Futuro (in)sostenibile

L’estate non e’ ancora ufficialmente iniziata, ma le giornate iniziano ad allungarsi davvero, alla sera fa fresco e non freddo e le sale iniziano progressivamente a svuotarsi. Il mercato impone che il grande Jack Sparrow esca in più di mille sale e che il neo vincitore di Cannes sara’ difficile da trovare nelle piccole-medie città, come d’altronde succede per tanti film italiani più piccoli che,nel corso dell’anno, non trovano spazio, sgomitando senza successo tra commedie, mega-blockbusters e film d’animazione in 3D.

Ma così e’, e non credo si possa fare molto.

In Francia, solito termine di paragone cinematografico, le quote di distribuzione sono protette, e il loro ministro annuncia uno stanziamento straordinario di 50 milioni di euro per la digitalizzazione dei vecchi film (“sono patrimonio culturale del nostro paese, vanno preservati”), mentre il nostro ripropone la solita discussione,affermando che il festival di Roma e’ un’inutile spreco di denaro. Ma ognuno ha quel che si merita, e qualche problemino con la condotta dei loro politici ce l’hanno pure loro, quindi forse l’erba del vicino non e’ sempre più verde…

Non so se anche in Francia le piccole sale e i cinema nei piccoli comuni di provincia stiano sparendo, strozzati dai mega centri commerciali con i multisala, e dalle logiche di profitto. Non che mi dispiaccia vedere un film su una poltrona comoda e reclinabile, con un suono perfetto e su uno schermo gigante…ma molti film li’ non arrivano e le piccole sale erano il fortino in cui si arroccavano le pellicole meno commerciali. E’ stato triste dire addio al Metropolitan di Roma, uno dei pochi cinema dove si potevano vedere i film in lingua originale… credo ci faranno un negozio di abbigliamento…

Come dicevo pero’ l’estate sta arrivando, e con lei anche una miriade di festival locali, rassegne, circuiti di seconda visione, cinema sotto le stelle. Io ritorno un po’ bambino. E’ il romantico ricordo di quei paesini di mare in cui per il periodo estivo veniva allestito un schermo all’aperto, e la gente si riuniva in piazza portandosi la seggiola da casa, scomoda. Il film magari era vecchio e si sentiva male, ma a me piaceva un sacco. C’è chi prevede un futuro sempre più incerto per le sale, adeguato allo strapotere dei nuovi device portatili, delle nuove piattaforme da cui si scaricano contenuti, e mi vengono i brividi se penso che un giorno potrebbero non esserci più i cinema.

E’ un po’ la stessa sorte che stanno subendo i rapporti umani, ridotti sempre di più a “richieste di amicizia su facebook”. Che ne sara’ di noi. Io comunque un’idea ce l’ho, ma non ve la posso dire ora. Ci sto lavorando ma prometto che, sia che venga realizzata o no, ve ne parlerò. Il cinema non e’ solo un luogo di fruizione di un’espressione artistica, motivo già sufficiente per tenerlo in vita, e’ anche strumento di aggregazione, motivo per uscire di casa assieme alla propria famiglia, per chiamare un amico e farsi una serata, luogo di corteggiamento per eccellenza. “pizza e cinema?” si chiede ad una ragazza, non “stasera chattiamo un po’?”.


3 Risposte per "Futuro (in)sostenibile"

  • tronco88 :

    Caro Luca, peccato che il problema delle sale che chiudono non riguardi solo i paesi di provincia. Io sono di Firenze e qui ultimamente non fanno altro che chiudere cinema. Il caso più scandaloso è il Cinema Variety, 5 sale, bello, comodo, con parcheggio. Un cinema perfetto che mischiava commerciale ed essai. Per motivi non troppo noti ha chiuso e al suo posto una bella trenata di appartamenti. Ma così un quartiere, Campo di Marte, privo di teatri o musei, è morto. E’ calato il sipario…
    Poi ce ne sono due chiusi per cambio di gestione, uno con problemi di stabilità, un’altro in attesa di essere riaperto (Dio solo sa quando…è un continuo rimandare). E’ grave che una situazione del genere colpisca una città di cultura come Firenze…non trovi?? Che amarezza…

  • peyton-sawyer :

    Il mondo cambia e continuerà a cambiare ancora, ma io ancora spero che il cinema che anni fa mi ha conquistato mantenga la sua magia. Il cinema è un luogo in cui gente che non si è mai vista è portata ha vivere esperienze insieme e senza accorgersene vive emozioni che vengono piacevolmente percepite da tutti. Un po’ come in Cinema Paradiso in cui i commenti vengono espressi liberamente.
    Secondo me, è inutile pensare negativamente a ciò che perdiamo, ma dobbiamo pensare anche a ciò che stiamo creando. Con questo sito ho scoperto molti i giovani, che come me, vedono il cinema con occhio critico e con attenzione e non solo pensando alle star che nascono e cadono o che seguono tendenze di passaggio . Quindi io vedo in quello che sta accadendo come una fase di una nuova età del cinema, che non sarà mai come quella delle origini, ma che come ogni arte è espressione della società. Invece, a proposito dei rapporti umani, è una tendenza che cresce, ma allo steso tempo sta evolvendo. Infatti io ed alcune mie amiche siamo capitate ,per volere del destino, insieme all’università che nessuna di noi ama Face book o Twitter e non abbiamo nessun profilo su social network…quindi potrai notare che la tendenza evolve, poi anche gli altri si accorgeranno che è più divertente uscire per una pizza o andare in “comitiva” o romanticamente in due al cinema che accecarsi davanti ad un computer per aggiornare il proprio profilo o chattare con migliaia di “amici” che non hai mai conosciuto realmente.

  • peyton-sawyer :

    Il mondo cambia e continuerà a cambiare ancora, ma io ancora spero che il cinema che anni fa mi ha conquistato mantenga la sua magia. Il cinema è un luogo in cui gente che non si è mai vista è portata ha vivere esperienze insieme e senza accorgersene vive emozioni che vengono piacevolmente percepite da tutti. Un po’ come in Cinema Paradiso in cui i commenti vengono espressi liberamente.
    Secondo me, è inutile pensare negativamente a ciò che perdiamo, ma dobbiamo pensare anche a ciò che stiamo creando. Con questo sito ho scoperto molti i giovani, che come me, vedono il cinema con occhio critico e con attenzione e non solo pensando alle star che nascono e cadono o che seguono tendenze di passaggio . Quindi io vedo in quello che sta accadendo come una fase di una nuova età del cinema, che non sarà mai come quella delle origini, ma che come ogni arte è espressione della società. Invece, a proposito dei rapporti umani, è una tendenza che cresce, ma allo steso tempo sta evolvendo. Infatti io ed alcune mie amiche siamo capitate ,per volere del destino, insieme all’università che nessuna di noi ama Face book o Twitter e non abbiamo nessun profilo su social network…quindi potrai notare che la tendenza evolve, poi anche gli altri si accorgeranno che è più divertente uscire per una pizza o andare in “comitiva” o romanticamente in due al cinema che accecarsi davanti ad un computer per aggiornare il proprio profilo o chattare con migliaia di “amici” che non hai mai conosciuto realmente. ciao:) Iolanda

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