La sorpresa

Quando lessi per la prima volta che avrebbe esordito al cinema con una regia di genere stentai a crederci. Pensai prima a una manovra promozionale, magari legata all’uscita di un disco, poi però, pensando al suo percorso, sempre molto personale, autoriale, difficilmente definibile, trovai la cosa molto interessante.

Come spesso succede si giudica senza conoscere le persone, ignorando particolari importanti come le passioni, gli impulsi emotivi più profondi, la vita e il passato. E quindi non sapevo della sua passione per l’horror, per i fumetti e per il mondo delle illustrazioni in generale, arrivai insomma completamente vergine alla visione della sua opera prima.

Ero stato invitato alla prima del film in un celeberrimo cinema romano e il primo segnale positivo era stato notare l’endorsement dei più importanti autori e addetti ai lavori di genere, presenti al battesimo di un nuovo portabandiera dell’horror, che tante soddisfazioni internazionali ha regalato al cinema nostrano.

Poi iniziò la visione. E, come tutti, rimasi sorpreso.

Ho sempre pensato che fosse meglio tenere a bada le aspettative degli altri perché sorprendere è meglio che deludere, e così fu: una sorpresa. Atmosfere, suoni (ovviamente), gusto, stile, c’era tutto, tutto funzionava, tutto era incredibilmente credibile. In più faceva paura, cosa abbastanza fondamentale per un horror.

Poi ho continuato a sorprendermi perché quando l’ho contattato per proporgli la regia di “Remember” non mi aspettavo un tale entusiasmo. Non ho fatto in tempo a raccontare i dettagli del progetto che già stava mulinando in aria idee e suggestioni, inanellando riferimenti di ogni tipo. Dopo un’ora aveva già scritto le note di regia che gli avevo chiesto (e che vi ho fatto leggere nel post precedente) per sostenere la sua scelta con i distributori. Alla fine della giornata avevamo un regista pronto a lavorare al nostro piccolo grande corto.

Ma forse dovevo aspettarmelo. Per un artista spesso non basta una sola forma d’espressione, servono tanti canali per veicolare la propria creatività, e per raccontare la sua idea del mondo forse la musica non era sufficiente. Ma la sorpresa è stata la forza, l’energia, il divertimento in cui ci siamo imbattuti.

Insomma siamo molto felici che Federico Zampaglione sia salito a bordo.

Grazie!

 

 

 

 

 

 

 

 


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