Ho visto cose… da Tintin a Fast Five

Ecco le mie visioni settimanali.

Al cinema

Tintin: è una travolgente avventura con la “A” maiuscola. Da quando inizia fino alla fine si viene letteralmente risucchiati in un vortice di avvenimenti che non lasciano tregua. La regia sfrutta pienamente il digitale dando vita a sequenze impossibili da girare in live action, movimenti di macchina vertiginosi, transizioni fantasiose. La computer graphic dipinge immagini potenti che rimangono scolpite nella mente, una su tutte l’incredibile sequenza del combattimento tra due vascelli in un mare in tempesta con tanto di abbordaggio. La performance capture riesce ad aggiungere tanto ai personaggi del fumetto mantenendoli fedeli all’originale e nello stesso tempo enfatizzando le loro caratteristiche, spesso buffe. Tintin è più Topolino che Indiana Jones e tra tutti, proprio come nel fumetto, è il personaggio meno interessante: vi rimarranno più impressi il simpatico e casinista capitano Haddock, i buffi gemelli Dupont e perfino il cagnolino Milù, qui decisamente più in gamba che sulla carta. La storia è fuori dal nostro tempo, proprio come il personaggio: semplice, lineare, le normali regole dei meccanismi narrativi utilizzati al cinema sono deliberatamente ignorati (non vi è nemmeno un personaggio femminile, non c’è quasi climax) e per questo più debole sul fronte del coinvolgimento, ma anche più “diversa” da quanto si vede di solito, proprio come è il fumetto. Lo consiglio a tutti: 107 minuti si grande svago, soprattutto visivo.

In dvd

Fast Five: questa serie non mi è mai piaciuta, troppo tamarra per i miei gusti e troppo cartoonesca per essere credibile. Non avevo voglia di vedere questo quinto episodio finché molteplici colleghi mi hanno persuaso alla visione osannandolo: gran film d’azione, non ci sono solo corse, sembra un Ocean’s Eleven su ruote. Peccato che poi mi sono ritrovato a vedere il solito film tamarro pieno di testosterone, con buchi narrativi giganteschi e ai miei occhi tremendamente noioso.

Su Apple tv:

Giochi di potere: A me i thriller spionistici piacciono un sacco, quindi regolarmente mi riguardo i film di questo genere e ogni volta mi ripiacciono un sacco. Questo è il primo film in cui Harrison Ford veste i panni di Jack Ryan, agente della Cia noto al pubblico grazie ai romanzi di Tom Clancy, ripresi al cinema in diverse occasioni (anche con Caccia a ottobre rosso, interpretato da Alec Baldwin e Al vertice della tensione, interpretato da Ben Affleck). Qui Ryan si trova suo malgrado invischiato con una falange dell’IRA che lo prende di mira.

Sotto il segno del pericolo: Secondo Jack Ryan interpretato da Harrison Ford. Qui si trova invischiato in una guerra illegale che gli Stati Uniti dichiarano a un narcotrafficante della Colombia.

Attacco al potere: film attualissimo sul tema del terrorismo islamico, girato in tempi ancora non sospetti (1999) e quindi in grande anticipo su tutto quello che è successo dopo. Una escalation di attentati mette in ginocchio New York e l’FBI guidato da Denzel Washington, tanto da dover chiedere l’intervento militare sotto il comando del generale Bruce Willis. Molto interessante.

Poliziotti fuori: che noia, ho spento dopo 30 minuti. Perché Bruce Willis nei panni di un poliziotto sfigato che fa coppia con un poliziotto sfigato più sfigato di lui interpretato da uno sfigato che non è nemmeno famoso e che fa cose sfigate (e soprattutto scontate, volgari e noiose in modo scontato, volgare e noioso) proprio non si può vedere. Neanche se il film lo ha diretto Kevin Smith che mi pareva uno intelligente con la voglia di NON fare film sfigati.

Mi moglie per finta: ho interrotto la visione dopo 30′, in tempo per vedere una deprimente apparizione di Nicole Kidman della durata di 5′, completamente fuori luogo. Che diavolo ci fa Nicole in questa commedia volgare con battute all’altezza del peggior Vacanze di Natale? Sarebbe da chiederselo anche per Adam Sandler e Jennifer Aniston a dire il vero. Tutti bolliti.

Grimm, episodio 1: dopo aver letto il post di Giorgio pensavo di trovarmi di fronte a un clone di Dylan Dog, invece per fortuna gli elementi che hanno copiato (male e perdipiù dal brutto film e non dal fumetto) sono meno di quanto credessi. La cosa peggiore di questo serial in cui il discendente dei fratelli Grimm fa il poliziotto e ha ereditato il potere di vedere i mostri che vivono in incognito fra noi è però la scrittura. Due esempi su tutti per far capire i toni:

-il protagonista e la sua spalla attraversano un fiume a piedi per arrivare nella casa di un sospetto: “non potevamo prendere il ponte?”, chiede uno. “No, ci avrebbe visto”, risponde l’altro e poi però suonano alla porta per farsi aprire.

-cercano una bambina rapita ed entrati in una casa sospetta uno dei poliziotti comincia a guardare… sotto i cuscini del divano?!?


3 Risposte per "Ho visto cose… da Tintin a Fast Five"

  • scoiattolo :

    Sono curiosissima di sapere cosa ne pensi di “Melancholia”!

  • andrearocky :

    tintin osannato e fast distrutto? ahahahah vabbè….

  • lucamaragno :

    non lo ho ancora visto ma lars non è molto nelle mie corde

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