Perché amo Dylan Dog e vi consiglio di vedere il film

Chiariamolo subito: amo i fumetti e tra i fumetti amo Dylan Dog. E chiariamo subito anche un’altra cosa: non sono amori buttati lì a caso, quando amo, amo. E mi spendo tutto.
Se entrate a casa mia nel lungo corridoio d’ingresso c’è una libreria di circa 10 metri alta 2 e mezzo che è golfa di fumetti. Americani, sudamericani, giapponesi, italiani, francesi, inglesi, belgi, koreani e certamente anche di altri Paesi che ora non ricordo. C’è Frank Miller e Bonelli, Alan Moore e Hugo Pratt, Magnus ed Hergé, Robin Wood e Bernet, Kazuo Koike, Ryoichi Ikegami, Goseki Kojima, Bronson-Hara e mille altri. Si va da Batman agli indipendenti italiani. Questa libreria è una selezione accurata del meglio che ho trovato in giro negli ultimi 25 anni, da quando cioé frequento almeno settimanalmente le sezioni fumetti delle edicole di zona e l’immancabile Borsa Del Fumetto. La collezione “vera” è su in solaio, ma lì non si riesce neanche più ad aprire la porta da tanto è pieno.
Ovviamente Dylan Dog ha un posto d’onore nella libreria in corridoio. Quando uscì nel 1986 io avevo 11 anni e fu amore a prima vista. Intanto era un fumetto horror e io adoro l’horror. Ma soprattutto era un personaggio pieno di paure, che si interrogava sulla vita, sull’amore e sulla morte senza pretendere di dare delle risposte, ma semplicemente invitandoti a delle riflessioni. Poi le storie erano tutte intriganti, i disegni di una qualità eccellente. A quel tempo se leggevi Dylan Dog ti sentivi un iniziato. Succede se scopri dei prodotti di altissima qualità e fuori dal comune e questi prodotti non sono un mega successo, ma appartengono a una ristretta cerchia di “privilegiati”. Chi aveva a che fare con Apple in tempi ancora non sospetti capirà cosa intendo tanto per citare un altro settore.
Infine Dylan Dog aveva a che fare con il cinema, altra mia grande passione della vita. Non solo perché in ogni albo il papà di Dylan Tiziano Sclavi ci metteva un sacco di “citazioni” e perfino lunghe sequenze prese paro paro dai film (come quella di Incontri ravvicinati del terzo tipo in Alfa e Omega, praticamente un plagio di diverse pagine!), ma anche perché poi arrivò il Dylan Dog Horror Fest.


Il successo infatti alla fine colpì anche Dylan e fu tale che superò nelle vendite perfino Tex Willer, che da 50 anni domina le classifiche top seller dei fumetti di tutto il mondo!
La prima edizione del Dylan Dog Horror Fest si svolse dal 12 al 31 ottobre 1987 al cinema teatro Actor’s Playhouse, ovvero l’ex Ducale di Piazza Napoli a Milano. Me lo sono perso, ero troppo piccolo per uscire la sera e anche per scappare di casa. Ma non mi sono perso la seconda edizione, dal 7 al 17 maggio 1990 al Gloria di corso Vercelli, sempre Milano. Cominciava già ad essere un festival importante, tanto che negli anni seguenti divenne un mega evento al Palatrussardi con ospiti internazionali come Wes Craven e Robert England. La seconda edizione, dicevo, contava sulla partecipazione, se non ricordo male, di Sergio Stivaletti, Bava, Fulci, e ovviamente di Bonelli e del cast di disegnatori di Dylan Dog e portava con sé l’ennesima delusione riguardo Tiziano Sclavi, purtroppo mai visto a un appuntamento pubblico.
Venne anche Dario Argento, che al tempo ricordo aveva appena aperto un negozio di gadget horror in via Tadino, tale Profondo Rosso e quindi veniva spesso a Milano e così passò anche dal Dylan Dog Horror Fest.
In ogni caso per me quel festival fu anche l’occasione per una piccola avventura. Io e un paio di amici eravamo infatti troppo piccoli per entrare (vi si proiettavano film vietati ai minori) e così la security ci respinse. Ma né io né i miei amici eravamo tipi da arrendersi. E così sgattaiolammo dentro nascondendoci nella calca e… ci beccarono e ci portarono fuori avvisandoci di non fare i furbi. Ma noi ci sentivamo molto furbi e così ripetemmo l’operazione sgattaiolamento. E ci presero di nuovo, ci portarono fuori di peso e si incazzarono talmente tanto che capimmo l’antifona. Nel senso che capimmo che dovevamo cambiare strategia. E così entrammo nel portone a fianco del cinema citofonando a caso, salimmo le scale del condominio fino a trovare una finestra, uscimmo pericolosamente su un cornicione del cortile interno facendo un po’ i funamboli a 20 metri di altezza e finimmo per entrare al festival da uno dei bagni del cinema. Entrammo che stavano proiettando Re Animator 2 di Bryan Yuzna. E la sala era talmente piena che ci sedemmo in mezzo al corridoio. Riuscimmo a vedere circa 15′ del film prima che la security ci beccasse di nuovo. E ci buttarono fuori più divertiti che incazzati questa volta. Credo che non abbiano mai capito come trovammo il modo di entrare!
Scrivo tutto questo per farvi capire che Dylan Dog era davvero una passione che andava ben oltre la semplice lettura di un albo una volta al mese.
Fino a circa il 70esimo numero l’ho collezionato tutto, poi da quando Tiziano lasciò la penna ad altri, non è stato più lo stesso. I disegni continuano a essere eccellenti e quando passo in edicola mi capita ancora di aprire un albo per fare tra me e me il gioco di indovinare il disegnatore solo osservando una vignetta. E quando il tratto mi piace ancora lo compro, ma le storie sono solo carine, niente a che vedere con i capolavori che ho a casa.

