Ho visto cose… la saga del pianeta delle scimmie

Settimana particolare questa: prima di andare al cinema a vedere il nuovo L’alba del pianeta delle scimmie ho voluto riguardarmi tutti i film della saga, remake di Burton compreso. Ecco qui che ne penso.

Su Apple Tv:

Il pianeta delle scimmie
: fantascienza datata 1968 e capostipite di una delle più grandi saghe del cinema composta da quattro sequel, un remake e un reboot/remake. Tratto da un romanzo di Pierre Boulle (autore anche di Il ponte sul fiume Kwai), sceneggiato dal Rod Serling di Ai confini della realtà e prodotto da Arthur P. Jacobs che morì nel 1973 (altrimenti chissà, sarebbe andato avanti fino ad oggi a fare un film sulle scimmie all’anno!). Deve il suo successo, oltre alla storia interessante, anche al trucco impiegato per la realizzazione delle scimmie e al colpo di scena finale, una delle chiusure cinematografiche più belle di sempre: sorprendente, visivamente grandioso (e infatti ti rimane in testa a lungo) e capace di ribaltare un film in cui già si ribalta tutto. Fa parte di quella fantascienza intelligente che invita a ragionare e a vedere il mondo con altri occhi che non siano lo stereotipo che insegnano a scuola. Qui si accusa religione (l’ottusità delle scimmie è resa da un sistema di governo accecato dai rappresentati “spirituali”) e il progresso scientifico in egual misura. Mica male.

L’altra faccia del pianeta delle scimmie: due anni dopo arriva il sequel che è sorprendentemente all’altezza del primo. Inizia furbescamente ripetendone il finale fortissimo e poi cambia registro puntando questa volta il dito contro i militari e le armi in una fantascienza pacifista realizzato durante le polemiche della guerra in Vietnam. Ma al di là dell’indirizzo “politico”, il film è pieno di suggestioni visive, tanto da virare quasi nell’horror quando svela i veri volti degli ultimi uomini sopravvissuti all’apocalisse nucleare, esseri deformati dalle radiazioni che venerano una bomba atomica come simulacro sostituito alla croce cristiana in quella che è una nuova Chiesa. Favoloso.

Fuga dal pianeta delle scimmie: altro anno, altro sequel. Questa volta non all’altezza dei precedenti, ma siamo sempre su un buon livello di fantascienza. Per salvarsi dalla nuova apocalisse, due scimmie senzienti tornano indietro nel tempo nella Los Angeles degli anni ’70 e saranno proprio loro, grazie al concepimento di un figlio, a dare il via alla nuova era delle scimmie intelligenti. Si sfrutta il classico loop dei viaggi nel tempo con il paradosso dell’uovo e della gallina e lo si fa anche con humor: le due scimmie intelligenti vengono osannate come star e fanno proprio la vita dei grandi attori hollywoodiani: autografi, beneficenza, party notturni. Però, ecco, sono scimmie! 🙂

1999 La conquista della Terra: morti cani e gatti a causa di un virus, gli uomini usano le scimmie come animali domestici. Anzi, di più: le usano come schiavi tuttofare, insegnandoli a obbedire attraverso programmi di lavaggio del cervello piuttosto violenti. Cesare, il figlio delle due scimmie dell’episodio precedente, fa finta di non essere intelligente e di non saper parlare per non essere eliminato, salvo poi guidare una rivolta/rivoluzione che lo porterà a diventare il re di tutte le scimmie del pianeta e a “soggiogare” l’Uomo. Girato malino, prosegue bene la strada imboccata dal terzo film inscenando discretamente i meccanismi che portano alla rivoluzione: l’organizzazione sotterranea e la ribellione silenziosa alle ingiustizie che pian piano cresce fino a sfociare in una lotta armata.

Anno 2670 – Ultimo atto: In un mondo post-apocalittico Cesare cerca di far convivere pacificamente scimmie e uomini. Ma un gruppo di umani sopravvissuti nelle viscere di New York (i predecessori dei mutanti del secondo capitolo evidentemente) vogliono solo uccidere le scimmie, ma non ci riusciranno. Il capitolo finale chiude tutti i cerchi, con tanta azione e una morale banale e scontata.

Planets of the apes: il remake di Tim Burton è terribile. Le scimmie sono visivamente più credibili, soprattutto nei movimenti, peccato che la scrittura sia un pasticcio senza precedenti. Vi basti sapere che ci sono pure scenette comiche con primati che si coricano per la notte togliendosi dentiere e parrucchini. WTF?!?

Al cinema:

L’alba del pianeta delle scimmie: questo reboot/remake del quarto capitolo poteva essere un capolavoro, invece è solo un film di fantascienza carino. Le scimmie in cgi sono un po’ bruttarelle per gli standard cui siamo abituati, ma anche necessarie per raccontare la storia di Cesare, un esemplare che ha sviluppato un’intelligenza più che umana grazie a un farmaco che James Franco studia per curare il padre malato di alzheimer. Ci sono aspetti che proprio non funzionano (una inutile Freida Pinto, per esempio, che non fa assolutamente nulla per tutto il film), ma anche momenti suggestivi (Cesare che disegna la finestra di casa sulla parete della sua cella quando il film si trasforma in una specie di prison movie per esempio). Non vi annoierete di certo.


5 Risposte per "Ho visto cose… la saga del pianeta delle scimmie"

  • defra75 :

    D’accordo su tutto (tranne sull’ultimo film che devo ancora vedere e quindi non mi esprimo). Il primo film lo guardo almeno una volta all’anno e mi piace ancora.
    La cosa sorprendente del finale è che nel libro era diversa. Anzi, possiamo pure dire che Burton nel suo pasticcio è stato più fedele al libro di quanto non lo sia stato l’originale. Ma qui siamo davanti a uno di quei rari casi in cui il film è meglio del libro. Forse grazie a Rod Serling. Tantissima gente conosce quel finale (“Maledetti…”) senza sapere a che film appartiene. Perfino i Simpson ne hanno fatto una parodia.

  • lucamaragno :

    E come finisce il libro?

  • defra75 :

    Mi sembra più o meno come il film di Burton. Ovvero, gran parte della storia si svolge davvero su un altro pianeta governato da scimmie intelligenti e quando alla fine l’astronauta torna sulla Terra (tipo mille anni dopo) la trova popolata da queste. Il libro poi (che non ho mai letto) era più ampio e complesso. Mi sembra in realtà che tutta la narrazione sia in realtà il racconto di un diario o qualcosa del genere scritto dall’astronauta e ritrovato da due scimmie intelligenti. Praticamente queste due scimmie trovano un “diario” e noi vediamo per immagini tutto ciò che loro leggono.
    Comunque, il fatto che Taylor-Charlton Heston non abbia mai lasciato la Terra è geniale!

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