Heidi e i bei cartoni scorretti di una volta

Mio figlio si è appassionato ad Heidi, il noto cartone animato giapponese degli anni ’70 ambientato sulle Alpi svizzere. A parte il disegno e l’animazione grezza, è un capolavoro appassionante. E infatti me lo sto guardando anche io. Ieri ho visto la quinta puntata, “la lettera”, dove Peter, l’amichetto di Heidi, tira sassi a un falco per salvare un uccellino, e dove poi, per cercare il gregge disperso, entrambi si inerpicano su un tronco traballante per oltrepassare un pericoloso burrone.
Oggi certe cose nei cartoni animati per i bambini non si vedono più. Anzi, direi che non solo nei cartoni animati, ma in qualsiasi prodotto di intrattenimento destinato ai minori. (Sarei felice di essere smentito, segnalate pure commentando questo post!). Non sia mai che poi i nostri figli comincino a tirar sassi agli animali! O a lanciarsi in evoluzioni acrobatiche rischiose per la loro salute! Il risultato? Oggi i prodotti per bambini sono talmente edulcorati e politically correct che sono completamente piatti. Per paura di far danni si finisce di non emozionare più o, peggio, di buttare tutto solo sul ridere. In realtà io vorrei che mio figlio capisse che se deve difendersi da un falco può tirargli dei sassi. E che si può attraversare un burrone su un tronco traballante di legno ma che è molto pericoloso e ci devono essere dei buoni motivi per farlo. Certo, forse è rischioso far passare certi messaggi ai bambini che potrebbero essere interpretati male. Ma preferisco rischiare che mio figlio impari qualcosa rispetto a coccolarmi nell’idea di ipnotizzarlo davanti alla Tv del nulla.


4 Risposte per "Heidi e i bei cartoni scorretti di una volta"

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