Fumetti vs Serie tv, 1-0 palla al centro.

Durante l’ultima edizione di Lucca Comics ho avuto l’occasione di comprare un po’ di fumetti. Sono un appassionato e ne consumo con regolarità tonnellate. E per una deformazione “professionale”, compro quasi tutti i numeri uno. Perché sono curioso e voglio capire se ci sono in giro idee valide. Faccio lo stesso con le serie tv: se posso, guardo tutti i pilot dei serial.
Per quanto riguarda la produzione italiana, i fumetti sono un caso unico al mondo, soprattutto quelli cosiddetti “bonelliani”, ovvero con format di circa 100 pagine mensili in bianco e nero (contro le 28 a colori dei comics americani o il mercato francese fatto solo di libri brossurati). In una inchiesta che scrissi tre anni fa, Italia, L‘ultima trincea dei comics, scrivevo:
Il leader incontrastato da oltre mezzo secolo è Tex con 240 mila copie al mese, seguito da Dylan Dog (200 mila) e Diabolik (130 mila). Sapete, invece, quanto vende Spider-Man in Usa, supportato anche da film campioni di incassi? A dicembre 2006, per esempio, ha fatto “appena” 76 mila copie posizionandosi al 22esimo posto in classifica (al primo c’è Justice League of America con 136 mila copie – Fonte: Diamond Comic Distributors).
Relazionando questo dato al mondo dei serial tv in Italia non posso fare a meno di notare che vi siano idee e talenti che non si incrociano bene tra i vari media a disposizione.
In tv i serial italiani proposti mi sembra che abbiano un format per un pubblico “anziano”, tranne che per pochi casi come Boris, mentre si importano dagli Stati Uniti i serial in grado di avere appeal sui giovani (Lost, CSI, ecc.).
Il fumetto seriale italiano ha un format che guarda proprio ai serial tv americani (Nick Raider, Nathan Never, Napoleone, Dylan Dog, Julia, Lazarus Ledd, solo per fare alcuni nomi, sarebbero perfetti per serial tv di vari generi, dalla fantascienza al poliziesco all’horror). Insomma, ci sarebbero idee che funzionano in cui la produzioni televisive e cinematografiche potrebbe pescare, soprattutto pensando poi che siamo nell’era del “transmedia” cioè l’era in cui una stessa storia o format viene subito pensata per essere film, fumetto, serie tv, videogioco, pupazzetti, ecc.
Sono diversi i motivi per cui la produzione nostrana non si ispira ai fumetti. I poco riusciti esperimenti passati (il film di Tex con Giuliano Gemma, quello di Diabolik di Mario Bava – per me un cult). E poi anche il fatto che i fumetti navigano da anni in una crisi che non è solo commerciale (ogni anno perdono sempre più vendite), ma anche di idee. I sopracitati che vendono ancora di più sono personaggi che hanno oltre mezzo secolo o 25 anni di vita se tutto va bene. E che probabilmente acquista un target non proprio di giovanissimi.
Dopo l’ultima edizione di Lucca, però, le idee mi sembrano tornate e anche molto forti. Ecco qualche fumetto che mi è parso davvero valido e che ha le basi pure per diventare un bel serial!

.

.

Kepher: il primo numero uscirà il prossimo 24 novembre e si tratta di una serie di 8 volumi edita da Star Comics divisa in due archi narrativi (4+4 quindi) in formato “bonelliano”. Si tratta di un’opera fantascientifica, ambientata in un Egitto futuristico dove un faraone che ha portato una “rivoluzione monoteista” deve gestire politica interna ed esterna e fronteggiare la casta di sacerdoti che vorrebbe tornare alle antiche credenze politeiste. Questo è solo il contorno, perché il protagonista, Kepher, è un giovane generale pupillo del faraone, ridotto a un tronco e in fin di vita da una bomba e praticamente resuscitato da innesti e nanomacchine che gli migliorano continuamente il corpo. E che dopo l’operazione non ha più memoria di ciò che era prima e sente una voce non identificata che sembra essere onniscente. Tutto fa presagire possa essere un nuovo Dr. Manahattan in una serie che mescola tecnologia, filosofia, azione e intrighi di palazzo e amorosi. Tutto questo in soli 96 pagine ricche di dettagli: si ha davvero la sensazione di muoversi in un mondo ri-costruito nei minimi dettagli e assai intrigante, sia grazie alla scrittura di Roberto Cardinale e Stefano Nocilli, sia grazie ai bei disegni di Vito Rallo che mescolano bene piramidi, statue antiche e colonne classiche a infrastrutture hi-tech.

