11 feb
2015
Finalmente. Whiplash arriva in sala anche da noi, trainato dalle ottime recensioni e soprattutto dalle 5 nomination all'Oscar. L'avevo segnalato come n.1 nella mia Top 10 dei film del 2014, e forse vale la pena spendere due parole a riguardo. Partendo sempre dal presupposto che quando si parla di cinema ogni soluzione è già stata tentata un sacco di tempo fa, capita di restare particolarmente soddisfatti di fronte a film che semplicemente utilizzano bene gli strumenti del mainstream, ma forzandoli, per capire fino a che punto sono in grado di reggere senza diventare altro...
Una settimana fa leggevo una rubrica musicale su un settimanale a cui sono affezionato, conteneva un elenco con i dischi migliori del 2014. Non ne conoscevo quasi nessuno, e quelli che conoscevo - Beck a parte - non erano stati all'origine di ascolti particolarmente fortunati. Era, quasi tutta, musica che richiedeva una certa preparazione, tempo d'ascolto, attenzione. Nonostante un ambito tangente il mio, non ero in grado di apprezzarla tutta come meritava...
Ho incontrato Seth Rogen due volte, la prima per The Green Hornet e la seconda per 50/50. Mai James Franco. Alle interviste Rogen sembra un tecnico informatico in pausa caffè. Porta comode camicie a quadri e occhiali da vista con la montatura spessa. Ha la faccia da ragazzo per bene, un'unghia di barba e questa risata poderosa, gutturale. Viene dalla stand-up comedy, cioè dal cabaret, quindi è abituato a porre la massima attenzione alle reazioni di chi gli sta di fronte...
Fine anno, solita storia, stesso divertimento. Raccontare dodici mesi in 10 film non è nemmeno troppo difficile: quelli davvero buoni non sono mai molti di più. Nella gallery qui sotto trovate la mia selezione, dal decimo al primo posto. Non sono, attenzione, i film usciti in sala in Italia, ma quelli che hanno fatto la loro comparsa sul mercato internazionale, a partire dai Festival (Lei, ad esempio, era nella TOP 10 dello scorso anno)...
Di ritorno dalle Giornate Professionali di Sorrento, dove le case di distribuzione italiane hanno presentato i propri listini per il primo semestre 2015 (con qualche puntata anche nel secondo), ho buttato giù la lista dei 10 film (+1) che usciranno il prossimo anno e che mi rendono eccitato e impaziente. Tutta  - o quasi - roba pop, rigorosamente ordinata dal decimo al primo posto nella gallery che trovate qui sotto...
Una volta tutto era semplice. Da una parte avevamo il Modello Paperopoli. Un universo fatto di animali, in cui gli animali sostituiscono gli uomini, parlano, edificano, acquistano, possiedono altri animali (i sottotesti razzisti dell'esistenza di Pluto fanno accapponare la pelle). Nel Modello Paperopoli non c'è traccia di esseri umani, perché è tutta una grande METAFORA. All'estremo opposto c'era il Modello Aristogatti...
Sto cercando di raccogliere le idee su Gone Girl, qui al Festival di Roma sono l’unico che non è entusiasta, c’è qualcosa che non va. In me? Nel film? L’opera di Fincher, come quella di Cronenberg, ha una gravità che trascende i generi, sembra più seria del cinema stesso: nelle sue espressioni migliori è un dito puntato sul mondo. Mi rendo conto che i film puramente drammatici oggi non sono in grado di arrivare così lontano, il mondo in cui viviamo è un oggetto del thriller (o della commedia), abbiamo la sensazione di vivere sull’orlo di qualche catastrofe, tutto è ridicolo e terrificante...
Fa caldo, ma non c’è nemmeno un sole vero, le nuvole si spezzano per tratti brevissimi, più spesso si sovrappongono, diventano scure: suggeriscono pioggia e procurano afa. Quasi tutte le strutture provvisorie del Festival sono cambiate: non c’è più il ristorante, è stato sostituito da una serie di punti ristoro, hanno nomi come “Frizzo”, “Porchettaro”, “Pizza J”. Le proiezioni serali per la stampa avvengono a volte allo Studio 3, è una saletta con uno schermo largo forse 5 metri, non ci sono poltroncine ma sedie, puoi spostarle dove vuoi; la sala Lotto e la sala Alitalia, che tenevano centinaia di giornalisti, sono scomparse, non le riempirebbe più nessun film...
Ho iniziato a leggere Dylan Dog a 14 anni, nel 1990, con un albo non particolarmente riuscito - La Jena - che avevo scovato sotto il banco di un compagno di classe. Come accadeva a tanti, ero affascinato dal mix di orrore, romanticismo e sense of humour di quelle storie: erano al contempo accoglienti e pericolose. Percepivo la minaccia e la neutralizzavo volentieri sotto le coperte o in vasca da bagno, restavo a mollo tanto a lungo da dover rabboccare l'acqua calda almeno un paio di volte...
E' stata un'edizione povera. Alcune dinamiche interessano solo agli addetti ai lavori, ma il Festival continua a perdere pezzi per strada: gli accreditati diminuiscono (una volta si rischiava di restar fuori dalle proiezioni dei film più attesi, oggi si entra sempre, ovunque), il Villaggio del Cinema è dimezzato (niente più stand dove acquistare blu-ray e dvd in anteprima, niente più librerie, è rimasta giusto una pizzeria al trancio), e gli allestimenti in generale sono ridotti al minimo, spuntano incerti attorno alla voragine piena di amianto dove avrebbe dovuto sorgere - e non sorgerà mai - il nuovo palazzo del cinema, quello con la lunga facciata di vetro "ad ala di libellula"...