Vietato ai minori. Rigorosamente, eh

Una delle mode più divertenti degli ultimi mesi è quella dei trailer Red Band, ovvero vietati ai minori. Non si tratta di una cosa nuova, ma ultimamente ne stanno arrivando a centinaia. Sono tutti un successone. A parità di film, e in pratica anche a parità di immagini, se nello stesso trailer si aggiungono un paio di “Fuck” (gli americani sono spaventatissimi dalle parolacce) e la schermata con il divieto farlocco, i contatti triplicano.

Il concetto stesso di “divieto ai minori” sul web, nell’epoca di You Porn, fa sorridere, ma visto il modo in cui si stanno moltiplicando le strategia di cine-marketing online, non mi stupirei se presto cominciassero a comparire anche trailer Red Band di film che vietati ai minori non sono (magari non proprio i film per famiglie, ma qualche commedia per teenager dal rating ballerino). Se volete farvi un’idea più precisa della tendenza, ne abbiamo raccolti una decina, i più recenti, poco tempo fa (li potete vedere qui). Il mio preferito è quello in cui (scandalo!) tastano le tette a Megan Fox. Il più esemplare è invece quello di Movie 43, dove praticamente vengono infrante tutte le regole del buon gusto: tre secondi a caso della clip sarebbe bastati per il divieto.

Questa trafila di pensieri mi è venuta in mente ieri sera mentre guardavo il Blu ray inglese di American Mary. Si tratta di un horror girato magnificamente ma scritto e montato in modo, diciamo così, allegro (la storia se ne va da tutte le parti, senza che si riesca a trovare una chiave di lettura). Non è necessariamente un male, anzi: in questo caso funziona, aumentando lo spaesamento. Mary è una studentessa di medicina (chirurgia), che dopo essere stata violentata da un professore, sbrocca: prima si vendica in un modo agghiacciante (e si ri-vendica, e si ri-vendica, e si ri-vendica…), poi apre uno studio di chirurgia estetica. Uno studio particolare: si occupa di quelle modificazioni anatomiche estreme che alimentano svariate sottoculture underground. Amputazioni volontarie, canini segati, lingue biforcute, impianti sottopelle, e altre amenità. Insomma, un carnaio. Non un carnaio cronenberghiano, un metaforone politico: un carnaio e basta.

Voi capite che dopo giorni di trailer Red Band farlocchi mi è subito venuto in mente di controllare che trailer avessero messo insieme per una cosa del genere. Ebbene: su You Tube ho trovato questo, che a quanto pare non è vietato.

Poi su Veevr ho trovato questo, un teaser che invece è Red Band (per inciso, non riporta scene contenute nel film: è stato girato apposta per il web).
Il primo mi sembra decisamente più “intenso”. Ma si sa: le vie della censura sono infinite.


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