Cannes day 2: gatti, letti e Woody Allen

Ieri notte ho sognato di vagare in un enorme magazzino, tipo quello dove archiviano l’arca perduta alla fine di Indiana Jones. Era pieno solo di letti, singoli e a due piazze, fatti e disfatti, in legno, ferro battuto, a baldacchino, giapponesi, distese infinite di letti a perdita d’occhio. Una specie di Ikea moltiplicata per mille. Erano i letti che le major hanno fatto togliere dalle stanze degli alberghi di Cannes per trasformarle nei loro uffici. Centinaia di stanze da letto senza letti, spostati, traslocati, spariti chissàdove.

Salma Hayek in posa per i fotografi. Alle sue spalle Banderas chiacchera con Katzenberg

Il mio secondo giorno a Cannes, che poi è il primo della manifestazione, comincia con 15 minuti di anteprima de Il Gatto con gli Stivali, presentato da Banderas & co, dove “& Co.” sta per Salma Hayek e Jeffrey Katzenberg, il famoso boss della Dreamworks. Il primo simpatico, la seconda bassina bambolina, il terzo ha lo sguardo intelligente e il look moderatamente eccentrico.
Finita la proiezione scatto sul lungomare per fare il photo call (ovvero la sessione di foto) di Banderas e Hayek. Come al solito si sgomita coi colleghi, ma si riesce tutto sommato a portare a casa un buon lavoro. C’è un buffet regale ma ci rinuncio per correre al Palais, devo approfittare per scrivere qualcosa, tra poco ci saranno Woody Allen con il cast di Midnight in Paris e poi la conferenza di Bertolucci.
Arrivato in sala stampa una cosa è subito chiara: siamo tanti, troppi. La struttura e l’organizzazione sono impeccabili, ma non riescono comunque ad assorbire i media di tutto il mondo. Siamo anche classificati con badge di diversi colori a seconda dell’importanza, ma alla fine stanno fuori dalla conferenza soprattutto coloro che non sono arrivati a mettersi in fila parecchie ore prima. E così la conferenza la seguiamo sulle tv sparse nei corridoi del Palais, attorno alle quali si formano drappelli di giornalisti intenti a registrare dagli altoparlanti e a prendere appunti. Avete presente la scena in Ocean Twelve dove Don Cheadle assiste in diretta tv a una mega esplosione che potrebbe vedere dal vivo affacciandosi alla finestra alle sue spalle? Ecco uguale.

I giornalisti davanti alle tv del Palais seguono le conferenze stampa che si tengono al di là della parete

Pomeriggio vado a vedere il film di Woody che è davvero grazioso, appena uscito noto già la ressa davanti al tappeto rosso con circa tre ore di anticipo: tutti in attesa che arrivino le star per la serata d’apertura.
Si sta meglio più in lá, ancora sul lungo mare: c’è sempre un gran casino, ma c’è anche più relax tra gente che prende il sole o gioca a beach volley e i bambini che si fan scattare le foto dalle loro mamme davanti a Saetta McQueen.

Il fascino irresistibile di Cars

La giornata è quasi finita, attendo i colleghi che stan vedendo qualche film, scrivo il blog, mangio e poi a nanna. Mi piacerebbe coricarmi in un letto di quelli che ho visto nel magazzino di Indiana Jones, quello a tripla piazza basso che mi pareva adatto per accogliere la stanchezza che mi sento addosso. Mi sa che non dormirò su quello, ma magari recupero nei sogni.


2 Risposte per "Cannes day 2: gatti, letti e Woody Allen"

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