The Diabolikal Supercriminal

Oggi vi consiglio un dvd appena uscito per Cecchi Gori nella collana CineKult: si tratta di Satanik e The Diabolikal Supercriminal, due film al prezzo di uno. Si avvisa subito che si tratta di prodotti di genere destinati a un pubblico di superappassionati. Il primo è la trasposizione cinematografica del 1968 del fumetto Satanik di Max Bunker e Magnus. Ed è davvero noiosetto, purtroppo, niente a che vedere con il bel lavoro fatto da Mario Bava con Diabolik. Però si dà atto alla produzione di essere stati fedeli alle pagine disegnate di uno dei personaggi più “scabrosi” degli anni ’60. Nata sulla scia del successo di Diabolik, Satanik (e anche Kriminal) era più crudele, più sensuale e poteva contare su un disegno da fuoriclasse del mitico Magnus. La parte più interessante del dvd, infatti, è il documentario Cinecomix Made in Italy, con interviste a Lamberto Bava, Corrado Farina, Maurizio Colombo (registi ed esperti di fumetti) che fotografano un’epoca ormai lontana dai nostri giorni, quando i fumetti si nascondevano sotto la maglietta come i porno dopo averli comprati in edicola.

La vera sorpresa per me è stata scoprire The Diabolikal Superkriminal, un documentario del 2007 su Killing, altro personaggio degli anni 60 che non conoscevo affatto. Chi è? E’ una specie di Kriminal (o di Diabolik), ma fatto a fotoromanzo. Nel documentario si intervistano attori e tecnici che parteciparono al progetto all’epoca e salta fuori che:

-fece un successo clamoroso con 300 mila copie vendute alla settimana, tanto che non si trovava nelle edicole dopo il giorno di uscita
-fu esportato in Francia dove raggiunse una tiratura di 800 mila copie
-era una produzione “quasi” cinematografica (e la qualità si vede, davvero intrigante ancora oggi!) che costava 3 milioni di lire a puntata
-nessuno degli attori e dei tecnici intervistati conoscono o hanno mai saputo chi si celava sotto la maschera di Killing: l’attore firmò infatti un contratto in cui era obbligato a tenere segreta la sua identità anche ai colleghi. I quali, intervistati nel documentario, fanno una serie di ipotesi cannando clamorosamente.
-infatti il documentario a un certo punto fa capire che svelerà il mistero 40 anni dopo e con un colpo di scena intervista Killing che alla fine si toglie la maschera rivelando la sua identità
-e rivelando che il costume del personaggio lo realizzò nientepocodimeno che… Carlo Rambaldi!!!

Purtroppo la qualità video del documentario è molto amatoriale, ma è stato costruito in modo davvero intrigante e fotografa un bel pezzo d’Italia ormai dimenticato. Però, chissà, io ci spero ancora che qualcuno porti al cinema i nostri fumetti, magari uno dei nostri blogger.


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