.

Legion 75: è una miniserie di 6 volumi, edita da Sta Comics in formato “bonelliano”, il primo numero già disponibile. Si mescola il noir anni’70 con la fantascienza stile I am the Legend in due storie che vengono portate avanti alternandosi e di cui, per ora, non si vede il punto in comune. Una si svolge a Londra negli anni ’70, dove un assassino professionista che lavora per i servizi segreti si ritrova invischiato contro una specie di setta che fa esperimenti biologici.
L’altra è ambientata nella Londra del 1985 in cui l’unico sopravvissuto della razza umana non ricorda chi è e lotta contro creature gigantesche che gli danno la caccia. Un mix inedito e una scrittura per niente banale.

.

Dr. Morgue: questa è senz’altro la serie dell’anno. Sempre Star Comics, sempre formato Bonelli, primo numero uscito ad aprile, bimestrale. Il protagonista è un personaggio scomodo, antipatico e odioso peggio di Dr. House: è il coroner di Montreal, alto come un vampiro, con una cicatrice in faccia, affetto da sindrome di Asperger (una forma di autismo), pieno di manie e debolezze, ma anche dotato di un acume e un’intelligenza che rasenta il genio. La serie è sostenuta tutta dall’originalità di questo personaggio: ogni episodio è un giallo con morti e killer da scovare e c’è anche una sottotrama che unisce filologicamente tutti gli episodi. La scrittura di Silvia Mericone e Rita Porretto è curata nei dettagli e perfino poetica in certi punti. Favoloso.


.

Extiction Seed n.0: questa serie ha attirato la mia attenzione per due motivi. Il principale è perché si tratta di un caso più unico che raro di un editore italiano (GG Studio) che crea un fumetto pensato per gli Usa e lo pubblica solo lì. Il secondo è perché i testi sono di Davide Aicardi, che è anche un autore di Gamers.
Il formato è quello dei comic book americani, io ho letto solo il numero 0 che è poco più di un teaser in cui si svela solo qualcosina: ci sono tre ragazze con dei poteri particolari che faranno cose particolari. Fine del teaser. Alta qualità dei disegni e dei colori e grande interesse da parte di testate giornalistiche e pubblico americano, tanto che pare avrà una distribuzione di medie dimensioni. Tanto, anche, che pare sia stato già opzionato per farne un film dal produttore di Balla coi lupi… Dalla prima serie partiranno poi tre altre serie regolari dedicata ognuna a una delle tre ragazze di cui sopra. Dietro all’operazione, insomma, c’è la volontà di creare un nuovo universo come già han fatto Marvel e DC.

.

Misteri per caso:
il numero zero di una miniserie, sempre Star Comics, con titolo L’albero della Vita.
16 pagine in bianco e nero in formato bonelliano.
E’ il fumetto con protagonista Syusy Blady.
Sì, proprio lei, quella di Turisti per caso, sempre insieme a Patrizio Roversi.
La disegnano più bellina e in stile Indiana Jones/Lara Croft mentre si avventura in Cina alla scoperta del terzo occhio e altre cose così.
C’è anche una ragazzina cinese che sfida la nonna sciamana e tradizionalista a suon di ipad. Sembrerebbe una cosa carina, perlomeno curiosa.

.

Davvero: si tratta di un esperimento di Paola Barbato, romanziera e scenggiatrice di Dylan Dog. I romanzi non li ho letti, i suoi Dylan sì, senza infamia e senza lode, grande qualità come tutto l’entourage di professionisti si Dylan, ma il talento di Sclavi non si ripete. In ogni caso ha messo su un’operazione curiosa, un fumetto autoprodotto e distribuito solo online. Le prime tavole sono uscite lunedì scorso su http://www.davvero.org e narrano del tran tran di un’adolescente in conflitto coi genitori. Un po’ noiosetto, ma siamo all’inizio, però a me il formato delle tavole non piace: al posto di essere pensate per il web, replicano il formato cartaceo non consentendo una visualizzazione della pagina intera tramite browser, un bell’handicap. Da seguire.

Altri miei post sui fumetti:
Lucca e il pubblico che il cinema italiano ignora
L’addio a Sergio
Bonelli è morto: vi racconto del suo impero in un appartamento
Perché amo Dylan Dog e vi consiglio di vedere il film


Per inserire un commento devi essere registrato a Best Movie. Effettua il login

Se non sei registrato clicca qui registrati