Steve Martino è uno dei registi di punta della Blue Sky Animation, lo studio di proprietà della Fox che si occupa di animazione in 3D ed è famoso soprattutto per la serie di film L’era glaciale. Di quella saga ha diretto il quarto capitolo e alcuni corti dedicati a Scrat, lo scoiattolo preistorico impegnato a proteggere la sua ghianda. Martino ha una laurea in design e un master in computer grafica ottenuto nel 1989, ovvero tre anni dopo l’acquisizione della Pixar da parte di Steve Jobs, quindi non è un pioniere del settore ma è di sicuro uno di quelli che sono entrati nel giro al momento giusto...
Io parlo tanto, ma alla fine mi sono messo in pari con Wayward Pines. La serie è il fast food dei colpi di scena, nelle prime 5 puntate ci sono almeno 4 twist enormi - il genere di twist che fa ripartire una serie da capo - e due dei personaggi principali escono di scena (schiattano). Wayward Pines è come il sesso senza i preliminari o il dessert senza la cena: non si fa, ma è una tentazione. Questo tipo di serialità è agli antipodi rispetto al modello Lost, in cui si svela pochissimo e si capisce sempre meno, e in passato se l'è cavata male: il caso più clamoroso resta Flashforward, cancellato in fretta e furia a causa dei pessimi dati di ascolto nonostante una bel concept...
“Quando entri per vedere un porno devi scegliere bene dove sederti, mica puoi vederlo vicino a... un ciccione”. Lo dice un accreditato italiano che mi siede una fila davanti, ed è il tenore di più di un commento che sento in sala dopo essermi infilato alla terza proiezione - Festival di Cannes, edizione numero 68 - di Love 3D di Gaspar Noè, il regista argentino di Irreversible ed Enter the Void...
16 mag
2015
Sono del ’76, non più giovane, nemmeno vecchio, è stata comunque la prima volta che ho incontrato Woody Allen. Per la mia generazione è un po' come incontrare Beethoven, o Van Gogh, un pezzo di storia dell’arte che è anche un’icona pop. Siamo nati, contemporaneamente, con i suoi film e con la memoria dei suoi film, mia madre li citava da molto prima che capissi: Io e Annie, Prendi i soldi e scappa, Hannah e le sue sorelle...
Nonostante non si tratti di una vera e propria intervista, ma di una conferenza stampa a cui assistono una trentina di giornalisti, la manager di Jackie Chan vuole leggere le domande in anticipo. Me lo scrive dispiaciuta Ippolita, l’ufficio stampa del Far East Film Festival, un paio di giorni prima che io parta per Udine. La star asiatica è il grande nome di questa edizione, la ciliegina sulla torta, ed è qui - oltre che per i fan - per fare da catalizzatore dell’attenzione mediatica...
Non esprimo giudizi di valore su Fast and Furious 7, quelli li lascio ad Andrea Facchin (lo potete leggere qui), ma vale la pena dire due cose sulla mutazione "genetica" del franchise. I corpi sono definitivamente infrangibili, le botte quelle dei cartoni di Braccio di Ferro, le macchine volano, città intere vengono rase al suolo nell'indifferenza più assoluta di cittadinanza e autorità, in uno spazio sospeso (dell'immaginario, del cinema, dell'industria) che è lo stesso che ospita le identiche scazzottate tra supereroi o robot, nelle altre saghe clone della Marvel o della Hasbro...
26 mar
2015
Ormai ogni volta che Sky produce e trasmette qualcosa di nuovo, scatta il doppio confronto: con le produzioni precedenti della rete, e con quelle di HBO. 1992 fa un altro passo in là rispetto a Romanzo Criminale e Gomorra; il primo puntava sulla (ri)creazione di una mitologia popolare favorendo l'empatia con i protagonisti; il secondo rifiutava del tutto l'identificazione, investendo sul ritmo e la caratterizzazione dei personaggi...
Sono assolutamente determinato ad imparare l'italiano, ho 54 anni e conosco qualche parola perché sono stato per un po’ nel vostro paese quando avevo 15 o 16 anni, ma mi piace così tanto l'Italia che quando finirò di essere impegnato sul set inizierò ufficialmente un corso, lo giuro… Vorrei giusto sapere qualcosa in più delle solite frasi del tipo “Una bottiglia di vino rosso”, “Vado a casa”, “Per favore”, “Taxi”, “Birra”, “Un caffè”, “Sono molto felice di essere qui”...
PREMESSA Non c’è molto altro che si possa dire su Jessica Chastain, sullo schermo è una presenza abbagliante, nella vita (o meglio: con i giornalisti e i fan) una persona gentile, attenta, disponibile. Tra le poche dive adulte che Hollywood si può ancora permettere - lei, la Jolie, Cate Blanchett, Julianne Moore -, determina la qualità delle opere che interpreta, le misura. C'è questo film-esperimento, si chiama The Disappearence of Eleanor Rigby, che ha girato quasi tre anni fa: nel settembre 2013 era al Festival di Toronto, il maggio successivo a Cannes; doveva arrivare in sala, esce invece direttamente in home video, il 26 marzo...
Come opera cinematografica, 50 sfumature di grigio è esattamente quello che vi aspettate: un melodramma patinato, modello-Cenerentola, con due attori semisconosciuti e un po' impacciati, in cui le scene scabrose sono edulcorate (per fare la lista della spesa: si vedono un gran numero di topless e un paio di fondoschiena, mai i genitali, nemmeno un'ombra di peluria), e ci sono dialoghi come "Benvenuta nel mio mondo" e "Io non faccio l'amore, io scopo duro"...