Bates Motel e Hannibal: in TV sono finite le idee?

Vedi Hannibal e Bates Motel, senti che sta per arrivare la serie ispirata a Fargo, e capisci che la TV ha fatto il giro: dopo aver battuto il cinema nel campo della drammaturgia, ora si è messo a fregargli i soggetti.

Ultimamente, diciamoci la verità, le reti americane (quelle via cavo, come quelle in chiaro) stanno facendo una certa fatica a tirare fuori idee originali, e considerando che ogni anno partono più di 50 titoli nuovi c’è poco da meravigliarsi. Delle serie partite negli ultimi 18 mesi, le uniche destinate a una vita lunga e interessante – prodotti popolari ma di qualità – sono Homeland e American Horror Story. Per il resto gli appuntamenti più attesi sono ancora quelli con Il Trono di Spade, The Walking Dead, Breaking Bad (che sta finendo alla grande), Dexter (che finirà presto, speriamo, e già arranca), Mad Men.
Ciascuno dei titoli citati ha generato cloni meno fortunati (Breaking Bad/The Big C, Mad Men/Pan Am, American Horror Story/666 Park Avenue, ecc). A fare la differenza – insieme a una scrittura intelligente, che distribuisce i plot twist con parsimonia, ma al contempo senza calcificare la serie – è sempre il cast: Homeland, ad esempio, non ha un soggetto sensazionale, ma Damian Lewis e Mandy Patinkin sono due fuoriclasse.

Se Dio fosse un attore, sarebbe Mandy Patinkin

Fatto sta che i produttori televisivi americani – certamente meno svegli dei colleghi inglesi, che nel frattempo si sono inventati Black Mirror, Utopia, In the Flesh e altre delizie – hanno girato a lungo in tondo nei loro uffici, sbattendo la testa sulle mensole in cerca di nuove idee. Poi si sono ritrovati tutti alla macchinetta del caffè, e hanno cominciato a ripetere “REMAKE! REMAKE! REMAKE!” come pappagalli isterici.

Il grosso problema di serie come Bates Motel (leggi Psyco) è che la natura di un thriller è anche, forse soprattutto, nella sua durata limitata (e definita). Bates Motel è invece già stata rinnovata per una seconda stagione, quindi nessuno – gli autori per primi – ha idea di quanto e dove andrà a parare. Io ho visto solo due puntate e, a parte l’ovvio rapporto edipico tra Norma e Norman, sono già spuntati un tizio che tortura le ragazze in una capanna, la mafia che ammazza la gente e l’appende a testa in giù ai lampioni, bifolchi aggressivi, una piantagione di marijuana, una ragazzina malata che fa innamorare Norman, varie ed eventuali. Si percepisce insomma la necessità di riempire il tacchino con tutto quello che si trova in frigo per farlo durare: il rischio è che il sapore faccia schifo.

Per Hannibal il discorso è un po’ diverso, visto che a monte ci sono i romanzi di Thomas Harris, che al Dr.Lecter ne ha dedicati ben 4. Una situazione più simile insomma a Il Trono di Spade, che nasce già con alle spalle un immaginario di ampio respiro. Anche se, ora che abbiamo visto il pilot, la sensazione è che si vada piuttosto verso il classico dramma investigativo con puntate autoconclusive (alla Person of Interest, per capirsi).  Sarà decisivo il modo in cui verrà gestita la trama verticale, rispetto alle singole trame orizzontali.


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