Cannes, day 10: la mia top movies

Il mio festival è finito, oggi si torna a casa. Rimangono i miei colleghi fino alla fine per vedere gli ultimi film e scoprire chi vincerà la palma d’oro. I veterani di Cannes mi dicono che ho assistito a un’ottima edizione. Bei film, tante star, pure il colore delle polemiche (Von Trier è stato espulso dal Festival per le sue dichiarazioni su Hitler).
Cosa mi è rimasto del Festival? Senz’altro la consapevolezza di adorare quel cinema popolare che sono riuscito a trovare più al marché che tra i film in concorso. Anche una certa insofferenza verso il cinema autoriale “a tutti i costi”, dove l’autoreferenzialità domina e dove l’assenza di regole viene difesa a spada tratta da una serie di intellettuali un po’ snob che a mio parere non si rendono conto di appartenere a un micromondo chiuso in se stesso. D’altronde è Cannes, quindi probabilmente non ci si dovrebbe aspettare nulla di diverso.
Mi è rimasta anche l’impressione, in effetti abbastanza scontata, che dietro alla selezione dei film in concorso ci sia molta politica: tanti e dalla qualità sospetta i film francesi, per esempio. Troppi, forse, anche i soliti nomi noti che hanno fatto i soliti film.
Mi è rimasta addosso anche una certa consapevolezza di essere un po’ in difetto. Ho visto solo 12 film, un po’ perché ho avuto anche altri impegni e un po’ perché ho un limite di saturazione visiva durante le giornate. Ci sono colleghi che ne hanno visti già 30 e mancano ancora tre giorni di Festival. In effetti la maggior parte dei giornalisti è riuscita a fare quello che evidentemente si dovrebbe fare a un Festival: ovvero vedere minimo tre film al giorno.
In ogni caso, visto che il Festival è una competizione, ho deciso di chiudere questa serie di diari con la mia personale classifica dei (pochi) film che ho visto, senza distinguere tra film in concorso o al mercato. Il voto tra parentesi è su scala da 1 a 5. Di quelli senza descrizione ne avevo parlato qui.

Harakiri, morte di un samurai (4,2), qui la mia recensione
Devil’s Double (4)
Yellow Sea (3,8), un noir sudcoreano, sanguinoso e grottesco
The Conquest (3,7), qui la mia recensione
Midnight in Paris (3,5)
TT3D: Closet to the Edge (3,5)
Christopher Roth (2,7)
Polisse (2,5)
Divide (2,2)
Tree of  life (2), il noto film di Malik, che boccio non per quello che dice, ma proprio per come lo dice, cioè male.
Marta Mary may Marlene (1)
Michael (1)


4 Risposte per "Cannes, day 10: la mia top movies"

  • scoiattolo :

    Anche per me THE TREE OF LIFE non bocciato ma promosso con riserva, solo per come dice le cose: Un esempio per tutti: la voce off con tono sussurrato. L’ho trovata insopportabile, e anche questa, insieme alle immagini sull’origine della vita e sui dinosauri spalmati sul mare, di chiaro intento paraculo.
    Perdonatemi il termine, ma ho trovato davvero irritante tutta la parte che è stata definita un omaggio a “2001 – Odissea nello spazio”.
    Mi spiego meglio: un film che parla dell’amore, un “inno alla vita” come è stato definito, dovrebbe farci arrivare alle conclusioni sperate dal regista attraverso dei concetti. Invece mi è sembrato che si parlasse di grandi concetti poggiati sul nulla a livello di sceneggiatura, il tutto tenuto in piedi da una fotografia eccezionale e inquadrature avanguardistiche, in certi casi da Sindrome di Stendhal.
    Autoreferenziale quindi.

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