In bocca al lupo Freaks!

Freaks! è un serial web sulla falsariga di Heroes di cui potete vedere le prime 7 puntate (oltre un’ora di contenuti) sul canale dedicato di Youtube. Noi ne avevamo parlato in tempi ancora non sospetti ma nell’ultima settimana gli han dedicato news e articoli anche importanti quotidiani come La Repubblica, visto che la serie ha mosso ben 8 milioni di visualizzazioni (tenendo conto di 3 visualizzazioni per utente di media fanno 2 milioni che è un bel numero e al Telefilm Festival ho visto fans accampati tre ore prima dell’arrivo dei protagonisti per poter avere un autografo, tanto per dare l’idea del fenomeno). Faccio un grande applauso agli autori, (Guglielmo Scilla, Claudio Di Biagio, Matteo Bruno e Giampaolo Speziale, tutti sotto i 25 anni) perché Freaks! è forte (e non fermatevi al primo episodio per scoprirlo) e sono molto felice che una serie del genere sia stata creata proprio in Italia. E’ recitato bene, girato meglio e scritto in modo originale. E soprattutto è un prodotto perfetto per la distribuzione web perché usa linguaggi che in tv non passerebbero mai. A cominciare dalla recitazione in romanesco per proseguire con gli originali superpoteri dei protagonisti, tra cui anche quello di viaggiare indietro nel tempo dopo… essersi masturbati! Va detto subito, infatti, che uno dei segreti del successo della serie è quello di non prendersi mai sul serio, anzi. Nemmeno si scivola nel genere comico, né in quello trash. L’ottima colonna sonora sottolinea spesso e in modo non invadente i siparietti comici che non sono mai banali e che fanno da contorno a una storia che è alla fine dei conti una commedia con momenti d’azione e fantascientifici. E’ chiaro che gli autori hanno un talento e una confidenza con il mezzo audiovisivo fuori dal comune. Lo si vede subito dall’ottima sigla che introduce le puntate e dall’uso frequente di linguaggi inediti, come scritte in sovraimpressione per far capire cosa pensano i protagonisti al posto della voce fuori campo, o “cartelli” tipo cinema muto per far capire cosa si dicono i personaggi in una scena ambientata in discoteca con la musica a palla. Anche la consapevolezza dei propri limiti è un aspetto tutto a favore degli autori: laddove vi sono scene “difficili” di azione come combattimenti, per esempio, vengono sempre risolte in modo elegante senza effettivamente mostrarcele. Gli effetti speciali digitali ci sono e per fortuna usati con parsimonia.
La scrittura non si sofferma mai a spiegare in una trama che intriga perché vien voglia di scoprire che diavolo sta succedendo. Non spiegare è sintomo di grande intelligenza in questo formato: se lo spettatore capisce bene, altrimenti si arrangia o legge i commenti che gli altri utenti postano. Qui va detto anche, però, che ogni tanto si pasticcia e certi passaggi non sono proprio chiari per nulla, ma ci sta. Ci sta perché come dicono gli stessi autori «Freaks! è un gioco che abbiamo fatto per promuoverci». Un “gioco” che non è costato niente perché tutti hanno lavorato gratis. O meglio: è costato 6 mesi di produzione per sette episodi. Un modello produttivo che dal punto di vista economico non starebbe probabilmente in piedi neanche con il successo di pubblico ottenuto. Per la seconda stagione prevista per gli inizi del 2012 e che sarà prodotta dalla società milanese Show Reel, si punterà sul product placement e io gli auguro di cuore di riuscire ad andare avanti. Perché Freaks! è uno dei pochi segnali di un vento nuovo, di una freschezza che mancava da tanto tempo in Italia. In bocca al lupo.


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