Ho visto cose… da Paradiso amaro a Mr Nobody

Ecco le mie visioni settimanali.

Al cinema

Paradiso Amaro: George Clooney è bravo, ok. E diciamo pure che il film non è male. Il fatto è, però, che a me proprio non suscita il benché minimo interesse seguire le gesta di una serie di personaggi mediocri che, messi di fronte alla morte di una persona, si rendono improvvisamente conto di sé stessi. Quasi tutto giocato sulla psicologia del “proiettare la propria ombra”, i personaggi urlano contro gli altri in realtà la descrizione di sé, assai miserevole. Il risultato, e qui il film sbaglia alla grande, non è un Paradiso amaro (ovvero le Hawaii, qui erte a simbolo del benessere nel quale tutto il mondo occidentale sguazza) quasi a suggerire che la nostra modernità ci ha allontanato dalla vita reale, dai sentimenti ecc. ecc., quanto piuttosto “Persone mediocri”, che sono sempre esistite e sempre esisteranno in qualsiasi tipo di società e che sempre si scontreranno con l’urgenza del reale, come è, per esempio, la morte. Ben più interessanti per me sono le storie che raccontano persone in grado di ricordarmi quanto è straordinaria la vita e l’Uomo, certamente anche alle Hawaii.

In Blu Ray

Mr. Nobody: è un film francese costato 47 milioni di dollari (fonte imdb, ma se lo vedete pensate che sia costato almeno il doppio) e già questo basta per essere una notizia clamorosa. Ha incassato 2 milioni di dollari (e questo spiega perché non lo conosce nessuno). Un ultracentenario del 2092 racconta la sua vita a un reporter, ma lo fa non come se fosse una vita sola, ma come se fossero realmente esistite biforcazioni o triforcazioni in punti determinanti della sua esistenza. I genitori divorziano e lui deve scegliere mamma o papà? E lui sceglie mamma, ma anche papà, sdoppiando la sua esistenza e così via fino alla fine. Il tutto per cercare di spiegare la vita, l’universo, ecc. ecc. Dura 157 minuti, e ogni singolo fotogramma è uno spettacolo per gli occhi, con immagini in grado di rimanere impresse nella mente con grandissima potenza (il viso del vecchio, astronavi nello spazio, momenti intimi con le ragazze, abbracci con i padri).
E’ un film sbagliato sotto infiniti punti di vista (narrazione difficile da seguire, lungo, dispersivo, perfino inutile e fine a sé stesso e alla sua estetica), ma allo stesso tempo straordinario praticamente per gli stessi motivi. Per chi lavora nel cinema è una visione obbligata, per gli altri una scommessa.

Ip man: il blogger Viaro gli ha dedicato addirittura un post ad hoc. Si tratta di un biopic su un maestro di arti marziali cinese. A me non ha convinto granché: il problema fondamentale è che l’attore protagonista non ha carisma, il che è essenziale per far funzionare bene questo genere. Non dico il carisma di Bruce Lee che è quello dei fuoriclasse, ma non ha neanche quello di Ralph Macchio che, diciamo, è più alla portata. Il secondo problema è che oscilla tra la ricostruzione storica e il wuxia (ovvero i combattimenti con salti irreali in stile Tigre e il dragone) senza mai prendere una strada precisa, indebolendo sia il primo che il secondo. Qui il wuxia non c’entra un tubo, se avessero mantenuto uno stile di combattimento realistico (come tra l’altro erano settati i film di Bruce Lee di cui ip Man è il Maestro), sarebbe stato tutto molto più coerente.

Su Apple Tv

Quella sporca dozzina: questo “cult” del 1957 che annovera un cast di superstar (Lee Marvin, Telly Savalasa, Donald Shuterland, Charles Bronson, John Cassavetes, Ernest Borgnine) visto oggi rasenta il ridicolo. Prima della fine della Seconda Guerra Mondiale, un maggiore deve reclutare 12 galeotti per addestrarli (oltre metà film) a una missione suicida (ultimi minuti). Il problema è che forse per il pubblico ingenuo degli anni ’60, una specie di fotomodello in galera per aver dato un pugno a un uomo e averlo ucciso quindi per sbaglio poteva far paura; e l’addestramento che prevede di arrampicarsi su una corda poteva parer “duro”; o una missione in cui praticamente vanno tutti allo sbaraglio a caso contro un castello pieno di tedeschi poteva sembrare un piano preparato dettagliatamente alla “mission impossible”. Ma anche no, in effetti, perché un conto è essere smaliziati oggi, un altro è essere rimbecilliti ieri. Comunque pare che il pubblico se la sia bevuta: ha avuto un successo tale al botteghino che ne fecero tre sequel che eviterò come la peste.


2 Risposte per "Ho visto cose… da Paradiso amaro a Mr Nobody"

  • rocken :

    mmm paradiso amaro mi aveva colpito per il suo essere un film diversamente maturo secondo una certa prospettiva.. però devo riconoscere che anche la tua chiave di lettura mi piace moltissimo e forse è anche quella più valida per valutare equamente il film 🙂

  • andrearocky :

    mr nobody è bellissimo, peccato che in italia i film così restino senza distribuzione!!!

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