Non ha un cellulare, non ha un computer, non ha un orologio. “Del cellulare e del computer non ho bisogno, sono un funambolo. L’orologio, se mi serve, lo prendo al polso di qualcuno: sono anche un pickpocket, un borseggiatore” Ha invece una penna nel taschino, rosa, a me sembra una penna qualunque, ma lui la mostra e dice “È la migliore del mondo, avete mai visto niente di altrettanto bello?” Ha anche un filo rosso, di cotone grosso: lo tende davanti agli occhi, tra un tetto e il vertice d’una statua, o tra i due picchi di una catena montuosa, e così immagina dove mettere il suo cavo...
Il programma del Festival di Roma di quest'anno mi sembra molto buono (lo trovate qui) sotto il profilo dei contenuti, come già successo con Venezia, ma sentire ancora un direttore artistico - nella fattispecie Antonio Monda - affermare "I festival non sono sfilate di moda, ultimamente vedo più attenzione per i red carpet che per i film, noi faremo il contario: partiamo dalla qualità dei titoli e non dalle star" è desolante...
È domenica, sono le sei di pomeriggio, e osservo gli scaffali del carrello sui cui è appoggiata la mia televisione. L'affollamento di consolle e cavi è impressionante. In basso, sulla sinistra, c'è il decoder di Mediaset Premium che uso per seguire il campionato e la Champions League. Sopra fa capolino la scatoletta nera di Sky Online, con cui accedo a X-Factor e a una gran quantità di serie televisive, oltre a una varietà di film vecchi e nuovi che cambiano tutti i mesi...
Qualche settimana fa, da Locarno, vi ho raccontato 8 film che quasi certamente non vi capiterà mai di vedere. Cinema d’autore ostico, poco interessato al pubblico, comprensibile solo dentro a un Festival come quello svizzero, e male (o per niente) distribuito in sala. Contro ogni mia aspettativa, l’articolo ha avuto molto successo. Quindi eccoci di nuovo qua. Rispetto a Locarno la Mostra del Cinema di Venezia ha un carattere più popolare, in particolar modo la selezione ufficiale (cioè Concorso e Fuori Concorso); la sperimentazione è relegata a Orizzonti e alle sezioni parallele, cioè la Settimana della Critica e le Giornate degli Autori, che teoricamente non fanno parte del Festival vero e proprio, ma vanno in scena negli stessi giorni e nello stesso posto, quindi è come se...
Mi diceva un amico a cena un paio di giorni fa, “Locarno è un Festival con la puzza sotto il naso”. Non è molto carino, e nemmeno completamente vero, nel senso che qualche film commerciale c'è e l’organizzazione della kermesse, da ogni punto di vista, è impeccabile - con tutti i cliché sugli svizzeri che l’affermazione abbraccia. È vero però che qui si vedono opere mediamente più ostiche rispetto a Venezia, Berlino e Cannes, e a volte addirittura inaccettabili se non si parte con una preparazione adeguata; vale a dire che se non siete già avvertiti che è possibile chiamare “cinema” anche determinati eccessi e personalismi autoriali, uscendo da alcune proiezioni potreste pensare che siano tutti impazziti - regista, spettatori e selezionatori del Festival...
Tra le cose che mi hanno un po' stupito all'ultimo San Diego Comic-Con, c'è il livello di fanatismo raggiunto oltreoceano dai collezionisti dei Funko Pop. Non solo le quotazioni cominciano ad essere inquietanti - si arriva a 500 dollari per alcuni esemplari, come l'Enigmista in versione metallizzata -, ma ora si è scatenato il mercato dell'importazione, con i ricercatissimi Funko Asia, che come dice il nome sono prodotti e messi in commercio solo in Estremo Oriente e ispirati al folklore locale...
Sono le 17.28 di domenica 12 luglio, il Comic Con 2015 è finito meno di un quarto d’ora fa, e io mi sono rifugiato in uno Starbuck davanti al Convention Center, all’inizio della Fifth Avenue e giusto sotto la arco di ingresso al Gaslamp Quartier, un dozzina di blocks pieni di ristoranti e locali notturni, appena oltre i binari della ferrovia e i due passaggi a livello che obbligano ad attese estenuanti una volta lasciata la fiera...
Le Giornate Professionali di Riccione appena concluse hanno testimoniato che nei prossimi sei mesi si verificherà una sensibile, per quanto ancora moderata, diminuzione percentuale delle commedie italiane mainstream sul totale dei film distribuiti dalle cosiddette major (Warner, Universal, Medusa, Rai Cinema).  Questo non ci ha comunque privato di un certo numero di scenette proiettate alla platea degli esercenti come sineddoche dello stato di salute del genere e specchietto per le allodole (sull’opinione che i Distributori hanno degli Esercenti/Allodole, e che entrambi hanno del Pubblico delle Multisale/Allodole di differente varietà, andrebbero fatte delle riflessioni a parte)...
Steve Martino è uno dei registi di punta della Blue Sky Animation, lo studio di proprietà della Fox che si occupa di animazione in 3D ed è famoso soprattutto per la serie di film L’era glaciale. Di quella saga ha diretto il quarto capitolo e alcuni corti dedicati a Scrat, lo scoiattolo preistorico impegnato a proteggere la sua ghianda. Martino ha una laurea in design e un master in computer grafica ottenuto nel 1989, ovvero tre anni dopo l’acquisizione della Pixar da parte di Steve Jobs, quindi non è un pioniere del settore ma è di sicuro uno di quelli che sono entrati nel giro al momento giusto...
Io parlo tanto, ma alla fine mi sono messo in pari con Wayward Pines. La serie è il fast food dei colpi di scena, nelle prime 5 puntate ci sono almeno 4 twist enormi - il genere di twist che fa ripartire una serie da capo - e due dei personaggi principali escono di scena (schiattano). Wayward Pines è come il sesso senza i preliminari o il dessert senza la cena: non si fa, ma è una tentazione. Questo tipo di serialità è agli antipodi rispetto al modello Lost, in cui si svela pochissimo e si capisce sempre meno, e in passato se l'è cavata male: il caso più clamoroso resta Flashforward, cancellato in fretta e furia a causa dei pessimi dati di ascolto nonostante una bel concept...