I miei problemi con Gone Girl

Sto cercando di raccogliere le idee su Gone Girl, qui al Festival di Roma sono l’unico che non è entusiasta, c’è qualcosa che non va. In me? Nel film?

L’opera di Fincher, come quella di Cronenberg, ha una gravità che trascende i generi, sembra più seria del cinema stesso: nelle sue espressioni migliori è un dito puntato sul mondo. Mi rendo conto che i film puramente drammatici oggi non sono in grado di arrivare così lontano, il mondo in cui viviamo è un oggetto del thriller (o della commedia), abbiamo la sensazione di vivere sull’orlo di qualche catastrofe, tutto è ridicolo e terrificante. In questo senso Gone Girl ricorda soprattutto The Social Network, è finzione con radici forti, storpia le forme del nostro tempo (la crisi economica, le interazioni tra vecchi e nuovi media, il business della letteratura per ragazzi), le declina nel più attaccabile e sputtanato dei contenitori sociali, cioè il matrimonio eterosessuale. Oltre a tutto questo ci sono colpi di scena, cambi di tono e cambi di ritmo, un’attrice meravigliosa (Rosamund Pike); il film rende insomma un buon servizio alla conversazione, è un’opera da ripensare a tavola con la bocca piena, borghese, di sinistra, un pochino scorretta: una trasgressione di buon gusto, vagamente eccentrica.

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Capisco che non si può chiedere molto più di questo al cinema, sapersi rendere eccitante, essere un punto di raccolta di nevrosi e curiosità. Com’è allora che durante la proiezione, e poi dopo, mi sono sentito estraneo a tutta la faccenda? Un caro amico mi ha detto che se fossi sposato (e sposato da almeno un anno) la vedrei diversamente. Che il film è la miglior metafora del matrimonio che abbia mai visto. Gli concedo il beneficio del dubbio. Per quanto mi riguarda, ho perso i personaggi per strada. Dopo il primo twist, ogni cosa mi è sembrata gratuita e un po’ puerile: più che spiazzarmi mi ha cacciato a pedate. C’è troppa esibizione d’intreccio, troppi finali e troppe intenzioni: i protagonisti sono eccessivi perfino – anzi, soprattutto – per la caricatura sociale (di cui comunque mi interessa pochissimo) che vorrebbero essere. C’è insomma un problema di scrittura in un film diretto in modo sublime. 

D’altra parte con Fincher è sempre così: è un regista eccellente ma non sceneggia i suoi film, si merita i migliori autori possibili. Tutto il resto è uno spreco, un’esibizione grandiosa e carente.

Gone Girl Movie 2014


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