The day after

Cala il sipario sui David di Donatello. Vincitori e vinti si sprecheranno in commenti, ci saranno i soliti dibattiti sulla qualità della manifestazione, sugli aventi diritto al voto, sulle velate strategie di distribuzione dei premi, insomma, tante parole verranno spese e alla fine nessuno e’ mai contento…Essendo in questo momento sul set, raccolgo pareri discordanti dai vari reparti, ma tutti sembrano universalmente concordi su un’unica cosa: pur essendo il riconoscimento più significativo del cinema italiano, il David non ha un fascino travolgente… In più, se la festa coincide con un giorno di sciopero nazionale dei lavoratori indetto da CGIL, il tutto assume un aspetto ancora più bizzarro.

L’anno in cui ho avuto l’onore di ricevere la nomination non ho vissuto la serata con particolare trasporto, forse perché i bookmakers mi davano a “un fantastilione a uno”: puntavi 1 euro, vincevi un fantastilione. Neanche io ho speso quell’euro. Da un lato era seduto Servillo, protagonista quell’anno di Gomorra e de Il Divo, e dall’altra Orlando. Più in la’ Mastandrea e Bisio. Praticamente il gotha…In più la serata e’ sempre particolarmente lunga e macchinosa, non proprio un esempio brillante di show da prima serata. Unica vera perla fu Paolo Villaggio, il quale, ritirando il suo premio alla carriera, con grande ironia, lo definì un premio alla memoria.

Quello che mi rimarrà per sempre impresso nella memoria, che mi ha davvero emozionato, che mi ha riempito d’orgoglio, e’ stato invece essere ricevuto dal Presidente Napolitano…il mio Presidente, la carica istituzionale più importante del mio paese che mi riceve in una meravigliosa sala del Quirinale, e si congratula: “Complimenti, lei e’ molto giovane, mi raccomando continui così”. Un vero gentiluomo, con il carisma della virtù, con la forza della saggezza e della nobiltà d’animo. Lunga vita al nostro Presidente. In quella stessa sede, pochi minuti dopo, prendeva la parola l’allora Ministro Bondi, garantendo l’integrità del Fus. Ma tutti conosciamo la storia.

Onore a Elio Germano e a tutti i premiati che hanno trovato spazio nei loro ringraziamenti per ricordare all’attuale Ministro Galan (ex Ministro dell’Agricoltura…?!?), seduto in sala, che l’industria del cinema impiega 250.000 lavoratori, e che non possono essere tutti, ma proprio tutti, dei “mangia pane a tradimento” (o qualcosa di simile…), come erano stati definiti qualche tempo fa. Si lavora per fare cultura, a volte sbagliando, ma si lavora sodo. Garantisco.

Onore al film di Martone, che forse (forse?) beneficiando della ricorrenza, si aggiudica tanti premi, per un’opera che ci ricorda come siamo diventati cittadini di una nazione unita, libera e democratica. Italiani.
Onore al mio personale “grande sconfitto”, Placido e il suo Vallanzasca, che forse (forse?) vessato da un argomento che tocca ancora nervi scoperti, esce, snobbato e ignorato, a secco di premi. Regia, fotografia, montaggio e soprattutto l’incredibile performance di Kim Rossi Stuart, mi hanno lasciato a bocca aperta.

www.lucaargentero.net


5 Risposte per "The day after"

  • rosatigre :

    Sono perfettamente d’accordo con te riguardo a Vallanzasca – Gli angeli del male; è stato escluso da ogni premio ed è stata una vergogna.
    Film, regia, attori e colonna sonora meritavano di certo dei premi.

  • tronco88 :

    Innanzitutto Luca grazie di aver aperto questo spazio, questa “corsia preferenziale”, per parlare direttamente con il pubblico.
    Riguardo a quanto scrivi sono d’accordo con te in merito a Kim Rossi Stuart, magnifico nei panni del bandito gentiluomo. E’ anche vero però che Elio Germano è parso inarrivabile in “La nostra vita”.
    Ma nella cinquina del miglior attore è incomprensibile e imperdonabile l’assenza di Toni Servillo (che poteva gareggiare sia con “Gorbaciof” sia con il bellissimo “Una vita tranquilla”) e di Fabrizio Bentivoglio per “Una sconfinata giovinezza”. Il film di Pupi Avati è il vero sconfitto di questa edizione, bandito come se avesse la peste solo per aver fatto un film scomodo che parla dell’Alzheimer.
    “Vallanzasca” inoltre meritava il miglior montaggio…non so se rendo l’idea!?
    Credo che qst edizione sia andata storta, troppe dimenticanze nelle nomination, vari premi sbagliati (primo su tutti quello a Paola Cortellesi…), ecc. ecc.
    Ne ho parlato anche sul mio blog: http://onestoespietato.wordpress.com/2011/05/09/david-di-donatello-2011-vincitori-e-vinti-becchi-e-bastonati-il-cinema-italiano-tra-merito-e-farsa/ per condividere opinioni facci un salto!

  • giulia-2 :

    Caro Luca, come sono d’accordo!
    sono contenta per Germano ma mi dispiace per Kim Rossi Stuart

  • kissks :

    è vero le cerimonie dei david sono sempre molto lente e noiose, nonostante rappresentino la più importante celebrazione del cinema italiano!Elio Germano è un grande!i suoi interventi sono sempre originali e interessanti…e poi la sola presenza di ennio morricone avrebbe dovuto far rimanere attaccati al televisore miglioni di telespettatori!Secondo me bisognerebbe anche pubblicizzare di più in tv una manifestazione come quella dei David…e non solo le solite trasmissioni della Rai…da Ballando con le stelle a Ciak si canta ecc…potrei elencarne molte altre

  • francesca22 :

    Ciao Luca!..Con tutto il rispetto e la stima per Elio, che ho avuto anche il piacere di conoscere e reputo uno dei giovani attori italiani più meritevoli, credo che l’interpretazione di Kim in Vallanzasca andasse assolutamente premiata..a mio giudizio? perfetto.

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