Il seme della follia: le 10 cose più paurose che abbia mai visto al cinema

Parlando di cinema, penso di aver sempre subito il fascino dell’orrido e del perturbante più che della paura vera e propria. Sono il tipo di spettatore che quando annusa l’arrivo di uno spavento (la musica cala all’improvviso, e la protagonista si appresta a chiudere l’armadietto a specchio sopra il lavandino), si tappa le orecchie e chiude gli occhi. Perché mi spaventi bisogna che un regista giochi di fino: l’inquietudine deve essere inoculata piano piano, senza quasi che mi accorga di quel che sta succedendo, non dispensata come una padellata in faccia.
Ecco le 10 scene che mi hanno spaventato di più nella mia vita di cinefilo.

10) PARANORMAL ACTIVITY 3: cose che cadono

Il ventilatore che muove la camera a destra e a sinistra, sempre uguale, è un’idea geniale. La scena del tizio sotto il lenzuolo – che in realtà è una stupidaggine – mi ha spaventato. Quella dei mobili della cucina che piombano giù dal soffitto mi ha spaventato ancora di più (c’è una scena simile in Take Shelter, e mi ha fatto paura pure quella).

9) AI CONFINI DELLA REALTA’ – IL FILM: attenti al coniglio

Ai confini della realtà mi spaventava, a partire dalla sigla, fin da bambino. Ai confini della realtà – Il film, addirittura mi terrorizzava. L’episodio di George Miller, quello con il mostro sull’ala dell’aereo, era pauroso. Ma quello di Joe Dante, con il bambino che distorce la realtà con il pensiero, mi induce incubi ancora oggi.

8) [REC]: un tizio molto magro

Pensi che sia solo un film di zombie, e invece di mezzo c’è il diavolo. E una bambina trasformata in una specie di demone carnivoro. Che a sua volta non è un effetto digitale, ma Javier Botet, uno che ha un corpo veramente spaventoso (è infatti è anche l’incarnazione di Mama nell’imminente film di Del Toro). Brrr.

7) TRIANGLE: follia è fare sempre la stessa cosa e pensare di ottenere risultati diversi

Trovarsi faccia a faccia con se stessi è forse la cosa più paurosa che riesco a immaginare, l’identità che si sbriciola. Triangle riflette sulla paura che abbiamo del nostro lato oscuro, e sull’impossibilità di cambiare il proprio destino, moltiplicando le identità all’infinito.

6) ALLUCINAZIONE PERVERSA: viaggio all’inferno

Da Silent Hill alla seconda stagione di American Horror Story, i debiti al capolavoro di Adrian Lyne (a sua volta debitore degli incubi di Francis Bacon), sono tanti. E non a caso: il film fa accapponare la pelle, tanto che scegliere l’immagine qui sopra fra le tante candidate, è stata un’impresa.

5) LA CASA 2: una risata dal suono strano

La cosa più disturbante del cult di Raimi è che non sai mai quand’è il momento giusto per smettere di ridere. I momenti spaventosi sono tanti, ma se devo scegliere, scelgo quello in cui Ash viene colpito a sua volta dalla maledizione e si trasforma.

4) 2001 ODISSEA NELLO SPAZIO: monolite

Esiste ma è al di là della comprensione. La miglior definizione di ciò che fa paura che mi venga in mente.

3) IL SEME DELLA FOLLIA: la perdita del Senso
Il film di Carpenter è uno dei pochissimi nella storia del cinema a fare paura in modo pressoché ininterrotto. Ci riesce perché sgretola il senso delle cose, inquadratura dopo inquadratura, fino a che restano solo macerie, follia pura (il finale in sala, con il film che “guarda” se stesso).

2) MULHOLLAND DRIVE: il barbone

Nessun regista è capace come Lynch di fare del cinema una dimensione parallela: simile alla vita, ma diversa nei particolari. Ogni volta che ti sembra di aver capito ciò che stai osservando, si sposta un po’ più in là. Il barbone, ad esempio: è un allucinazione, un incubo, una storia paurosa, o solo un barbone?

1) SHINING: gemelle

REDRUM.


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