Cannes, day 8: il marché tra titoli improbabili e Michael Madsen

Ieri giornata dedicata al mercato. E’ una sezione del Festival strutturata come una fiera tradizionale con stand espositivi. Chi espone? Le case di produzione e i distributori internazionali che sono a Cannes per vendere e piazzare i film in tutto il mondo. Tale sezione si sviluppa su tre piani che non saprei neanche quantificare in metri quadrati, vi sono aziende da tutto il mondo, con aree dedicate al Giappone, piuttosto che alla Spagna o a Bollywood, quindi immaginatevi voi la quantità di film presenti, praticamente incalcolabile (in termini di peso, potrebbero essere sui 5 kg tenendo conto tutti i cataloghi che ho avuto la malaugurata idea di raccogliere…)
Vendono di tutto: film solo annunciati e in pre vendita (come il Dracula di Dario Argento che ha uno stand tutto suo) o “in shooting” come il fantascientifico Concrete Island con Christian Bale oppure appena arrivati in post produzione o finiti come The Monk con Vincet Cassel. Ovviamente non ci sono solo titoli con attori di grande richiamo o grandi budget, anzi questi sono una minoranza. La maggior parte dei film del mercato sono produzioni dai nomi e le locandine improbabili, soprattutto di genere, tra le quali si nascondono certamente anche delle nuove scoperte – a proposito, da TF1 International vendevano anche Y/N You Lie, You Die (True Love), l’ultimo progetto del nostro blogger Fabio Guaglione -. Ora, mentre giravo per gli stand mi è capitata una cosa inquietante. Michael Madsen era ovunque. Giravo l’angolo del cinema Thailandese ed eccolo lì, in The Killing Jar insieme a Danny Trejo. Oltrepasso Studio Canal ed eccolo di nuovo sulla locandina di Trophy insieme a Eric Roberts. Mi giro per un caffè ed ecco che spunta su un flyer appoggiato al bancone vestito da neve in Deep Winter. Prendo la scala mobile e lo incrocio tra le mani di una ragazza sul manifesto di Eldorado in 3d, con Daryl Hanna, David Carradine, Steve Guttenberg, Brigitte Nielsen. E via dicendo. Mi aveva detto quando l’ho incontrato che era dura mantenere tutti i suoi figli, ma non pensavo dovesse lavorare così tanto. Praticamente è onnipresente in tutti gli stand del mercato. Se ci fosse un premio per lo stacanovismo, il marché dovrebbe prenderlo in considerazione.


2 Risposte per "Cannes, day 8: il marché tra titoli improbabili e Michael Madsen"

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