Zombie, zombie, zombie. Lenti o veloci, stupidi o organizzati, affamati o boccheggianti. Qualunque sia la vostra combinazione preferita, sappiate che c'è un posto, uno soltanto nell'intero universo conosciuto, in cui la gente non ha mai sentito parlare di zombie. E quel posto, signori, sono i film di zombie. Ora, la consapevolezza, da sempre, è la quarta parete: per entrare nel mondo della finzione è necessario sfondarla...
Tra il cinema e le idee c’è un rapporto non simmetrico. In alcuni casi, i più fortunati, un film esiste (e funziona) perché esiste (e funziona) l’idea che l’ha originato. E di quell’idea il film vive, al di là della forma, al di là degli attori, al di là del marketing, al di là del budget. Alcuni casi eclatanti. 1)    I soliti sospetti. L’idea (formale) è che è lecito costruire un film mentendo allo spettatore, ovvero per immagini inattendibili all’interno della finzione stessa...
Da queste parti si è parlato molto, ultimamente, della possibilità di girare film indipendenti a basso costo ed alta resa spettacolare sfruttando le potenzialità del digitale. Ebbene, dalla Norvegia arriva un film che sembra confermare questa teoria e che, dopo aver fatto il giro dei festival, ha trovato una distribuzione negli Stati Uniti. The Troll Hunter racconta di un gruppo di studenti di cinema che si mette sulle tracce di un famoso cacciatore di orsi per realizzare un documentario tutto in presa diretta...
L’Academy Award è talmente prevedibile che, se la cosa non vi irrita, diventa addirittura confortante. Piccolo quiz. Tra queste tre storie, secondo voi quale ha più possibilità di vincere la statuetta? 1)    Una ballerina in crisi di identità, deve affrontare i fantasmi della sua sessualità e una madre maniaca del controllo 2)     Un nerd egocentrico e narcisista, cambia il mondo con un programma che nasce come un sistema per abbordare le ragazze 3)    Un sovrano balbuziente impara a convivere con i suoi limiti e a guidare la nazione aiutato da un logopedista che ama Shakespeare Di fronte a questa assoluta mancanza di fantasia e ardimento, passano persino in secondo piano le valutazioni artistiche, perché evidentemente non sono quelle che determinano le scelte...
Il cinema è dappertutto, nello stesso momento. Il numero sempre crescente di uscite in contemporanea mondiale, i nuovi canali di distribuzione liquida, il proliferare di siti di e-commerce che favoriscono la circolazione di vecchi classici e nuovi cult provenienti dai quattro angoli del pianeta, hanno tutti contribuito a creare una rete globale di immagini e aspettative, amplificata a dismisura dai media...
I film di Alejandro Gonzales Inarritu mi lasciano sempre un po’ spiazzato. Avendo scoperto che Biutiful, in questo primo weekend di programmazione, è andato maluccio (per usare un eufemismo), mi sono fatto qualche domanda per capire come mai questo spiazzamento stia diventando un problema generale. Ecco le conclusioni a cui sono giunto, esposte nel modo più noioso possibile. Inarritu è l’autore messicano di Amores Perros, 21 Grammi e Babel, tre melodrammi a più voci, raccontati mettendo sottosopra la sequenza temporale degli eventi...
Il Quarto Tipo, un horror sui rapimenti alieni uscito in sordina un anno fa, inizia con Milla Jovovich che si presenta al pubblico come Milla Jovovich (tutto fila) e, guardando in camera, assicura che tutto quanto si vedrà da quel momento in avanti (tra cui persone che levitano sopra il proprio letto e parlano in misteriose lingue morte) è basato su prove documentarie reali. Il film alterna queste presunte immagini di repertorio con ricostruzioni in studio, e persino con un’intervista alla sedicente psichiatra che avrebbe lavorato al caso...
Vi Presento i Nostri è un film istruttivo. Uscito negli Stati Uniti in corrispondenza delle festività natalizie è il gemello americano dei nostri cinepanettoni. E’ pensato per lo stesso pubblico, esce nello stesso periodo e campa degli stessi siparietti: rutti, scoregge, vomito a spruzzo, overdose di Viagra, e chi più ne ha più ne metta. Tuttavia tra Vi Presento i Nostri e Natale in Sudafrica c’è una differenza: Natale in Sudafrica non fa ridere MAI...