Ho visto cose… da Captain America a At the end of the day

Ecco le mie visioni settimanali.

In dvd:

127 ore: a Danny Boyle bisogna fare un monumento, perché questo è uno dei film dove la regia è praticamente tutto. Raccontare una storia “claustrofobica” e “statica” dove un uomo è bloccato in un buco in mezzo al deserto per tutto il tempo, facendotelo sembrare un action (grazie a un ritmo di montaggio serratissimo, decine di inquadrature suggestive, decine di idee visive furbe ma splendide) è segno di enorme talento. E’ altra cosa da Buried e non va fatto l’errore di paragonarli da questo punto di vista.
Concluso il commento tecnico, mi manca solo dire che racconta di come l’Uomo sia immenso di fronte a tutto, al destino, all’universo, agli altri, a se stesso. E dice che anche se sei in una situazione disperata vale la pena lottare. Sempre. E lo dice raccontando una storia vera. Da vedere.

Al cinema:

Captain America: è forse il più riuscito cinecomic Marvel, calca la strada della commedia come già fece Iron Man e fa funzionare tutto benissimo anche senza Robert Downey Jr. Non risveglierà lo spirito patriottico americano come invece nel film fa il protagonista, ma intratterrà per due ore milioni di persone.

At the End of the Day: il cinema di genere italiano spero che rinasca alla grande, perché c’è stato un tempo in cui eravamo i più bravi al mondo a fare gialli, horror e polizieschi, solo per citarne alcuni. Quindi mi spiace non poter parlare bene di questo horror di Cosimo Alemà, girato in inglese e pensato giustamente per l’estero e che tutto sommato non è né meglio, né peggio di tanti altre produzioni a basso budget internazionali. Se avesse una guest star come Michael Madsen probabilmente si venderebbe anche bene. Mi sono piaciuti gli attori che hannno tutti facce interessanti e sono convincenti (anche doppiati in italiano, sicuramente in originale suoneranno molto meglio). Però, ecco, al di là della storiella banalotta del tranquillo week end di paura con soft air, a me la regia proprio non è andata giù. Perché sembra fatto tutto con un tele, e quindi vi sono tonnellate di primissimi piani, di dettagli e soprattutto ogni due per tre si va fuori fuoco, e magari se ne vuol pure fare una cifra stilistica, ma alla fine il fatto che per almeno 1/3 il film non sia a fuoco a me dà fisicamente fastidio. Ho scoperto dopo dal press kit che Alemà è un regista di videoclip e forse il problema è questo: un film non si può girare come un videoclip.


2 Risposte per "Ho visto cose… da Captain America a At the end of the day"

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