da proposte indie (su Myspace, su Vimeo, su YouTube) sta alimentando la cultura popolare musicale e cinematografica; si accusano motori di ricerca e social network di non voler fermare la pirateria, quando invece le discussioni legali sull’argomento non sono sul fermare o meno, ma sul come che è ben diverso. Di fronte a tutto questo verrebbe da ridere. Peccato che invece, per chi come me che condanna senza se e senza ma gli “scaricatori”,  questo spot fa solo incazzare. Perché la disinformazione fa il gioco contrario: a ridere davvero sono proprio i pirati, che dopo questi tre minuti di delirio si sentiranno ancor più invogliati a continuare a fare quello che fanno.

http://youtu.be/BbCq9BDMFyw


2 Risposte per "Lo spot antipirateria che l’alimenta"

  • uras :

    Concordo in parte con questo spot (vedendo il problema dal lato dell’artista) ma condivido comunque il pensiero dell’utente quando deve sborsare tanti soldi per un singolo CD che aumenta di prezzo grazie alle innumerevoli tasse da pagare su ogni singola copia. Credo che gli artisti abbiamo ragionissima quando dicono che il futuro sono le piattaforme digitali: personalmente le uso da qualche anno e non potrei trovarmi meglio.

  • giorgio-m :

    Personalmente non avevo ancora visto questo video… diciamo che in linea teorica hanno perfettamente ragione… bisognerebbe fare in modo che i film, musica, serie televisive e via dicendo fossero disponibili a pagamento per il download in modo da togliere spazio ai “pirati”.
    Peccato però che poi inizierebbero a volerci lucrare sopra… quindi invece che scaricare il film appena uscito magari a 5 euro lo farebbero scaricare a 20… che impedirebbero la copia personale e via dicendo… di fatto andando a “bloccare” tutto il circuito virtuoso che potrebbe nascere attorno alla distribuzione online di contenuti multimediali [siano film o musica].

    Non è poi di tanti anni fa l’aumento “imposto” dalla SIAE dei supporti digitali [CD/DVD/…] per “recuperare in parte” queste perdite inventate. Io che metto le foto delle vacanze su CD mi trovo a pagare la tassa extra senza motivo…

    Per quanto riguarda poi i guadagni di MegaUpload… ma pensano davvero di poter gridare “al lupo al lupo” quando basta che il server sia posto magari in Russia o in qualche staterello dove la distribuzione di file non è reato? E soprattutto i soldi non li intaschiamo certo noi stato italiano altro che storie…

    Provino a far pagare di meno cinema, CD e DVD e vedranno che la gente i soldi li spende anche…

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