Traguardi

Un paio di sere fa ho fatto una cazzata. Sapevo che il giorno dopo la convocazione sarebbe stata alle 7 (pick-up alle 6e45….), e, secondo il manuale del bravo attore sarei dovuto andare a dormire ad un’ora decente, ma quello stesso giorno avevo comprato un DVD curioso e allettante. Si intitola “Senna” ed e’ ovviamente il documentario sulla vita del grande Ayrton. Mi ero detto: “ma si, 10 minuti, vedo com’è e poi spengo la luce…”. E il giorno dopo, al trucco, ho realizzato, per l’ennesima volta, che non dormire e’ il miglior modo per rendere la giornata di set interminabile.

Non sono riuscito a spegnerlo, travolto dalla parabola umana e sportiva di un campione che, per motivi anagrafici, avevo solo sfiorato. Oltre allo spassionato consiglio per gli amanti dello sport, scrivo anche per esaltare un genere che, solo ultimamente, mi ha conquistato. Il documentario è esploso. Moore probabilmente ebbe il merito di renderlo commerciale e commerciabile, spingendo produttori e realizzatori a riconsiderarlo come strumento cinematografico.

Ovviamente gli argomenti trattati lo rendono anche potenziale mezzo di propaganda politica, ma al di la’ delle ideologie, mi ha permesso di approfondire argomenti a me poco chiari, con il piacere pero’ di vedere film incredibilmente ben realizzati. Politica, ambiente, uomini, eroi, storia, economia, gli stessi spunti narrativi che gli sceneggiatori inseguono alla ricerca di un copione accattivante, ma in questo caso e’ tutto vero. A voi non piace quando, dopo il titolo di un film, vedete scritto “tratto da una storia vera”? Fahrenheit 9/11, Earth, Sicko, Food inc., Maradona,Religulous, Shine a light,Babies, The September issue, Rize, Riding giants, Microcosmos, e i tantissimi altri non citati, sono storie vere, emozionano, informano, stupiscono. Qualche mese fa invece, per preparare un provino, vidi ben 7 ore di documentario su Walter Chiari, realizzato dall’istrionico Tatti Sanguineti, e scoprii quante cose belle mi ero perso dell’era della tv in bianco e nero. E altrettanto illuminante e’ stata la visione di “Marco Ferreri: il regista che venne dal futuro”, consigliato da un collega sul set, manifesto di un cinema che forse non c’e’ più e che ha sempre meno pionieri.

Se li trovate, sono bellissimi entrambi.

Ma quella sera sono stato tenuto sveglio soprattutto dall’adrenalina di una storia di sport. Perchè si usa così poco il contesto sportivo? Come mai, proprio in Italia, non siamo ancora riusciti a raccontare una parte così corposa della nostra vita quotidiana? E’ davvero così difficile? L’anno scorso ho girato per la televisione due puntate sulla vita di Tiberio Mitri, e anche se il progetto e’ ancora incagliato in una surreale battaglia legale (ma forse si vede la luce alla fine del tunnel…), è stata una delle esperienze più importanti della mia misera carriera. Nonostante sia un poco lodabile esempio di delocalizzazione produttiva, abbiamo affrontato una vera e propria epopea umana e professionale: 3 mesi di inverno argentino, pungente, snervante, e la storia d’amore di 2 ragazzi che, poco più che ventenni, si trovarono con il mondo in mano.

Un sogno. La possibilità di allenarmi per qualche mese in modo totalizzante (fratture incluse nel prezzo…), e il privilegio di lavorare su un personaggio realmente esistito. Tonnellate di documentazione, ma tante informazioni che normalmente, quando prepari un personaggio, puoi soltanto immaginare o supporre.

Morale: la vita reale è il più bel film mai scritto. Vi auguro una vita che, con l’aiuto di un buon sceneggiatore e di un bravo regista, potrebbe diventare un gran bel film.

Io rimango a disposizione per un ruolo.


Un commento a "Traguardi"

  • lidiaf :

    Si è vero, quando un film è tratto da una storia vera ne veniamo attratti di più e alla fine ne restiamo sempre più sbalorditi e increduli, forse perchè alcune cose non ce le aspettiamo e ci sorprendono. Ma non sempre la vita reale è il più bel film mai scritto, purtroppo ad alcuni capita il regista sbagliato. Poi magari arriva la fata Turchina, ed il passato si butta alle spalle lasciandone sempre il segno.
    Con questo non voglio demoralizzarti, ma la realtà è anche questa!
    Si dice che solo guardando negli occhi una persona ti accorgi di quanto è sincera ed il tuo augurio solo nel leggerlo sembra sincero. Quindi Grazie !!

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