Lucca e il pubblico che il cinema italiano ignora

Se foste andati a Lucca lo scorso week end non l’avreste riconosciuta. Piuttosto avreste pensato di trovarvi in un’altra dimensione, popolata da folli. Un fiume di ragazzi in costume si è mescolato ai palazzi e alle vie del centro storico creando un contrasto del tutto inedito: immaginatevi Dragonball tra le colonne di un edificio rinascimentale o Darth Vader che passeggia sulle mure del centro storico.
Succede ogni anno: è l’appuntamento che tanti appassionati di fumetti e videogiochi aspettano per partecipare al Lucca Comics& Games, ormai la terza fiera al mondo sui fumetti per numero di presenze dopo il salone di Tokyo e Angulemme, che ha superato perfino il Comic-Con di San Diego (e il dato non stupisca, perché Tex Willer vende in Italia più di quanto faccia Spiderman negli Usa). In cinque giorni, infatti, dal 28 ottobre al 1 novembre, si sono riversate nella città circa 155 mila persone. Se si pensa che i lucchesi sono solo 80 mila, che ci sono solo 25 taxi e che la manifestazione si svolge dentro la cinta muraria del centro storico attraversabile in circa 15 minuti a piedi, si intuisce subito il grado di caos che una massa di gente del genere può creare in una piccola cittadina. Avete presente il carnevale di Venezia quando mettono il senso unico pedonale alle vie a causa della ressa? Ecco, Lucca Comics è simile con Batman al posto di Arlecchino.
Non si può che rimanere affascinati dall’incredibile e unico format di questa manifestazione: la possibilità di passeggiare in una delle più belle città italiane per scoprire il padiglione della Marvel-Panini in Piazza San Michele di fronte alla imponente Chiesa o percorrere gli stretti viottoli medioevali per raggiungere il Japan Palace, ovvero il palazzo del real collegio appositamente trasformato nel padiglione dedicato ai manga, è qualcosa che solo in Italia potevamo concepire e ha un fascino senza pari. Per darvi un’idea di quanto la città sia intrinsecamente fusa alla manifestazione vi basti pensare che oltre alle tensostrutture dei padiglioni che occupano le principali piazze, vengono utilizzati anche la Camera di Commercio per incontri e presentazioni, Villa Bottini per mostre espositive e perfino i sotterranei per sessioni di giochi di ruolo live.
A Lucca potete comprare un fumetto presentato in anteprima e poi subito dopo leggerlo su una panchina di qualche piazza, o prendere un pasticcino in qualche caffé e perfino pranzare o cenare in qualche ristorantino tipico toscano. Così capita di passare una giornata “folle” e di ritrovarsi a mangiare un panino vicino a Kenshiro, o di brindare in ricordo di Sergio Bonelli insieme a Tex Willer e Kyashan. E capita anche di notare che la città è pulita e rimane pulita perché sorprendentemente sono tutti educati, che i camerieri sono gentili anche se devono correre dietro a tutti come non gli capita mai durante l’anno e magari ti ritrovi a pensare che c’è anche una bella Italia oltre a quella che si legge sui giornali.
Favorita dal ponte del 1 novembre e dal bel tempo, Lucca è stata invasa da un popolo di “geek” o “nerd” come vengono etichettati gli appassionati di comics e videogiochi. Però pensare che siano solo fans di fumetti e giochi elettronici ormai è riduttivo. Si tratta di persone che identificano la cultura popolare in tutte le sue nuove forme. Non sono solo giovanissimi: per le strade di Lucca non era raro vedere marito e moglie vestiti da Lupin III e da Fujiko o una Jedi che spingeva un passeggino su cui stava comodo un piccolo puffo. Insomma persone di diverse età a cui non piacciono solo i fumetti, ma che magari sono appassionati di Fantasy in tutte le sue forme, non a caso tra gli ospiti della manifestazione c’erano anche diversi scrittori di romanzi, tra cui la nota Licia Troisi, scrittrice fantasy di successo, appunto. E anche, ovviamente, appassionati di cinema. Infatti, proprio come è già successo al Comic-Con di San Diego, da quest’anno è stata aperta una sezione “Movie” con importanti anteprime. Una clip degli Avengers e una di Immortals, la proiezione di Real Steel e Scialla, una carrellata di film horror durante la notte di Halloween, tra cui anche i primi minuti di Non avere paura del buio prodotto da Guillermo del Toro, i fratelli Weasley che hanno presentato l’edizione blu ray dell’ultimo Harry Potter, Scott Farrar che ha mostrato in anteprima i possibili extra dell’edizione blu ray di Transformers 3 che uscirà l’anno prossimo e che racconta il dietro le quinte degli effetti speciali, Marco Pontecorvo, direttore della fotografia di Games of Throne che ha parlato del serial e tra gli ospiti anche Dirk Benedict, lo “sberla” del vecchio A-Team. Best Movie ha appoggiato da subito l’ingresso della sezione Movie a Lucca divenendone il media partner e siamo convinti che questa iniziativa possa crescere notevolmente il prossimo anno, magari con il coinvolgimento di anteprime ancora più forti e di ulteriori star.
Non tutto è oro quel che luccica però. Sono diversi i motivi per cui è rimasta anche un po’ di amarezza. In primo luogo ho trovato che mancasse un’adeguata commemorazione di Sergio Bonelli. Allo stand si potevano ammirare commoventi tavole che ritraevano gli eroi del fumetto piangerlo ognuno a modo suo, tra cui anche una che correderebbe bene il ricordo che ho del funerale. Però l’organizzazione non ha dedicato un evento ad hoc per ricordare l’editore dei fumetti più importante d’Italia. Il massimo è stato coniare una moneta dedicata ai 50 anni di Zagor (tra l’altro comunque prevista al di là del decesso) accompagnata dalla dichiarazione (piuttosto fredda) di Renato Genovese, il direttore della manifestazione: «In questa edizione progettata sotto il segno dell’avventura, Bonelli e Zagor avrebbero dovuto giocare un ruolo importante che, nonostante la scomparsa di Sergio, resta comunque loro riservato, sia negli spazi della manifestazione, che nel cuore degli appassionati». Un po’ poco mi pare rispetto all’importanza che Sergio ha rivestito nel settore.
La seconda amarezza sta nel notare che c’erano più cosplayer (così si chiamano coloro che “giocano” a interpretare i loro beniamini indossandone i costumi) che lettori di fumetti. Il settore è in crisi da anni, tanto che la stessa manifestazione una volta si chiamava Salone internazionale del fumetto, mentre oggi è Lucca Comics & Games e domani probabilmente sarà Lucca Movie, Comics & Games. Si prende atto che i tempi cambiano. Peccato però che la ressa rendeva difficoltoso appassionarsi di fumetti anche per i possibili nuovi interessati: per raggiungere uno stand si doveva praticamente fare a pugni e guardare un fumetto in tranquillità era un’utopia. Tuttavia sono riuscito a scovare delle novità interessantissime, tanto da farmi pensare a un nuovo Rinascimento italiano nel mondo dei comics perché non mi capitava da anni di leggere storie così intriganti e qualitative e ve ne parlerò in un prossimo post.
Gli eventi importanti, gli ospiti, le anteprime non sono stati comunicati in modo efficace. La manifestazione era un crogiuolo di micro-eventi, presentazioni, dibattiti, proiezioni, mostre ma in nessun modo sono state evidenziate o distinte quelle più rilevanti da quelle più di “nicchia”. Tanto per capirci, sul catalogo Scott Farrar, premio Oscar degli effetti speciali che ha tenuto una specie di lezione su Transformers 3, aveva lo stesso spazio di un Pinco Pallino esperto in dipingere miniature. In questo modo diventa davvero difficile orientarsi.
E poi gli ospiti: troppo poche “star”. Se si pensa che al Comic Con attori come Harrison Ford, Daniel Craig, Angelina Jolie e chi più ne ha più ne metta fanno a gara per apparire sul palco, si capisce subito che Dirk Benedict non basta. Era seduto in uno stand che vendeva gadget fantascientifici, dalle spade laser di Star Wars alle action figure di Battlestar Galactica (Dirk era Starbuck nella serie degli anni ’80). Aveva il suo banchetto con le foto da autografare e ogni tanto spuntava qualche fan che acquistava la sua firma e si faceva una foto. Mi ha ricordato tanto Mickey Rourke in The Wrestler che vende le videocassette di quando era famoso. Insomma un po’ triste. Su questo fronte di certo non aiuta la contemporaneità del Festival di Roma che ha “rubato” l’anteprima di Tintin e anche una maratona Twilight che senza dubbio avrebbero trovato terreno più fertile nel contesto di Lucca.
Infine una considerazione proprio sul cinema italiano che ha sfilato a Roma, dove si è visto il film di Pupi Avati. Se penso al film di Avati e al pubblico di Lucca non posso fare a meno di considerare che c’è qualcosa di stonato. Perché Avati rappresenta proprio il cinema italiano di oggi, “vecchio”, autoreferenziale, completamente incapace di intercettare i giovani. I quali, infatti, non vanno a Roma, vanno a Lucca e comunque vogliono Harry Potter, Twilight, Spiderman, magari un Dylan Dog fatto in maniera decente da un italiano. Sono tanti questi giovani e non sono quelli che vanno al cinema una volta all’anno per vedere Zalone. Sono quelli che coltivano la loro passione giorno dopo giorno acquistando fumetti, gadget, costumi. In questo periodo ci si lamenta che le sale cinematografiche fanno il 30% in meno di box office dello scorso anno. Ci si chiede dove sia finito il pubblico. Il pubblico è a Lucca, 155 mila ragazzi che andrebbero al cinema anche tutte le settimane se qualcuno in Italia producesse un film anche per loro.


