L’incredibile avventura della Red

Ovvero: come un miliardario matto che faceva gli occhiali più cool del pianeta si è messo in testa di fare una camera digitale per fare film.
La Red è la telecamera digitale che sta rivoluzionando il mondo del cinema e convincendo sempre più produzioni ad abbandonare la pellicola. Solo per fare degli esempi, sono stati girati con la Red l’ultimo episodio de I Pirati dei Caraibi in 3D, Social Network e registi come Peter Jackson ormai la preferiscono alla pellicola (la sta usando infatti per Lo Hobbit).
Venerdì scorso ho partecipato a un interessante seminario sull’uso della Red organizzato dal Sae Institute, una scuola di filmmaker e tenuto da Corrado Silveri, direttore creativo presso l’e-motion di Genova, una delle prime società italiane ad avere adottato le camere Red.
Lungi dall’essere solo “tecnica”, l’interessante “lezione” di Corrado sulla Red è stata anche così ricca di aneddoti curiosi che mi sono convinto a riprenderla in questo post, perché credo che possa interessare tutti gli appassionati di cinema.
La storia più incredibile riguarda proprio la nascita della camera, si potrebbe farne un film.
Il creatore della Red è l’americano Jim Jannard, un tipo che a 26 anni nel 1975 fondò la Oakley con 300 dollari. Sì, proprio quella Oakley lì, quella degli occhiali cool che nel 2007 è stata comprata per 2 miliardi di dollari dalla nostra Luxottica e che ha reso Jannard il 367esimo miliardario nella classifica di Forbes Magazine del 2010.
Dato che Jannard aveva sempre avuto la passione per la fotografia e per il filmmaking (tutti gli spot e le foto per la sua Oakley gli aveva realizzati lui), e aveva sempre frequentato i forum degli addetti ai lavori, nel 2005 pensò che ci fosse bisogno di una camera digitale per il mondo del cinema. E così si mise a costruirla da zero. Intanto assoldando una squadra che lo aiutasse, tipo ingegneri informatici che prima facevano schede grafiche e plug-in di Final Cut (il programma di montaggio oggi più diffuso nel mondo). E poi la leggenda vuole che a un’importante fiera di settore americana, in un piccolo stand ignorato da tutti, ci fosse un russo che vendeva un sensore usato dei satelliti sovietici per scattare fotografie sulla Terra e che questo piccolo stand dopo l’arrivo di Jannard scomparisse. Qualche mese dopo apparve magicamente sul mercato la prima Red digital camera. Che era rivoluzionaria per molti motivi: registrava su hard disk (oggi sembra banale ma all’epoca fu una delle prime); registrava in raw, ovvero un formato non compresso che consente di cambiare una serie di settaggi che in questa sede è fuoriluogo approfondire; il sensore che usava per registrare aveva le dimensioni di un fotogramma di una pellicola 35 mm e questo consentiva di avere immagini con una risoluzione di 4K (tenete presente che le proiezioni cinematografiche arrivano al massimo a 2K).
Corrado Silveri conosce questa camera come le sue tasche, ha anche il primato di averle usate per la prima volta al mondo in un evento multicamera, per riprendere il concerto di Ligabue. “Purtroppo scoprimmo che le vibrazioni prodotte dalla musica facevano saltare i dischi negli hard disk e quindi le immagini droppavano”, dice Corrado, evidenziando che le nuove tecnologie non sono mai prive di difetti. In ogni caso la Red ne ha fatta di strada dalla sua prima versione e, anzi, pare si stiano sviluppando nuovi modelli per tutti i gusti. “La Scarlet girerà in 3K e costerà solo 2500 euro”, elenca Corrado, “ma ci saranno modelli in grado di filmare anche fino a 28 K con prezzi ovviamente proibitivi. In America sono più sensibili ai cambiamenti e molte produzioni la stanno adottando. James Cameron ne ha ordinate 50, il prossimo Spider-man sarà girato con la Red. In Italia nessuno l’ha ancora usata per il cinema e per me è solo un fatto culturale, abbiamo delle maestranze legate in maniera molto forte alla pellicola. I prezzi di noleggio sono molto bassi, si parla di poche centinaia di euro al giorno, ma all’interno di una produzione di milioni di euro si tratta di un risparmio relativo rispetto alla pellicola”.
In effetti non saprei se qualcuno in Italia ha già usato la Red per un film (invito i lettori a mandare segnalazioni), ma Se sei così ti dico sì, il film con Belen e Solfrizzi di cui parlai molto bene in questa recensione, è girato in digitale con una Canon 7D, mi dicono. Io non me ne sono accorto quando l’ho visto al cinema, sarei curioso di sentire il parere di qualche direttore della fotografia.


4 Risposte per "L’incredibile avventura della Red"

  • FIlm italiani girati con la Red non li ho visti, ma tra i corti c’è My Shoes, prodotto dal nostro blogger Fabio Guaglione, ve ne abbiamo parlato qui:
    http://www.bestmovie.it/news/myshoes-quando-il-terrore-corre-on-the-road/83063/

  • antigasmask :

    in realtà lunghi fatti con la red ce ne sono(una googolata e si trovano facilmente qui titoli).
    cose però mai distribuite, nonostante certi budget non bassi ma vuoi il contenuto essere quello che è, vuoi logiche industriali, son rimasti nei cassetti.

  • Pingback: triouvzsitz

  • Pingback: arminioun

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