Ho visto cose… da Uomini che odiano le donne a La verità nascosta

Ecco le mie visioni settimanali.

Al cinema

Uomini che odiano le donne: è un remake che tutto sommato non aggiunge molto a quanto già visto nella trasposizione svedese del primo romanzo della trilogia Millenium. La regia di Fincher è ottima, la fotografia intrigante, attori in parte (ma a me la Lisbeth di Noomi Rapace mi rimase più impressa) e il film funziona per chi ama le cose ben fatte e i thriller-gialli. Con qualche riserva. Dura quasi tre ore e la trama principale finisce mezz’ora prima del film, poi c’è un lungo epilogo per chiudere una storia secondaria. Riesce bene in valorizzare ciò che ha di visivo il romanzo, quindi Lisbeth, i paesaggi innevati della Svezia, ecc., ma riesce male nel trasmettere al pubblico tutti gli intricati personaggi della famiglia oggetto d’indagine: vi sono troppi elementi perché il pubblico capisca fino in fondo cosa stia succedendo e più volte si ha la sensazione che i protagonisti stiano facendo qualcosa per avanzare nelle indagini, ma non è chiarissimo cosa, nè come arrivano alle loro conclusioni. I titoli di testa sono molto belli ma non c’entrano nulla con tutto il resto (ok, c’è Daniel Craig, ma non è un film di James Bond…).

La verità nascosta: è un thriller colombiano in cui dovete resistere per la prima mezz’ora perché dopo diventa assai intrigante. Purtroppo parte con una serie di situazioni e luoghi comuni su un direttore d’orchestra che si trasferisce a Bogotà con la fidanzata e ha pure una tresca con una violoncellista e all’inizio ci si annoia un po’. Poi c’è un colpo di scena che non vi spoilero ma che cambia completamente tutte le carte in tavola e riviviamo tutto il film da un altro, inquietante, punto di vista. Vi ho incuriosito?

Su Pop Corn Tv

Il gatto e il topo: è un thriller del 1974 con Kirk Douglas. Un insegnante di biologia un po’ sfigato (gli alunni lo soprannominano “il topo”) viene lasciato dalla moglie. Disperato, soprattutto per la perdita del figliastro a cui è molto affezionato, va completamente fuori di testa e comincia a perseguitare la ex fino a commettere degli omicidi. Costruito tutto intorno al carisma di Kirk, il film funziona assai bene soprattutto perché tiene in bilico lo spettatore su quale parte stare: il professore è pazzo e fa cose ingiustificabili, ma la ex, che non gli permette nemmeno di avvicinarsi al figlio, è perlomeno un po’ “stronza”.


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