Tratto da una storia vera

Quando ho aperto il giornale qualche giorno fa, ho pensato subito ad una sola cosa. Ho immaginato che se mi avessero fatto leggere una sceneggiatura nella quale il giovane protagonista, a cui in tenera età erano state amputate entrambe le gambe, diventando però uno sportivo professionista, vincendo tutto quello che poteva vincere, compresa una medaglia nelle olimpiadi per normodotati, diventando una bandiera dello sport mondiale e della lotta per le pari opportunità e che, in una tragica e misteriosa notte di follia, uccide, volontariamente o per errore, la sua fidanzata, avrei subito urlato all’infattibilità del progetto, catalogando lo script tra “gli impossibili”, consigliando allo sceneggiatore un bagno di verità e realtà. Come potrebbe uno spettatore credere ad una storia tanto folle, tanto bizzarra, tanto crudele?
Eppure, come spesso succede, la realtà supera di gran lunga la fantasia.

Ammetto di subire il fascino della dicitura “tratto da una storia vera”: quando vedo questa scritta all’inizio di un film subisco una strana trasformazione, è come se il cervello si sintonizzasse su una frequenza d’ascolto differente, più alta. Il processo di immedesimazione e di empatia emotiva viene accelerato fin dai primi fotogrammi e, improvvisamente, si diventa protagonisti della storia: potrebbe succedere anche a me. Io cosa avrei fatto al loro posto?
Cosa avrei fatto circondato di pallottole su una spiaggia in Normandia o bloccato in una navicella spaziale in orbita attorno alla terra? Cosa se minacciato di morte con un coltello alla gola o incastrato in un processo senza alcuna speranza di riassaporare la libertà?
Me lo sarei tagliato un braccio per sopravvivere? Mi sarei mangiato quell’orrore per non morire di fame? Cosa sarebbe successo se la vita fosse stata così imprevedibile da farmi trovare del tutto impreparato? Che tipo di persona sono?

That’s movie magic, questo è, in generale, il regalo che ci viene fatto quando ci sediamo in sala, vivere vite altrui come se fossero le nostre, invidiosi di non aver assaporato un’emozione o sollevati per aver evitato un dolore lancinante. In ogni caso arricchiti.
Solo Dio e la legge giudicheranno le azioni di Pistorius, ma bisogna prendere atto che quest’uomo ha scritto per se stesso una storia che nessun autore sarebbe stato in grado di partorire, si è fatto protagonista di un film drammatico che con una grande regia e degli attori talentuosi, potrebbe ambire a fare incetta di statuette.


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