Ricorda il mio nome: omaggio a Breaking Bad

Perché guardiamo tutta questa fiction? Perché facciamo questo mestiere, ci scanniamo sui social network, difendiamo le nostre passioni come se si trattasse della fidanzata? A parte la necessità di trovare un modo divertente per passare la serata sotto il plaid, naturalmente.

La mia sensazione è che stiamo guardando tutti la stessa cosa, in cerchio, da un sacco di tempo. Quella cosa non sta ferma un attimo, e muta continuamente. Ogni tanto assume però una forma che tutti riconosciamo, e questo ci aiuta a capire meglio noi stessi, e gli altri lì intorno. Ci commuove e ci rassicura.

Breaking Bad – le ultime puntate, il modo in cui finisce e tutta la traiettoria che ha descritto – sono quel momento di stasi, e sono quella forma.
Sull’onda emotiva degli ultimi episodi, mi sono trovato a consigliare il serial ad alcuni cari amici che non l’avevano mai visto. Ma è una cosa che mi mette in difficoltà, non so bene cosa dire, ed è la ragione per cui sto postando ora sul blog.
Breaking Bad è molto più della somma delle sue parti – scrittura, regia e interpretazioni, tutte comunque di grande livello. Quindi puntare sull’una o sull’altra, tessere le lodi di quell’attore o di quella puntata, non mi aiuta a rendere l’idea. Cosa posso dirvi allora?


Due anni fa, a San Diego per il Comic-Con, ho incontrato tutto il cast. Stava per iniziare la prima parte della quinta stagione, gli episodi erano già stati girati, ed erano tutti molto eccitati. A Bryan Cranston e Aaron Paul cominciavano a ricrescere i capelli, e ricordo bene la corta peluria rossa sulla testa del primo, sopra il viso pieno di rughe. Di tutti gli incontri fatti quel pomeriggio, quel che mi resta impresso è una domanda che Jonathan Banks – che nello show interpreta Mike, il factotum al servizio di Gus Fring – fece serio a noi giornalisti. Banks ha 67 anni, e non li porta tanto bene. Quel giorno indossava un berretto di lana nero, una felpa dello stesso colore, e ti faceva pensare a un nonno reduce da una passeggiata al parco con la nipotina (oggi sappiamo che non è un caso). Banks chiese a tutti il nome e il paese di provenienza, strinse una manciata di mani, e volle sapere da ognuno che idea circolava dalle sue parti di Breaking Bad. «Ho una certa età, ho visto e fatto tante cose, mi interessa capire se da voi ci si rende conto che qui stiamo facendo qualcosa di importante e di unico».

Yo, Best Movie

Il bello è che oggi posso dire che aveva torto. Non è che Breaking Bad sia uguale agli altri serial, o comune. Non lo è. Ma assomiglia a tutto ciò a cui assomigliano i classici, antichi e moderni, in ogni ambito: assomiglia a te, ai tuoi desideri, alle tue paure, alle tue aspirazioni, alle tue magagne. Quando finisce, porta con sé un piccolo lutto, perché esaurisce un’esperienza che ti riguarda personalmente. Sembra una vecchia storia d’amore.

La cosa meravigliosa di Breaking Bad, è che lo è: non solo metaforicamente, ma concretamente – una storia d’amore. È la storia di un uomo che ama sua moglie e i suoi figli, ma dopo aver collezionato disgrazie e fregature per tutta la vita, ora ha bisogno di fare anche qualcosa che riscatti il suo orgoglio, che determini una grandezza, il segno di un passaggio nel mondo, prima che il cancro finisca. C’è un conflitto irrisolvibile tra ciò che riguarda lui e ciò che serve ai suoi cari, anche se prova a convincere tutti del contrario: una battaglia che non si può vincere – e compromessi, conseguenze, dolore, solitudine.

Ho piagnucolato – veramente, cosa volete che vi dica – guardando la storia di Walter White. Mi sono svegliato di notte, e lì per lì ero convinto di essermi perso qualcosa.
Non c’è niente che fosse difficile capire, e allo stesso tempo non c’è niente che non mi abbia incastrato. Viviamo così, di atti di coraggio e mezze verità. Difendiamo le persone che amiamo, e poi ci troviamo, non si sa come, a manipolarle o a farle sentire stupide. Breaking Bad è una perfetta epopea thriller, e parla di questo: dell’orgoglio di un uomo e delle sue conseguenze.

E allora, per l’ultima volta, dì il suo nome.

Dì il suo nome.


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