Snowpiercer, L’ultima ruota del carro, Las Brujas de Zugarramurdi, Her!

Per la prima volta in vita mia grazie a Best Movie riesco a ottenere l’agognatissimo press pass per il festival di Roma, mi riprometto di fare indigestione di bellezza, e così per fortuna sto facendo. Mi sento obbligato a tessere le lodi di questa edizione, una selezione di film che non smette di sorprendermi. Sono fortunato a essere qui, ora.

A essere in mezzo a tutte queste persone che fanno la fila per saziare la loro curiosità, il loro desiderio di bellezza, di cultura, di cinema. Questo è il mondo che vorrei, e spero non smetta mai di esistere.

Questi i film che ho visto finora, e che raccomando a tutti caldamente:

SNOWPIERCER

In un futuro apocalittico, i pochi superstiti dell’umanità viaggiano in eterno su un treno che non si ferma mai, divisi per classi e carrozze come in un’inquietante e claustrofobica metafora di un mondo dominato dal capitalismo.

Tra Elysium e Oldboy, un fortunatissimo incontro di visionarietà orientale e potenza di messa in scena americana. Un film che fa decisamente perdonare qualche rigidità tipica dei racconti distopici e ci proietta in una rivolta senza respiro dall’ultima carrozza, quella dei poveri, stufi delle condizioni in cui l’inarrivabile e santificata locomotiva li costringe a vivere.

Un film metafisico, visionario e avvincente, senza tregua, senza mai una scena che non contenga nuovi elementi di meraviglia, di idee di regia sorprendenti, di chiavi di lettura stratificate, profonde e inquietanti sull’Ordine del mondo in cui viviamo, su come sia fragile e forse condannato a una deriva caotica.

L’ULTIMA RUOTA DEL CARRO

Elio Germano ci coinvolge senza difese in un’altra interpretazione magistrale di un uomo comune. Un passo decisamente buono, che guarda alla migliore commedia all’italiana, per Giovanni Veronesi.

Tenera e toccante la vicenda del protagonista, che attraversa gli ultimi decenni di storia d’Italia cercando di mantenersi pulito, e rimanendo per questo condannato alla marginalità.

Ho deciso da qualche tempo di non difendermi più dalle emozioni quando vado al cinema, e questo è un film che ti penetra più volte di commozione, amarezza e gioia. Racconta la vita, una vita, in cui mi sono rivisto e in cui spero molti si rivedranno. Sarebbe bello ritrovare nell’onestà, nella dignità, un motivo di orgoglio, una ragione sufficiente per poter dire la nostra vita degna di essere stata vissuta.

LAS BRUJAS DE ZUGARRAMURDI

Alex De La Iglesia è un regista che adoro perché ormai nei suoi film può fare quello che vuole, come vuole, e quanto vuole. Forse il massimo esponente del grottesco nel cinema contemporaneo, non manca di sorprendermi ogni volta. Avevo apprezzato e esaltato per l’audacia e il coraggio il suo indigeribile Ballata dell’odio e dell’amore, ho sperato che il film andasse bene abbastanza da non stroncare sul nascere questa sua deriva onirica, iperbolica… e per fortuna questo non è accaduto, anzi!

Le Streghe di Zugarramurdi è un film strepitoso, un viaggio nell’oscurità di un femminino grottesco e vendicativo, al seguito di una banda di eroi improbabili “triturati” (non saprei che altro termine usare) dalle proprie fidanzate ed ex mogli, che dopo una spettacolare (e imbarazzante) rapina nella piazza più famosa di Madrid finiscono per nascondersi nella tenebrosa cittadina di Zugarramurdi, dove si ritrovano alla mercè di un’orda di streghe che ne umilia la mascolinità in tutti i modi possibili… e anche in modi nuovi inventati per l’occasione.

Un film divertentissimo, a tratti spaventoso, e sovrabbondante da ogni punto di vista. Una scorpacciata di lotta tra i sessi di una scorrettezza che non ha termini di paragone (se non vogliamo immaginare un abominevole incrocio fra Lina Wertmuller e Guillermo del Toro). Felliniano nel crescendo delirante, ma ormai forse possiamo anche dire “Delaiglesiano”.

HER

Un film che aspettavo con trepidazione, ma temevo potesse rivelarsi «una simpatica e tenerona fighetteria indie»… oh Spike, come ho potuto dubitare di te? Il film è sì simpatico, tenero e fighetto (nei colori, nelle scenografie, nella splendida colonna sonora degli – ehi! – Arcade Fire!), ma cresce e diventa molto di più scena dopo scena. Her è una profondissima e tutt’altro che rassicurante indagine sulla condizione sociale/antisociale dell’uomo contemporaneo. Sempre più esisteranno “giocattoli” che ci faranno preferire i momenti passati da soli ai momenti condivisi nell’inevitabilmente imperfetta e imprevedibile socialità (nella vita di coppia in particolare). Sempre più per proteggerci dal dolore potremmo scegliere situazioni che crediamo di controllare… la verità? Non c’è niente su cui avremo mai il controllo totale: la vita, la felicità è una partita sempre aperta con noi stessi e con gli altri, ci sono variabili umane da fronteggiare ogni giorno, come possiamo pensare che non ce ne siano di digitali?

Spike Jonze è un maestro assoluto della contemporaneità, la capisce, la sa raccontare e lo fa con una classe, uno stile e una padronanza del mezzo cinema da potergli solo dire: bravo.

Bravo a lui e a Joaquin Phoenix (più che mai sorprendente in un ruolo da commedia romantica), Rooney MaraAmy Adams sono perfette, precise, non eccedono mai, non sbavano niente (niente!) e quanto alla voce di Scarlett Johansonn, be’… compatisco chi non lo vedrà in versione originale.

Her è un film maturo, che si concede di far sorridere, perché, visti da fuori, buffi e patetici possono sembrare gli innamorati. Un film che ci tiene sospesi, leggeri come la polvere controluce… quel controluce così adorabilmente indie.


2 Risposte per "Snowpiercer, L’ultima ruota del carro, Las Brujas de Zugarramurdi, Her!"

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