Ho visto cose… da Romanzo di una strage a A Dangerous Method

Ecco le mie visioni settimanali.

Al cinema

Romanzo di una strage: sembra proprio che sia un buon momento per il cinema italiano “impegnato”, capace di riportare all’attenzione dello spettatore eventi importanti della nostra storia. Vi avevo già parlato di Diaz, e qui siamo di fronte a un’operazione simile, ma che prende in considerazione un pezzo d’Italia più lontano nel tempo e certamente più importante per la Storia con la “s” maiuscola del Paese in cui ci viviamo.
Il regista Marco Tullio Giordana fa ordine tra la innumerevole documentazione che riguarda i fatti di Piazza Fontana e della bomba che esplose nel 1969 segnando il più grave attacco terroristico della storia italiana. Furono gli anarchici o i fascisti? A 40 anni di distanza sappiamo tutto, anche che i colpevoli non hanno mai pagato. La sintesi cinematografica funziona bene, anche perché le indagini, che si snodarono attraverso i brutti fattacci del “suicidio” dell’indagato Pinelli fino ad arrivare all’omicidio del commissario Calabresi, sono una trama “gialla” perfetta. Ne esce comunque un film impegnativo da seguire, che parla di anni lontani dalla realtà di oggi e dalle nuove generazioni e per questo pagherà, purtroppo e probabilmente, i risultati del box office. Ed è un peccato perché Romanzo di una strage è un film che dovrebbero vedere tutti, anche all’estero.

In dvd

A Dangerous Method: la storia della nascita della psicoanalisi, attraverso Freud e soprattutto il rapporto instaurato da Jung con la paziente masochista Sabina Spielrein, non è tema molto cinematografico. E, infatti, sebbene gli attori siano straordinari (Keira Knightley che contorce il corpo in preda a nevrosi è davvero un’immagine che mi rimarrà impressa a lungo), il film si riduce a una lunghissima sequenza di dialoghi “filosofici”, che non riescono mai ad andare nella profondità che meriterebbero e che troverebbero certo più adeguatamente nella parola scritta.

In Blu Ray

Cowboys and Alien: pur avendo tutte le sue cose a posto, mi ha tremendamente annoiato. Girato bene, scritto bene, recitato bene, idea originale: cosa non funziona? Un po’ io, troppo smaliziato, per essere stupito ormai ho bisogno di qualcosa di più. Un po’ anche il film, che si prende troppo sul serio per i miei gusti (voglio dire, stiamo parlando di cowboys e indiani contro alieni…).

Su Apple tv

Come ammazzare il capo… e vivere felici: è molto divertente vedere un terzetto di “sfigati” alle prese con la balzana idea di assassinare i loro boss. Anche Jennifer Aniston, che è il boss “aggiunto” che mal si incastra con la sceneggiatura, è una forzatura che lasciamo passare facilmente perché fa davvero ridere la situazione (lei dentista ninfomane vuole a tutti i costi farsi il suo assistente). Innumerevoli le scene per me già cult, ne ricordo una: quando uno dei protagonisti viene pian piano preso da una certa isteria drenalinica mentre raccoglie da un tappeto un sacco di cocaina rovesciato…


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