500 giorni insieme e il rispetto per i sentimenti

Attenzione spoiler!
Lui si innamora perdutamente di lei. Lei anche, sebbene dichiari subito di non voler formare una coppia. Passano un bel po’ di tempo l’un con l’altra e si amano davvero. E’ la trama di (500) giorni insieme, commedia del 2009 che ho recuperato ieri sera e che mi ha davvero fatto incazzare. Non il film, ma la protagonista femminile, che di punto in bianco molla il suo innamorato che fino al giorno prima sembrava essere il centro del suo mondo e poco dopo sposa un altro. Che ci potrebbe anche stare, se nonché al poveretto, che continua a soffrire per lei, vengono riservate solo indifferenza e umiliazioni. Come quando si reincontrano e lei senza pensarci mostra un anello di fidanzamento come se nulla fosse.
A un certo punto lui si confida con un’amica:
«Ci sono due possibilità. O si tratta di un essere malvagio, senza cuore, cinico e di un sadismo monumentale. Oppure è un robot, un replicante tipo Blade Runner. Il che spiegherebbe molte cose». E ha ragione, poveretto. Perché, dico io, almeno ci vuole il rispetto per i sentimenti. E’ anche possibile che non fossero fatti l’una per l’altra, ma 500 giorni insieme contano qualcosa, non si cancellano con uno schiocco di dita. O no?


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