Ora esce il film. Il film di Dylan Dog. Per me, ovviamente, è un evento e sono sicuro che lo è per tantissimi altri ragazzi che hanno condiviso e condividono questa passione. Che i fumetti italiani diventino film è cosa rara. E’ successo con Tex e Diabolik, doveva succedere anche con Dylan. Fin da quando se ne è cominciato a parlare ho pensato che, bello o brutto che sia, in ogni caso è un evento in Italia. E proprio per questo motivo quando con l’editore si è deciso di dedicargli la copertina del numero di marzo di Best Movie io sono stato il primo tra gli entusiasti.
Dalle foto e dalle informazioni che erano trapelate in giro, ormai era chiaro che il Dylan Dog americano non sarebbe mai stato il “nostro” Dylan Dog. Quindi ho affrontato la visione a cuor leggero: “vediamo che combinano questi americani con il mio fumetto preferito”. E l’ho visto. Il film lo spiego bene nell’articolo che trovate su Best Movie in edicola e nella mia recensione. In sintesi sembra un pilot di un serial tv che usa un format magari anche funzionante, ma che ha poco del Dylan che conosciamo. Ma qualcosina c’è. Il clarinetto, la giacca nera e la camicia rossa, il galeone. Manca Groucho, Bloch, Londra, il maggiolino bianco, i momenti filosofici. I mostri ci sono ma sembra di essere in una puntata di Buffy. A qualcuno potrebbe anche venire in mente di chiedersi per quale motivo han dovuto usare il nome di Dylan Dog, che tanto non è che sia un brand conosciuto nel mondo. Ma in effetti la risposta è semplice: perché no? Anche solo dire che è un fumetto europeo ha il suo fascino.
E ha qualcosa di molto buono: il nuovo assistente di Dylan è uno zombie che non accetta il suo status, e che dà il via a tutta una serie di situazioni grottesche e surreali perfettamente in linea con il “nostro” Dylan.
In fin dei conti non è né meglio, né peggio di tante altre storie di Dylan che vengono pubblicate oggi.
Probabilmente questo film susciterà sentimenti contrastanti in chi ama Dylan Dog. Potrà farlo sorridere di molte trovate (ci sono anche Bonelli e Sclavi nel film, giuro!) o farlo incazzare di brutto pensando che sia un’occasione sprecata. Perchè allora vi dovrei consigliare di vederlo? Bé, perché è un film su Dylan Dog, Giuda ballerino!!! E’ un evento e che vi faccia incazzare o sorridere, se amate Dylan Dog non potete perdervelo.


7 Risposte per "Perché amo Dylan Dog e vi consiglio di vedere il film"

  • Pingback: Leggendo Best Movie: Dylan, Lupin, il Sundance e la fantascienza | Squid, il blog di Luca Maragno

  • rbrbianchi :

    hai pienamente ragione sul concetto di evento e per questo lo vedrò al cinema ma …sempre come dici tu, è un vero peccato che un opera d’arte, un personaggio meraviglioso sia abbandonato a se stesso!!!e la colpa è della Bonelli!!lo vedremo e poi passerà nel dimenticatoio di tutti senza mai rendersi conto di aver sottomano una miniera d’oro di ideee e phatos!!!un vero spreco.
    ciaoo
    ps Dylan che tira pugni e fa il tamarro?!ok cambiategli il nome

  • emanuele-bonin :

    Probabilmente andrò a vederlo pure io (o aspetterò il dvd se proprio avrò una “crisi di rigetto”) ma sono deluso. Posso tollerare che dal fumetto al film dei cambiamenti ci siano visto che spesso ci sono ostacoli legali o altre difficoltà dovute alla traposizione ma qui le incongruenze sono tante. Mi ricorda tanto quei vecchi film dell’Uomo Ragno interpretato da Nicholas Hammond in cui si, c’era un “uomo ragno”, ma mancava tutto il resto…

  • giovanni-ragosa :

    Ciao Luca…io ho visto l’anteprima di 20 minuti e mi è bastata. Purtroppo, sebbene sia grave – e non solo per gli appassionati – l’assenza di alcuni elementi chiave, proprio perchè non sono esattamente dettagli come sembra a prima vista – credo che il difetto di questo film sia un’altro. Il modo in cui sono presentati inizialmente i villain nonchè la scelta di seguire il trend “vampiresco” la dice lunga sulla qualità del prodotto e sugli intenti dei produttori. Non è un horror, ma un teen movie di poche pretese. Non c’è coraggio, non c’è innovazione: ricavare un dollaro più delle spese è l’unico obiettivo.
    E’ un peccato perchè Dylan Dog è un nostro patrimonio che non abbiamo saputo difendere, ma se non si trattasse di lui, obiettivamente, quante righe ci avresti speso per questo film?

  • Gli avrei dedicato esattamente le righe che ho speso nella recensione che trovi qui:
    http://www.bestmovie.it/recensioni/dylan-dog-la-recensione-di-luca-maragno/77985/

    🙂

  • Pingback: triouvzsitz

  • Pingback: aramnitso

  • Per inserire un commento devi essere registrato a Best Movie. Effettua il login

    Se non sei registrato clicca qui registrati