Ho visto cose… da Quasi amici a Posti in piedi in Paradiso

Ecco le mie visioni settimanali

Al cinema

Quasi amici: questo è un film immenso che si porta dentro tutta la magia delle belle idee, la freschezza della semplicità e il talento di tutti i partecipanti. Prende una storia vera e punta tutto sui contrasti, che sono in effetti quelli che creano sempre le situazioni più interessanti, per raccontare un’amicizia tra due persone agli antipodi. Da una parte un bianco, dall’altra un nero; uno ricchissimo, l’altro povero; uno vecchio, l’altro giovane; uno paralizzato dal collo in giù, l’altro pieno di azione; uno una brava persona dalla moralità impeccabile, l’altro un mezzo criminale.
Si ride tanto, si piange pure (io soprattutto per quanto è bello il film), si riflette spesso.
A me ha riportato a galla le emozioni che mi mosse Una storia vera di Lynch, ironia e lezioni di vita comprese.

Posti in piedi in paradiso: non è il miglior Verdone di sempre, con una storia deboluccia sostenuta tutta da alcune gag molto riuscite (ma anche già viste e basate sulla commedia degli equivoci) e da tantissimo mestiere dei protagonisti. Siamo al limite della rappresentazione teatrale, con tre sconosciuti sul lastrico costretti a convivere in un appartamento, epicentro di quasi tutta l’azione. Se si voleva fotografare il momento di crisi economica, si sbaglia nelle fondamenta: i tre non sono poveri perché senza lavoro, ma perché devono mantenere mogli e figli dai quali si sono separati. Più che crisi economica è una crisi famigliare, insomma, ma raccontata con l’urgente bisogno di denaro, il che a me fa apparire un po’ il tutto parecchio confuso. Le tre storie dei protagonisti mal si amalgamano, e anche se è il contrasto che nasce dal loro confronto a essere divertente, viaggiano un po’ tutti per conto loro.

Woman in black: cinema della Hammer (la nota casa di produzione inglese specializzata in horror divenuta famosa soprattutto negli anni ’50 e ’60), che cita se stesso. Il giovane regista (alla sua seconda pellicola) prende un romanzo degli anni ’80 da cui è stata tratta anche una rappresentazione teatrale di successo, acchiappa Daniel Radcliffe orfano di Harry Potter per offrirgli una chance di smarcarsi dal ruolo di maghetto, e mette in piedi una storia di fantasmi. L’ambientazione gotica e gli attori funzionano anche bene, ma qui il problema sta nel riproporre al giorno d’oggi un cinema di cui la “grammatica” è ormai superata da decenni. Siamo di fronte a una storia talmente lineare, in cui succede qualcosa forse ogni 30 minuti e dove si suppone di spaventare il pubblico con gli scricchiolii delle porte e qualche bambola spennacchiata. Forse a teatro questa storia può funzionare ancora perché è un luogo quasi “fermo nel tempo” per quanto riguarda la comunicazione al pubblico. Ma dopo idee come The Others e il Sesto senso (per citare storie di fantasmi), personaggi fenomenali come il Johnny Depp di Sleepy Hollow (per citare un altro film gotico), dopo l’evoluzione vorticosa dei ritmi e degli effetti speciali del cinema di oggi e dopo anche il Dracula di Coppola (che si rifà al vecchio cinema horror ma ti prende per il coppino e non ti molla più sotto tutti i punti di vista, attori, scrittura, personaggi, trucco ed effetti vecchia maniera), questo Woman in black non mi pare proprio abbia senso ed è altamente soporifero. A questo punto allora, meglio recuperarsi Vincent Price, Christopher Lee e Peter Cushing.

In Blu Ray

Four Lions: questi sono i film che mi fanno ridere davvero tanto. Si tratta di una satira intelligente e molto attuale sul mondo del terrorismo islamico che ha come protagonisti tre pakistani immigrati a Londra e un inglese convertito all’Islam. Insieme formano un gruppetto di squinternati che vorrebbe pianificare un attentato suicida. C’è tutto: la preparazione delle bombe, la scelta dell’obiettivo, l’addestramento in un campo militare in mezzo al deserto. Peccato che ognuno dei protagonisti sia molto peggio dell’ispettore Clouseau della Pantera Rosa, quindi capitano cose tipo rimanere senza benzina con l’auto piena di bombe prima di arrivare sul luogo dell’attentato, vestirsi da Tartaruga Ninja per mescolarsi a una maratona in costume, sparare con un bazooka al contrario e uccidere Osama Bin Laden…

Su pop corn Tv

Il grande sonno: è l’adattamento di uno dei più noti romanzi di Raymond Chandler con protagonista il detective Marlowe. Non vorrei demolire i giganti del cinema, ma un po’ ci sono costretto. Girato da Howard Hawks nel 1946, con protagonisti Humphrey Bogart e Lauren Bacall, a me è sembrato una parodia dei film porno degli anni ’80. I dialoghi, infatti, sono uguali, mancano le scene di sesso, ma se le avessero inserite sarebbe diventato tutto molto più interessante. Bogart, infatti, non fa altro che incontrare donne bellissime, dalla protagonista alla libraia, alla barista, alla cameriera e tutte, dico tutte, cadono ai suoi piedi dopo circa 15 secondi. I dialoghi sono di questo genere: lei: “io punto sempre sui cavalli di razza alle corse”; lui: “io sono forte sulle lunghe distanze, e tu?”. Se ha tempo, Bogart consuma pure: una libraia incontrata per caso non ci mette molto a chiudere il negozio per stare insieme a lui a scolarsi Whiskey e ovviamente a far altro… Insomma, a me ha involontariamente divertito molto questo aspetto, per il resto è un classico del noir che si può gustare solo se si rinuncia a voler comprendere la trama, così complessa che secondo me non l’han capita neanche gli attori.


2 Risposte per "Ho visto cose… da Quasi amici a Posti in piedi in Paradiso"

  • paulinho :

    Io invece ho apprezzato The Woman In Black e non l’ho trovato per niente soporifero, anzi, sono stato col cuore in mano per tutto il film, con delle scene in cui sono letteralmente saltato sulla poltrona 🙂

  • releone :

    Anche stavolta quoto paulinho per quanto riguarda The Woman in Black (sono saltato non poche volte sulla poltrona anch’io), e quoto quanto è stato detto sullo splendido film francese rivelazione Quasi amici, che merita assolutamente la visione!

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