Ho visto cose… da Knockout a The River

Ecco le mie visioni settimanali.

Al cinema

Knockout: l’action movie di Soderbergh parte con una lunga sequenza di combattimento in un café girata in maniera molto realistica. Sono 5′ in cui mi sono innamorato del film, della Carano, la protagonista assai carismatica (che non è propriamente “bella” secondo i canoni comuni, ma ha una faccia interessante e a me è venuta voglia di invitarla a cena subito) e in cui sembrava che il regista dicesse: «ok, adesso vi faccio vedere come sono i vari James Bond, Etan Hunt e Bourne nella realtà». Invece poi la dichiarazione di intenti viene tradita parecchio e il risultato è un film “sporco”, addirittura anche un po’ pasticciato, in cui si mescolano trame complicate da spy story a una storia di vendetta alla “Kill Bill”. Vi suona tutto molto figo? Lo è infatti, ma non prendetelo troppo sul serio.

Su Apple tv:

The River (pilot): ero molto interessato a vedere il primo esperimento di found footage portato in un serial Tv. L’escamotage trovato è quello di sponsorizzare attraverso un programma tv una spedizione su un fiume del centroamerica per ricercare, con l’aiuto di moglie e figlio, un noto documentarista scomparso misteriosamente. E così la ricerca viene accompagnata da troupe televisiva che filma ogni istante del viaggio. E’ una grammatica cinematografica rischiosa da affrontare e ve ne avevo già parlato in occasione di Troll Hunter. In questo caso il problema se funziona o meno non si pone neanche perché il found footage è usato talmente male da “suicidare” se stesso. Vi sono attori da pubblicità (e questo francamente mi ha nauseato, perfino la figlia di un macchinista messicano ha le fattezze di una top model), sono tutti sempre fotografati con la luce giusta e tutte le azioni sono sempre a favore camera con inquadrature impeccabili. Per dare la sensazione che siano riprese “sul campo” le camere si muovono praticamente sempre come se i cameramen fossero dei terremotati, il che è inaccettabile, perché al posto che professionisti di un network televisivo, sembrano tecnici reclutati a caso per strada. Tutto questo contribuisce a rendere meno realistica e meno credibile la messa in scena, ovvero il risultato contrario all’unico motivo plausibile per utilizzare il found footage (in realtà l’altro motivo sarebbe quello di risparmiare sui costi di produzione, ma anche questo viene meno perché si tratta di un prodotto high budget).
Il tutto poi si trasforma a un certo punto in una specie di Grande Fratello, con un battello tappezzato da decine di telecamere che non lasciano scoperto neanche il cesso e attrezzato pure con una sala regia. Peccato che quando arriva il mostro casualmente non viene “catturato” neanche per un singolo fotogramma da nessuna telecamera. Inaccettabile, inguardabile.

Alcatraz (pilot): la nuova produzione JJ Abrams ha un format intrigante. Suppone infatti che la chiusura della nota prigione avvenuta negli anni 60, sia dovuta alla misteriosa sparizione nel nulla di tutti i condannati, che però stanno tornando uno a uno nel nostro presente non invecchiati di un singolo giorno. Si alternano quindi cacce ai criminali ai giorni nostri e vita carceraria anni ’60, fornendo in ogni episodio qualche briciola di pane che porterà alla soluzione del mistero.
Sono troppo smaliziato per intrigarmi ai meccanismi già visti del prison movie o per seguire una squadra simpaticamente assortita anche con un nerd che ha un negozio di comics (l’Hugo di Lost) e da un “big” del cinema come Sam Neil (usato però malino) che ricorda troppe volte quella di Fringe. E poi dopo Lost e Alias lo sappiamo già che il mistero finale ci darà meno soddisfazione della storia per arrivare a scoprirlo, quindi mi manca già la curiosità per seguirlo fino in fondo e una parte di me non ha voglia di restare ennesimamente “deluso”.

Touch (pilot): le premesse sono interessantissime. Si vuole indagare sui “fili” che uniscono tutti gli esseri viventi perché si realizzi il destino che ci attende. Seguiamo delle storie apparentemente scollegate tra loro per scoprire invece che qualcosa le unisce: un papà (Kiefer Shuterland) di un bambino autistico che non parla ma “vede” i “collegamenti” fra le persone e cerca di pilotarle verso un destino che conosce solo lui; un mediorientale che ha a che fare con terroristi che lo vogliono fare “suicidare” per la causa; un pompiere “reduce” dall’11 settembre; una coppia che ha perso la figlia. Funziona tutto, però chi bazzica queste tematiche non riuscirà a scrollarsi di dosso la sensazione di deja vu. E visto che è difficile che si vada a parare proponendo teorie nuove, gli elementi davvero interessanti rimangono la messa in scena e i personaggi. Peccato che la prima sia il solito standard high budget Usa (con tanto di solite facce da “mulino bianco”) e i secondi una serie di stereotipi che faranno fatica a incuriosire gli spettatori smaliziati.

Su Popcorn TV

Bolidi sull’asfalto – A tutta birra!: E’ un film del 1970 sulle moto di cui ne ho parlato in Valentino, il film.


Un commento a "Ho visto cose… da Knockout a The River"

  • zen89 :

    Devo dire che The River mi ha intrigato parecchio, sarà che mi ricorda troppo ‘Anaconda’ film che sinceramente adoro,ma con molti meno serpenti e sarà che tutti i film ambientati nella giungla finiscono sempre per piacermi,’Predator’ e ‘Indiana Jones’ in primis.Per quanto riguarda il found footage io personalmente lo odio, capisco che possa essere un alternativa e che conferisca un atmosfera più reale e tutto il resto, però non capire bene quello che succede, vedere immagini distorte e confuse e avere luci sbagliate mi infastidisce tantissimo.sarà mica per quello che hanno preferito andarci piano?perchè capisco un film, ma un’ intera serie gestita così poteva risultare pesante alla maggior parte della gente, quindi io ho apprezzato la cosa.quello che non ho apprezzato invece è che il gruppo dei protagonisti è troppo piccolo e ti affezioni a tutti, insomma sono sicuro che non ne faranno morire nemmeno uno.
    Cmq devo ringraziare per aver citato Troll Hunter, che altrimenti non avrei mai visto e che mi è pure piaciuto.Bello anche il pilot di Touch, staremo a vedere.

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