Il Grinta, quando un film mi fa tornare bambino

Mi succede raramente ma mi succede: a volte capita che piango di fronte alla bellezza. Con Il Grinta è successo. Il film è splendido in ogni fotogramma, ma verso la fine, non spoilero nulla, Jeff Bridges cavalca spavaldo contro quattro avversari e lì a me vengono i brividi perchè è l’irrazionalità pura, è la poesia, è il miracolo, è quello che alla fine io cerco ogni giorno e allora ci sta anche che si piange un po’ da tanto è bello quell’uomo mezzo balordo, mezzo pazzo che sta facendo una cosa che non farebbe nessuno. E succede anche che esci dalla sala con gli occhi di un bambino e ti vien da girarti e dire “guarda papà, sparo ai cattivi, BANG! BANG!” e poi magari sali sullo scooter e la notte di corso Buenos Aires scompare perché in realtà sei su un cavallo nel deserto e davanti a te hai quattro banditi, sì proprio lì dietro al semaforo, pardon la roccia, e adesso io li tiro giù tutti perché sono un mezzo pazzo balordo che fa le cose che non farebbe nessuno.
E poi pensi, ok calma, torna in te, in fondo lo hai anche visto per lavoro, un minimo di senso critico, dai. Ma il fatto è che se un film ti fa sognare, basta, è amore, il senso critico lo puoi anche recuperare ma non serve a molto. Perché potrei anche dire che è un western che usa un linguaggio cinematografico spesso inedito per i western, però, ecco, io sono innamorato de Il Grinta e mi disturba anche un po’ fare l’analisi delle inquadrature esplorandomi la memoria, perché non è che stai a fare le pulci alla tua donna, la ami e basta. Perché potrei anche dire che un film che parte solo con dialoghi (favolosi) e presenta il protagonista con una specie di monologo in aula di tribunale (capolavoro!) non me lo spiego come diavolo abbia fatto a incassare oltre 135 mln di dollari in Usa nell’era di Transfomers, ma la verità è che non mi interessa più di tanto saperlo. Potrei anche dire che sono fortunato ad averlo visto in lingua originale con i sottotitoli, perché Jeff Bridges è da sentire non doppiato e perché lo slang e l’accento western, senza sottotitoli per me è incomprensibile e che consiglio a tutti già ora di comprare il Blu ray solo per questo motivo, ma la verità è che tornerò a vederlo al cinema anche doppiato perchè sarà favoloso lo stesso. Insomma potrei stare a dire un sacco di cose, ma quelle che contano le ho già scritte: Il Grinta mi ha fatto tornare bambino, non biasimatemi se mi vedete girare con un cappellaccio western nei prossimi giorni.


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