Ho visto cose… da Source Code a Limitless

Ecco le mie visioni settimanali.

Su Popcorn Tv

Gli ultimi 14 episodi di Evangelion: lo avevo cominciato a vedere a gennaio e ne scrissi qui, ora ho finalmente finito la serie. Non mi è piaciuta ma prima di scriverne i motivi, va detto che è un progetto assolutamente unico e coraggiosissimo. Perché usa i robottoni e tutto l’immaginario fantascientifico tipico degli anime giapponesi non solo per creare un prodotto di intrattenimento, ma anche per indagare l’animo umano. E lo fa dicendo cose verissime e giustissime, tirando in ballo dei livelli di lettura molteplici, stimolando una riflessione su religione, filosofia, psicologia e cercando di fare il tutto a misura di adolescente. Insomma, mica facile. E’ però anche un’opera non omogenea, nel senso che tutto quanto citato prima non è spalmato in tutta la serie: si inizia che sembra un cartoon sui robottoni con un po’ di filosofia e finisce che sembra un testo di filosofia con un po’ (proprio pochino pochino) di robottoni. E’ proprio la fine che non funziona: troppo didascalica, quasi davvero un libro, con la colpa di non riuscire a toccare le corde emotive, che per un prodotto di fiction è LA colpa. Basta rivedere il finale di Blade Runner per capire quanto la sintesi poetica possa invitare alla riflessione su chi siamo, la vita e la morte in modo molto più potente di qualsiasi libro di filosofia. E poi a voler dire tutto, si finisce per non dire nulla.

Al cinema

Source Code:  un film di fantascienza molto buono, ma non un capolavoro. L’opera prima del figlio di David Bowie, Moon, mi piaque assai di più: un’idea semplice che sfruttava a suo vantaggio tutti i  limiti di una produzione a basso budget per un film di fantascienza. In Source Code, invece, Duncan Jones forse soffre di un budget ibrido: si doveva spendere di più per farlo diventare il nuovo Minority Report o molto meno per dargli il sapore di un film a basso budget con una grande idea alle spalle. Così invece ho sempre avuto la sensazione che dovesse partire chissà che cosa e invece non parte mai nulla, si sta sempre confinati in quei due vagoni del treno dove il protagonista deve trovare una bomba e succede esattamente tutto quello che ti aspetti debba succedere. E se hai un po’ di intuito, capisci pure l’unico colpo di scena dopo 10′.

Limitless: molto divertente e l’idea di diventare super intelligenti con una droga è, diciamolo, assai intrigante. La storia poteva svilupparsi in mille modi e ognuno di noi avrebbe fatto delle scelte diverse da quelle del protagonista: andate a vederlo, usciti dalla sala parlerete soprattutto di questo.

In dvd

Novecento: una incredibile e mastodontica produzione per raccontare 50 anni di Italia. Non se ne fanno più di film con questo sapore ed è un peccato. Ti rimane tutto dentro: le storie, le facce (anche quelle delle comparse, mio dio che facce magnifiche), una regia mai scontata, ma sempre pensata, che trasuda amore. Una volta si vedeva che ci si credeva davvero nel realizzare i film e che non era solo una questione commerciale per fabbricare prodotti da vendere. A chi vive in Italia sarà utile per capire la nostra storia. A chi non vive in Italia sarà utile per riflettere sull’eterna dinamica padroni e schiavi. A tutti piacerà appassionarsi alle storie di personaggi davvero tridimensionali e mai scontati. Peccato lo schieramento della scrittura e della regia: da una  parte i buoni e dall’altra i cattivi, non è così nella realtà.

Mostri contro alieni: l’idea di recuperare i film di serie b degli anni ’50 per farne un cartone non era male. Peccato che si butta via in una serie di gag e una storiella banalotta.


2 Risposte per "Ho visto cose… da Source Code a Limitless"

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