Una nuova era

Chissà quante parole saranno già state scritte e lette su questa edizione degli Oscar.
Vi scrivo proprio il giorno della gran serata, quindi è inutile esprimere pronostici a breve termine, e, ovviamente, in tanti domani commenteranno i risultati. Mi concedo un’unica speranza, non necessariamente legata a questa tornata di statuette: io faccio un tifo sfegatato per Gary Oldman, interprete meraviglioso di tanti film, più o meno belli, ma sempre intenso ed affascinante, spesso sottovalutato dalla critica.

Spero che vinca un Oscar, possibilmente prima di un riconoscimento alla carriera o, peggio, postumo. Ma perché non dare a questi Oscar una connotazione mistica? Potrebbero essere, secondo alcune funeste profezie, gli ultimi che vedremo. Se il mondo quest’anno finisse, non sarebbe certo un tappeto rosso fiammeggiante a brillare nel calderone dei rimpianti di un pianeta che non esiste più per come lo conosciamo.

Tutto è destinato a finire e a cambiare, e il processo è già in atto. Come tempeste e terremoti sempre più frequenti annunciano probabili sconvolgimenti geo-fisici, numerose avvisaglie tecnologiche hanno fatto drizzare le antenne ai più attenti osservatori di cinema. Tecniche di riprese, nuove tecnologie, occhialini, animazioni, nuovi sistemi di proiezione, nuovi canali di sfruttamento, stanno spingendo il cinema verso nuovi lidi, verso una nuova era. Forse è per questo che l’industria quest’anno ha così tanto acclamato The Artist e Hugo Cabret, storie che riportano alla ribalta il ricordo del cinema che non c’è più.
Il muto, le manovelle da girare a tempo, i fotogrammi colorati a mano uno ad uno, sono un omaggio all’idea romantica di raccontare i sogni, al cinema inteso come stupore fanciullesco. A loro andranno il maggior numero di premi: premi alla memoria, appunto.

Ma c’è stato un altro grande macro-segnale (che ovviamente sapete) dell’arrivo di una nuova era. Blockbuster ha chiuso i battenti. Ed indipendentemente dalle polemiche politico-imprenditoriali, e oltre al mio personale messaggio di solidarietà verso i lavoratori a rischio, una lacrima silenziosa si fa strada nel mio cuore triste. Amavo Blockbuster.

E’ morto certo sotto i colpi della mala-gestione, ma è inevitabilmente collassato quando strozzato dalla banda larga. Lotterò fino alla morte contro la pirateria, orgoglioso di non aver mai scaricato un film. Certo è necessaria una politica dei prezzi più democratica, ma non entro in un ristorante senza avere i soldi per pagare il conto.
Speriamo che l’arrivo delle nuove piattaforme di download diano un incentivo alla lotta alla contraffazione. In ogni caso mi mancherà moltissimo aggirarmi per gli scaffali delle nuove uscite, tra gelati e bevande gassate, mano nella mano con il mio amore a combattere per evitare il solito film romantico, mi mancherà imprecare scoprendo di essermi dimenticato di riconsegnare un film.
Si farà tutto da casa, con il computer: ecco un’altra occasione di uscire all’aria aperta che se ne va.


Un commento a "Una nuova era"

  • fra-arge :

    ho 30 anni…. non troppo giovane ma non ancora troppo vecchia. Eppure i cambiamenti mi spaventano. Vedere un mito come Blockbuster chiudere, per una famelica appassionata di cinema, è stato un trauma ed uno di quei cambiamenti…. a cui forse non ero pronta. Come te posso dire con orgoglio di non avere mai scaricato un film o una canzone e Blockbuster per me non era solo un posto dove affittare un dvd ma un esperienza… e un po’ di quella magia che si vede nei film toccava anche me…. e come sempre uscivo da li con troppo dvd….e troppe caramelle..

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