Strage di Aurora: prendersela con Gangster Squad è il peggior errore possibile

La strage di Aurora si sta portando dietro strascichi surreali, per quanto non inaspettati. La posizione della redazione di Best Movie riguardo i possibili legami tra il massacro compiuto da James Holmes dentro un cinema, e il Cinema come arte e industria, sono espressi dal post sul blog di Gabriele Ferrari pubblicato qualche giorno fa. Ma nel frattempo sono successe altre cose.

È successo che la Warner ha, nell’ordine: fatto sparire dalle sale il trailer di Gangster Squad; fatto sparire dal film la scena in cui alcuni personaggi, armati di mitra, irrompono sparando attraverso lo schermo di un cinema; deciso di girare nuove scene; posticipato l’uscita del film al 2013.

Non è tutto: la Warner Animation ha apportato delle modifiche alla rappresentazione delle armi nel cartoon Beware the Batman, in produzione, e destinato a Cartoon Network per il 2013. E supponiamo che altre notizie simili seguiranno.

È un po’ come negare di aver rubato la marmellata mentre ci si strofina energicamente un tovagliolo sulla faccia. A cosa dovrebbero servire tutte queste contromisure? Dove inizia e dove finisce il territorio del mostrabile, e – soprattutto – i suoi confini possono essere modificati dalla cronaca?
Mettiamola così: l’eliminazione della scena nel cinema, per diretta prossimità di tema, poteva anche essere opportuna. Non doverosa, ma opportuma. Ma, legittimando un principio, rischia di essere un boomerang.

Un film non può essere considerato la causa di un crimine tanto grave (e nemmeno di uno più piccolo), ma naturalmente non si può nemmeno negare che l’arte, in generale, sia motivo d’ispirazione per il suo pubblico. Non crea quel che non esiste, ma può facilitare la messa in atto di ciò che è solo potenziale.

Nel caso di Aurora, si può presumere che James Holmes sia una persona disturbata, che il suo disturbo dipenda da qualche squlibrio chimico codificato nel suo DNA e che infine sia stato influenzato dall’ambiente socio-familiare in cui è cresciuto. Dopodichè James Holmes ha potuto dotarsi di armi a causa di una legislazione incredibilmente permissiva. A questo punto, però, bisogna pur notare che il massacro si è compiuto in un cinema – non allo stadio e nemmeno in un centro commerciale – e che in quel momento in sala veniva proiettata l’anteprima del Il Cavaliere Oscuro – Il ritorno.
La domanda è: se il Batman di Nolan non fosse mai esistito si sarebbe arrivati comunque a una strage di questo tipo?

Ecco. Il problema è che le decisioni della Warner sembrano implicare una risposta affermativa al quesito, un quesito cui invece non va data nessuna risposta, che non va neppure considerato. Perfino la visita di Bale sui luoghi della strage, o le dichiarazioni di Nolan, in questo senso, sembrano un mezzo autogol. Perché se non si pone rimedio al problema a monte, se si lascia che il focus diventi l’opera di finzione, che gli indici finiscano puntati lì, automaticamente si attizza il fuoco della censura.
E una volta che quel focolaio è acceso, spegnerlo diventa un problema grosso e spiacevole.


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