Volevo essere Darth Vader

Ovvero: come un film possa influenzare l’intera vita di una persona.
La prima volta che ho visto Star Wars avevo 6 anni. Era il 1981 e lo ridavano in uno di quei cinema d’essai (in piazza Argentina a Milano) con le sedie di legno che oggi non ci sono più e che io adoravo perché era specializzato in film di fantascienza e aveva anche la statua di un robottone gigante che poi ho scoperto essere quello de Il pianeta proibito. Ci andai insieme al mio amico Fabio e alla sua mamma un giorno in cui lo davano anche in tv ma troppo tardi per noi che dovevamo andare a letto presto. Fu una folgorazione. Non staccai gli occhi dallo schermo neanche quando la mamma del mio amico uscì dal cinema per comprarci la coca cola e quando tornò me la mise in mano. Niente può distrarre l’amore.


Da quella sera in poi, ancora non lo sapevo, Star Wars avrebbe accompagnato tutta la mia esistenza. Nei giorni seguenti era tutto un giocare alle spade laser, a fare i piloti degli X-Wing per sparare nei tunnel della Morte Nera e naturalmente ad addestrarsi a provare la Forza, aspetto su cui non ho ancora ceduto, nemmeno oggi. Ci scappa sempre il tentativo di prendere la tazza del caffé a colazione solo puntandoci contro a distanza la mano e aspettando  che si sposti da sola. Un po’ come il noto bambino della pubblicità della Volkswagen, insomma…
In ogni caso dopo quella fatidica sera del 1981 cominciò anche una gara, persa in partenza perché il mio amico era più ricco, a chi comprava più action figures, quelle della Harbert che oggi se tenute bene valgono un sacco di soldi presso i collezionisti e che io conservo gelosamente in solaio e che non venderò mai. Dal mio amico c’era tutto, compreso il Millenium Falcon. Io mi accontentavo dei personaggi principali, con Darth Vader che aveva una spada laser cortissima rispetto all’originale. Eppure è sempre stato il mio personaggio preferito, io volevo essere Darth Vader. A parte quando giocavo con mio padre a fare Chewbecca in lunghe sessioni di versi simil scimmieschi in cui venivo costantemente battuto.


L’Impero colpisce ancora lo vidi in Tv poco dopo e mi ricordo soprattutto la paura. Il sogno su Dagobah in cui Luke taglia la testa a Vader e sotto il casco scopre il suo stesso viso, anticipando il super colpo di scena finale del film, mi spaventò a morte.
Il ritorno dello Jedi, invece, l’ho intravisto per la prima volta per sbaglio a una cena da amici di famiglia su una vhs pirata prima che uscisse al cinema. E ricordo che ero molto arrabbiato di vederlo in tv con un audio orrendo e che allo stesso tempo non riuscivo comunque a distogliere lo sguardo dallo schermo.
Lo recuperai poi alla prima visione al cinema, nel 1983, facendo un’immensa coda, perché regalavano solo per il primo giorno anche un’action figure della nuova serie e io speravo tanto di avere Boba Fett che mi mancava. Aimé davano solo gli Ewoks, una delusione.
Abbandonati i giocattoli per raggiunti limiti d’età e finita la saga al cinema, Star Wars ha continuato ad accompagnare la mia vita sotto altre forme. Tralasciando scivoloni come il film sugli Ewoks e qualche cartone animato imbarazzante, i fumetti furono uno dei media che più mi intrigò per continuare a seguire il mondo di Star Wars. E poi soprattutto i videogiochi, davvero spettacolari. A partire dalle versioni dei film per Nintendo Snes per arrivare a Rogue Squadron per Nintendo 64 e a quelli strategici tipo Star Wars Galactic Battleground.
Poi nel 1997 i film sono tornati al cinema nelle versioni rivedute e corrette con nuovi effetti speciali digitali ed è stata l’occasione di grandi rimpatriate con gli amici d’infanzia.
Le versioni in Dvd Video uscirono nel 2004 e mi permisero finalmente di godermi le versione originali non doppiate, che ho consumato (molto più che gli extra di cui in effetti non ricordo granché) fino all’arrivo al cinema della nuova trilogia nel 1999. Che ha segnato anche il cambiamento dei tempi. Il primo Star Wars lo vidi in una sala d’essai, La Minaccia Fantasma fu invece il primo film proiettato in digitale nella nota Arcadia di Melzo, uno degli schermi più grandi d’Europa. In ogni caso la nuova trilogia l’ho amata allo stesso modo di quella vecchia e proprio non capisco le critiche di coloro che sono rimasti delusi. Star Wars non è perfetto e proprio questo lo rende una saga che si ama in modo appassionato. Le cose perfettine sono sempre un po’ fredde e alla fine, diciamolo, anche un po’ antipatiche. Lucas ha delineato dei personaggi profondissimi. Palpatine e le manovre che ordisce per ascendere al potere non sono per niente banali, anzi. Il passaggio al lato oscuro di Anakin delinea una epopea del mito senza pari ai giorni nostri. Certo anche a me Jar Jar Binks non sta simpatico. Ma anche gli Ewoks non è che proprio li adorassi…
Poi sono arrivati i cartoni animati di Clone Wars, sia quelli in CGI, sia quelli disegnati da quel genio di Genndy Tartakovsky, ambientati tra il secondo e il terzo film, semplicemente favolosi, mai banali e con un ritmo del racconto da lasciare senza fiato.
Il prossimo 13 settembre tutta la saga sbarcherà per la prima volta in Blu Ray in alta definizione e già non vedo l’ora di passare un week end a rivedermi tutti e sei i film in attesa di tornare al cinema dal 2012 per rivedermeli in 3D. Magari insieme a mio figlio che a tre anni gioca con una spada laser rossa ma non sa ancora cosa è. Chissà se anche lui vorrà essere Darth Vader.

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3 Risposte per "Volevo essere Darth Vader"

  • morrighan178 :

    Se posso dire la mia riguardo alla seconda trilogia di Star Wars (a partire da La minaccia fantasma) credo che il problema non sia mai stata la storia, che ho trovato molto avvincente e collegata ottimamente alla precedente trilogia. Il problema sta nella pessima recitazione di alcuni attori (tipo Hayden Christensen ne L’attacco dei cloni è davvero inguardabile, mentre ne La vendetta dei Sith ha mostrato finalmente un pò del suo talento) e alcune cadute di stile (pessime) della sceneggiatura. Per il resto concordo….anche io (anche se più giovane) sono cresciuta con la saga di Star Wars e ne vado molto fiera!

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