Il primo incontro

Devo farvi una confessione… Non riesco a mentirvi… Sono in ritardo con la scrittura del blog quindi quello che vi racconto è già successo e noi siamo già parecchio avanti nella lavorazione, anche se non vi svelerò quanto.

Intanto continuiamo da dove eravamo rimasti, ovvero dalla scelta del regista. Ovviamente la prima cosa da fare è incontrarsi… La piccola INSIDE ha una sua casa, ed è lì che si è svolto quello che potremmo definire il primo incontro di pre-produzione, dove oltre al chiacchiericcio di rito su impegni presenti e futuri si è subito cercato di far quadrare gli impegni di tutti, ipotizzando una serie di date e di scadenze tali da permetterci di non correre ma neanche di far passare troppo tempo. È importante cercare di darsi un ritmo interno, serve a non disperdere energie e a rimanere focalizzati sull’obiettivo. È ancora più importante durante la post-produzione, il momento nel quale fai tutte le cesellature e le piccole migliorie tecniche, perché fondamentalmente non smetteresti mai, potresti andare avanti all’infinito a cercare diversi tagli di montaggio o gradazioni di colore. Ma a un certo punto devi dire basta, devi staccare la mano e lasciare che “il piccolo cammini da solo” ed impari a stare al mondo… Non mi ricordo chi lo diceva, ma trovo molto giusto chi affermava che “un libro non è mai finito finché non l’hai pubblicato”. Lo stesso vale per un film. Ma della post parleremo poi.

Contestualmente abbiamo effettuato il primo “spoglio di sceneggiatura”. Niente di erotico, tranquilli… Si tratta di una lettura di gruppo nella quale ci si sofferma su ogni singolo punto: produttivo, artistico, logistico, ecc… Consiste nel fare alcune considerazioni di carattere generale su quelli che possono sembrare dei problemi insormontabili o scelte talmente sostanziali da condizionare il lavoro di tutti. Vi faccio degli esempi: vogliamo girare in una location vera o in teatro? Gireremo in Italia o all’estero? Effetti digitali o analogici? A ognuna di queste domande corrispondono delle soluzioni produttive talmente diverse che, anche se alcune risposte sembrano scontate, è importante mettere dei paletti fondamentali che delimitino lo spazio entro il quale ci dovremo muovere.

Considerata la sceneggiatura su cui stiamo lavorando e il tipo di budget che abbiamo a disposizione per la messa in scena alcune decisioni sono comunque obbligate: dobbiamo trovare un’unica location, avremo a disposizione al massimo 2/3 giorni di riprese, avremo bisogno di piccoli effetti speciali… Ammetto che Remember non è la cosa più semplice che ci potesse capitare e un’ulteriore preoccupazione si affaccia sul volto di tutti: lavorare con i bambini è sempre un casino. Lavorare con un minore ha dei vincoli burocratici molto severi (giustamente) e dei limiti artistici legati alla difficoltà di trovare dei bambini che sappiano stare su un set. Inoltre l’argomento che stiamo per trattare è molto delicato e impattante, il genere stesso del film non invoglierà certamente le mamme a farci provinare i loro giovani virgulti… Ma negli occhi del nostro regista vedo accendersi una lampadina…

TO BE CONTINUED…


Per inserire un commento devi essere registrato a Best Movie. Effettua il login

Se non sei registrato clicca qui registrati