6 Risposte per "Lucca e il pubblico che il cinema italiano ignora"

  • antigasmask :

    lucca è sempre stato un posto fantastico, ma sono anni che non ci vado più. prima era vivibile e affrontabile. col cambio di impostazione strutturale e logistico, hanno sì aumentato il numero dei partecipanti, ma anche reso invivibile lo spazio, troppo poco per troppe persone. e mi dispiace per questo

  • fabioguaglione :

    riguardo l’ultima riga…sono più che d’accordo, ma c’è anche da dire che molte di quei 155mila ragazzi scaricano e caricano illegalmente film come bestie.

    magari ne parleremo in un altro post…

  • Bé la pirateria apre le porte per tutto un altro discorso. Cmq non scaricano film italiani…

  • fabioguaglione :

    AHahahah!

    interessante rilevazione!

  • shiinait :

    Il post è interessantissimo, e descrive molto bene la manifestazione di Lucca. Da cosplayer, però, vorrei precisare che è proprio dalla lettura di comics e manga che una persona decide di intraprendere il percorso di cosplayer. Insomma, siamo lettori anche noi.

  • lucamaragno :

    @shiinait: giusto. Con quella frase volevo intendere che il fumetto non era più l’epicentro della manifestazione come un tempo, e di fatto mi ricordo più i cosplayer delle novità presentate ai vari stand. Però in effetti non ho sentito nessun espositore, magari hanno fatto affari a meraviglia!

  • Per inserire un commento devi essere registrato a Best Movie. Effettua il login

    Se non sei registrato clicca qui registrati