Ho visto cose… da Scialla a Comic-Con Episode IV: a fan’s hope

Ecco le mie visioni settimanali.

Al Festival di Roma:

Comic-Con Episode IV: a fan’s hope: un capolavoro. Si tratta di un documentario sul Comic-Con di San Diego che affronta temi di grandissima attualità: crisi del fumetto, analisi sociologica del fenomeno nerd e della nuova cultura popolare. Lo fa raccontando cinque storie: una cosplayer che partecipa a un torneo inserendo degli animatroni nei costumi (del videogioco Mass Effect, favolosi, infatti è stata poi assunta come assistente costumista del film che è in preproduzione); due aspiranti disegnatori (al Comic-Con i grandi editori si mettono a disposizione per delle “recensioni” e consigli ai giovani autori); un semplice fan che addirittura organizza la proposta di matrimonio alla sua fidanzata-nerd coinvolgendo anche il regista Kevin Smith; un distributore di fumetti alle prese con la crisi del settore e con la vendita di albi da collezione di inestimabile valore (personaggio cult, 60 anni, capello lungo e cappello da cow boy, pieno di battute indimenticabili: «quando tua moglie ti chiede di vendere la collezione di comics è il modo con cui Dio ti dice che devi cambiare donna»). Il tutto è poi intervallato dalle immagini dell’edizione del 2010 e dalle interviste ad attori, registi, disegnatori noti al grande pubblico. Da non perdere.

Babycall: la Noomi Rapace della trilogia di Millenium alle prese con un altro personaggio fuori di testa. Qui siamo dalle parti del thriller, con tema violenza sui bambini e con una regia assai lenta e drammatica nei toni. Non è male ma troppo “disorientante” per i miei gusti.

Bobby Fischer Against the World: il documentario della HBO sulla vita del noto scacchista è girato con un format assai classico: interviste ad amici e personaggi coinvolti nella sua avventura si alternano a foto e video di repertorio per raccontare la sua storia. Il contenitore non brilla, ma il contenuto è interessantissimo: Bobby Fisher fu talmente un genio di questo gioco da divenire noto a tal punto che le notizie su di lui venivano date ai telegiornali in testa alla scaletta, prima del caso Watergate e del Vietnam. Complice anche il clima di guerra fredda e il simbolismo che la sfida America-Russia si portava dietro, anche in un torneo di scacchi.

Grazia e furore: bella questa storia dei fratelli Fabio e Gianluca, salentini campioni mondiali di Muay Thai, la boxe thailandese, e proprietari di una palestra in Italia frequentata da tanti giovani. La camera li segue nelle loro case, in trasferta in Thailandia, sul ring (il furore) e nella vita privata dove la moglie di Gianluca insegna danza classica (la grazia).

Al Lucca Comics & Games:

Scialla: la platea lo ha applaudito parecchio e tanti hanno riso di gusto con questo film. A me ha strappato qualche sorriso e Bentivoglio resta sempre un attore con la “A” maiuscola. Però non posso condividere la solita fotografia dell’italietta fatta di personaggi sfigati e perdenti, in questo caso un professore fallito che trascina le sue giornate in inutili tran tran e suo figlio (appena scoperto tale) quindicenne che non studia e pure lui si trascina in inutili tran tran. Io continuo a non rispecchiarmici in questa Italia e non mi fa ridere neanche un po’.

In tv:

Amore a mille miglia: una bella storia d’amore. A distanza, come si intuisce dal titolo, quindi piena di difficoltà, ma anche piena di bei propositi, bei modi di affrontare la vita e con due protagonisti fuori di testa e altamente progressisti.

Su Apple tv:

Battlestar Galactica 1978 ep 1: Che ricordi! Ho rinoleggiato la prima puntata della prima serie di questa incredibile produzione di fine anni ’70 per prepararmi all’incontro con Dirk Benedict che era a Lucca (e che poi mi ha fatto talmente tristezza che non l’ho voluto incontrare). E’ proprio come la ricordavo: effetti speciali “datati” ma anche grande trama e personaggi fighissimi. I ciloni con il led rosso che rimbalza al posto degli occhi fanno ancora paura. Senz’altro più di quelli in CGI della nuova serie.

In dvd:

Shrek e vissero tutti felici e contenti: l’ultimo capitolo della saga di Shrek è il migliore dopo il primo. Lo sfottò al mondo delle favole resta, ma non è più il centro narrativo ma solo il contorno, l’ambiente dove si muovono i personaggi. Shrek non è “felice e contento” della sua vita famigliare, fatta di lavoretti in casa e accudimento di bebé, non si sente più un vero orco, insomma, e fa una specie di “patto col diavolo” che gli fa perdere gli amori della sua vita. Un bel tema in cui si ritroveranno parecchi uomini.


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