Film-ghiacciolo, consigli per visioni estive: Anna Karenina

Ventilatore acceso, mega-schermo LCD e il bastoncino di liquirizia del Liuk da rosicchiare: ogni settimana il direttore di Bestmovie.it vi consiglio uno dei film migliori (e meno noti) dell’ultima stagione da recuperare in Blu-ray in queste serate estive.

Il cinema non è infinito. Magari ogni tanto si crea un doppio fondo, come il 3D, per scucire qualche soldo in più a chi paga il biglietto, ma nel migliore dei casi ci trovi quel che già sapevi. Nel peggiore ci trovi robaccia. Credo sia la ragione per cui chi ha visto tanto, per anni e per lavoro, apprezza molto i classici e le poche, vere, novità. Lo stupore è benzina. Chi sposta un po’ più in là il recinto del cinema, chi trova un modo per raccontare che non sia usurato, o – ancora più difficile – dice una cosa che non sia stata detta troppe volte, restituisce il senso a un sacco di discorsi senza peso, a saggi, recensioni, analisi sull’industria.

Ecco: non sono sicuro, non sono così bravo, che non fosse mai stato fatto, ma di certo Anna Karenina di Joe Wright inventa parecchia differenza con tutto quel che siamo abituati a vedere di questi tempo. Innanzitutto: non è quello che vi aspettate. Cioè: sì, ma anche no. Io, per esempio, non sono mai stato un amante del cinema in costume, e tanto meno dei classici russi. Mi sono quindi avvicinato al film – recuperato a casa, in Blu-ray – con diffidenza. Le cose che mi stancano, ma decido di vedere, le spezzo: ne guardo un’ora, poi magari mangio, ricomincio, continuo finché riesco. Se partite prevenuti com’ero prevenuto io, ripensateci e non ve ne pentirete.

Quello che fa Wright è prendere la storie di corna più famosa della letteratura russa, e trasformarla in un’acrobazia. E’ una cosa che uno non si aspetta. Che Man of Steel sia un’acrobazia te lo aspetti, che Anna Karenina sia un’acrobazia, no. E infatti questa è molto più interessante. In pratica tutta l’alta società russa di San Pietroburgo, tutti i suoi luoghi (le dimore nobiliari, le sale da ballo, perfino l’ippodromo), sono ridotti a un luogo solo: un teatro dell’epoca, ovvero di fine ’700 (come La Fenice di Venezia, in origine). Una città intera, e soprattutto un’intera società, sono mosse attraverso palchi, platea, gallerie, quinte, camerini, ponteggi. Il messaggio è ovvio: in quel momento, in quel contesto e in quella storia, recitano tutti una parte. E infatti quando qualcuno compie un gesto libero, e genuino, si esce all’aria aperta.

Quello che non è ovvio affatto è il gesto registico attraverso cui l’acrobazia si compie: Wright riesce a trasformare la compressione dei luoghi in una esplosione di idee. Si passa metà del film a bocca aperta. Tutti i limiti imposti allo spazio, si trasformano in opportunità, in invenzioni. C’è molta più magia qui che in tutti i Now You See Me di questo mondo, e non è nemmeno una magia sola: sono due, quella del cinema e quella del teatro. E mai che si pestino i piedi. Ve lo consiglio come recupero estivo, perché in sala è stato visto troppo poco e il Blu-ray è bellissimo.

Scopri anche il primo Film-ghiacciolo: Padroni di casa.
Scopri anche il secondo Film-ghiacciolo: Margin Call. 


Per inserire un commento devi essere registrato a Best Movie. Effettua il login

Se non sei registrato clicca qui registrati