L’unica verità sta nel mezzo…

Sigle, numeri, scartoffie, timbri, bolli e di tante altre rotonde rotture di scatole è anche fatto questo lavoro. Perché fino ad adesso è stato bello leggere, incontrarsi e discutere degli aspetti più creativi e delle suggestioni che animavano i pensieri di tutti, ma a un certo punto si ripiomba nel duro confronto con la realtà della burocrazia. Scelti infatti l’aiuto regista e l’organizzatore/direttore di produzione, si passa ai capireparto di fotografia, scenografia e trucco e si organizza un bell’incontro in una location che già dalle foto sembrava davvero perfetta… forse almeno questa cosa l’abbiamo recuperata senza sforzi eccessivi….

Ora immaginate di essere esattamente nel mezzo: da una parte c’è la temibile e schematica squadra degli operativi e dall’altra quella ispirata e sognatrice degli artisti, e tu sei lì che cerchi di capire come riuscire a trasmettere a tutti che l’unica verità sta nel mezzo. Credo di aver solo lontanamente intuito che la parte più difficile di questo lavoro è proprio riuscire ad accordare le esigenze artistiche con quelle produttive: a ogni piccola richiesta corrispondono delle conseguenze a catena che si ripercuotono su tutta la filiera. Federico e la squadra sembrano però avere le idee molto chiare… si può andare avanti quindi e contemporaneamente fare un passo indietro nel racconto, riportando l’attenzione sul punto da cui abbiamo cominciato: le cose noiose. Raccolte infatti tutte le richieste dei reparti, la solerte produzione è in grado di formulare delle ipotesi… Quanto abbiamo e quindi quanto possiamo spendere? Sono fondi sufficienti anche per quel proiettore strano che sembra essere così indispensabile per la fotografia? Possiamo permetterci anche il dolly per quell’inquadratura di cui parlavamo? Quanti doppi del costume possiamo o dobbiamo fare? Ma se giriamo un orario continuato per ottimizzare la luce, come ci regoliamo con l’importantissimo catering? Piatti caldi o panini? E ricordate: non bisogna mai sottovalutare l’importanza del cibo sul set, è una cosa a cui ho sempre tenuto molto e che spesso fa la differenza e ti permette di andare a chiedere un’ora di straordinario perché l’elettricista in questione ha ancora la pancia piena e un buon sapore in bocca.

Buffet-6

Dopo quindi un preventivo di massima fatto solo sulla sceneggiatura, si può finalmente formulare un documento più accurato e preciso che tiene conto di tutti i fabbisogni e anche di una bella quota di imprevisti, che su un corto di 2 giorni (di riprese) assumono un ruolo più importante che su un film di 7 o 8 settimane. Comunque i conti tornano abbastanza… Dobbiamo iniziare a lavorare sul mitico PDL (piano di lavorazione), uno schema dettagliato delle giornate di riprese, in cui verranno indicate le scene che gireremo, l’ordine in cui lo faremo, gli orari e gli attori coinvolti. Trattandosi di un corto, PDL e ODG (ordine del giorno) si assomigliano molto, diventando semplicemente uno lo sviluppo dell’altro. Aggiungerei che anche l’odg in questo caso è più simile a una SHOOTING LIST, ovvero una lista delle inquadrature della giornata: abbiamo una sola location, una troupe ridotta, un solo attore, è giusto fare le cose per bene ma possiamo tranquillamente cercare di semplificare.

Un’altra importantissima decisione è stata presa.

Abbiamo le date. Le riprese si avvicinano. La squadra sembra pronta.

Ma ancora non sapevamo che il nostro nemico si sarebbe presentato sotto mentite spoglie

TO BE CONTINUED


Un commento a "L’unica verità sta nel mezzo…"

  • cinziaci :

    …se vi serve una comparsa io ci sono anche ‘a gratis’ :-) Merda Merda Merda

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