Ho visto cose… da L’arrivo di Wang a L’ultimo terrestre

Riprendo il blog dopo una brusca interruzione dei miei daily da Venezia, ma purtroppo ho dovuto lasciare il Festival improvvisamente per cause al di fuori della mia volontà.
Ecco le mie visioni settimanali.

Al cinema

L’ultimo terrestre: potete leggere la mia recensione qui. Al di là della critica che ho scritto (il film è riuscito senza dubbio), da un punto di vista personale non mi è piaciuto: siamo in una zona troppo lontano dal cinema popolare per i miei gusti (e davvero faccio fatica a individuare un pubblico per questo film) e con una morale troppo distante dal mio senso della vita, con troppi personaggi mostruosi senza possibilità di riscatto che si trascinano per tutto il film un peso al limite del sostenibile. E diciamoci la verità: il mondo vero non è come lo dipinge Gipi e già questo basta per creare un cortocircuito morale che svuota di senso qualsiasi intento del film.

In dvd

Easy Girl: Emma Stone è straordinariamente talentuosa e sostiene tutto il film (non mi stupisce che Jim Carrey se ne sia innamorato). A parte lei, però, la storia di una liceale che per attirare l’attenzione sparge la falsa voce di essere una ragazza facile può interessare giusto un pubblico di adolescenti.

Killers
: sulla scia di Innocenti Bugie e Red, ecco un altro spy movie che si mescola alla commedia romantica. Al contrario degli altri due citati che mi son piaciuti molto, qui purtroppo si fallisce su tutta la linea: manca l’intelligenza di non mostrare le scene d’azione col risultato di assisterne a lunghe, noiose e poco riuscite. Anche Ashton Kutcher e Katherine Heigl si pigliano bene all’inizio e poi rimangono vittime di personaggi che un momento si prendono sul serio e il momento dopo ridono di cose serissime disorientando non poco lo spettatore.

L’arrivo di Wang: come sapete sono un sostenitore del cinema di genere con la speranza che in Italia si torni a farlo in grande stile come in passato. A malincuore, però, quando mi ritrovo a vedere un film italiano che va in quella direzione rimango assai deluso. E’ successo anche con l’ultima opera dei Manetti Bros., i cui film precedenti godono della mia stima. Eppure questo L’arrivo di Wang non si può proprio difendere: è un film da camera, tutto ambientato in una stanza dove si svolge un interrogatorio tra un poliziotto aggressivo, una traduttrice e un alieno che parla solo cinese. Cosa non funziona? In un’ora e mezza vengono ripetute all’infinito le stesse domande («perché sei venuto sulla Terra? Quali sono i tuoi reali scopi?») a cui vengono fornite le stesse risposte («vengo in pace») il tutto tradotto prima in un senso e poi nell’altro. Traete le vostre conclusioni.

In Blu ray

Tutti gli uomini del presidente: questo film cult sul caso Watergate (ovvero quando nel 1972 spie dei repubblicani vennero colte in flagrante nella sede del partito democratico mentre piazzavano microfoni dando vita a una serie di indagini che portarono alle dimissioni del presidente Nixon) è per me sopravvalutato. La storia dell’inchiesta condotta dai giornalisti del Washington post che ha smascherato il marcio della politica americana è raccontata in modo ingenuo e facilone. Basti pensare che il direttore del giornale interviene solo per correggere qualche forma grammaticale; che gli articoli vengono pubblicati in base a testimonianze telefoniche mai registrate senza mai creare cortocircuiti in cui il meccanismo “è la mia parola contro la tua” metterebbe in crisi tutta l’inchiesta; che la discriminante per la pubblicazione di un pezzo non è se è suffragato da prove decisive o meno, ma se vi è scritta la verità; che i testimoni coinvolti non vogliono parlare ma poi un po’ parlano attraverso metodi che non si capisce per quale motivo li facciano sentire più sicuri («le dico i nomi e lei mi fa cenno con la testa se sono quelli giusti»). Per finire Robert Redford interpreta un giornalista pivellino a cui affiancano Dustin Hoffman, quello esperto: peccato che le dinamiche tra i due siano esattamente opposte, con Redford a guidare l’inchiesta e a far notare a Hoffman che certi articoli proprio non stanno in piedi. Nota di regia: l’argomento già di per sé non è molto “visivo”, inoltre il regista Pakula abusa di una tecnica ormai in disuso, quella di dividere il fotogramma di una medesima inquadratura in modo da tenere a fuoco oggetti in primo piano e sfondo. Il Blu ray ha una qualità video infima e nella traccia italiana vi sono spesso inserti in inglese.


3 Risposte per "Ho visto cose… da L’arrivo di Wang a L’ultimo terrestre"

  • Pingback: triouvzsitz

  • Pingback: aramnitso

  • Pingback: arminioun

  • Per inserire un commento devi essere registrato a Best Movie. Effettua il login

    Se non sei registrato clicca qui registrati