Il Festival di Cannes ritocca la Cardinale: più che uno scandalo, un gran peccato

cardinale
Il poster ufficiale di Cannes 70 è bellissimo come di consueto, soprattutto per l’economia di forme e colori, che aggiunge al piacere della composizione la naturale gratificazione della semplicità. Si è però scoperto che la foto di Claudia Cardinale utilizzata come elemento dinamico e simbolo della celebrazione è stata ritoccata in più punti. In particolare, si è scelto di slanciare la figura della Cardinale accorciandone il girovita e il girocoscia, come si vede bene nella gif qui sotto.

La Cardinale ritoccata nel manifesto di Cannes 70La cosa ha destato un certo scalpore, nonostante sia di dominio pubblico il fatto che praticamente tutte le foto pubblicitarie e le copertine dei magazine da cui siamo bombardati quotidianamente sono ritoccate al computer per far sembrare i soggetti – uomini e donne – più magri, più abbronzati, più felici, sostanzialmente più giovani. Una scelta a cui contribuiscono tutti: i divi, i loro agenti, le aziende che li vendono.

Però questa è Cannes, capitale mondiale della cultura cinematografica, e quello è il suo manifesto, cioè il biglietto da visita con cui si presenta al mondo: il dibattito non solo è comprensibile, ma è appropriato.

La domanda è: esiste un territorio neutro in cui etica ed estetica, cioè il discorso politico e quello grafico, possono scendere a patti? Perché sono convinto che qualunque bravo grafico (e quelli del Festival di Cannes sono eccezionali), consultato sul tema, risponderebbe che la figura della Cardinale, così ritoccata, aumenta l’equilibrio della composizione, guida l’occhio su territori più contemporanei.

Probabilmente esiste, probabilmente il manifesto di Cannes non è realmente scandaloso, probabilmente opera una scelta linguistica a cui la facciamo passare liscia tutti i giorni, quindi già caduta in prescrizione.

Però dentro a questo mondo impegnato a combattere battaglie di (ogni) genere e a difendere la diversità dalle derive reazionarie dell’immaginario, magari ci si poteva aspettare che almeno una istituzione culturale come Cannes mettesse l’etica un passo prima dell’estetica. O semplicemente facesse altro.

Anche perché se si perde l’occasione di usare una bellezza senza tempo come la Cardinale, per raccontare al nostro tempo photoshoppato cos’è (anche?) la bellezza, più che altro è un gran peccato.

Claudia Cardinale non ritoccata


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