Sorpresa: il film di Zalone è tremendo

zalone

Ho visto Quo vado?,  il film di Zalone, di venerdì sera, in una sala quasi piena, allo spettacolo delle otto.

Il film è sorprendentemente brutto, non solo in senso assoluto – in senso assoluto è tremendo -, ma rispetto ai suoi film precedentiÈ girato e montato in modo talmente approssimativo che spesso saltano i passaggi di senso, e – nel piccolo – molte gag cadono nel vuoto, la gente in sala avrà riso cinque volte al massimo. Per non parlare di cose come la grafica dei titoli di testa…

Zalone ha una sensibilità comica eccezionale, e si prende addirittura il rischio di sfumare i toni della farsa, ma qui ogni ripresa è frettolosa, è chiaro che non si sono mai sprecati molti ciak, spesso i giochini si perdono in un taglio di montaggio fuori tempo, in un mix dell’audio controproducente, o in un campo inutilmente largo.

Sulla fotografia sociale non so che dire, c’è di sicuro la voglia di approfondire più di un cinepanettone classico – che non è la foto di niente, è lo zero assoluto, nonostante quel che si dice -, ma anche qui tutte le chiacchiere in Rete mi sembrano eccessive, e anzi credo che quel che passa al pubblico e coccola le masse sia questa vena assolutoria nei confronti della nostra cialtroneria mafiosa, che ne esce comunque come più “confortevole” di qualunque progressismo nordico.

Quindi il fenomeno Zalone può essere analizzato solo sul piano del marketing; la carta vincente, assieme al suo talento comunicativo – che è ovvio, e grande – è, come hanno già detto altri, nella sotto-esposizione mediatica tra un film e l’altro

Zalone adesso è un evento sociale come Sanremo, è un argomento di conversazione a tavola a qualsiasi altezza geografica e di ceto, fa quindi al cinema l’audience che farebbe in TV, o poco meno, ed è questo il vero Graal di ogni comico, il paradigma Valsecchi, diventare al cinema un evento televisivo.


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