Ip Man: la storia del maestro di Bruce Lee

Dietro ogni storia, c’è una storia più grande. Per esempio, dietro il mito senza confini di Bruce Lee c’è quello, meno noto in Occidente, di Ip Man, gran maestro del Wing Chun – un particolare stile del Kung Fu – e mentore del Piccolo Drago.

La storia di Ip Man affonda le radici nella tradizione del suo paese, e occupa quello spazio sconfinato,  dai confini incerti, in cui Storia e Mito sfumano l’una nell’altro. Molto prima di trasferirsi a Hong Kong e fondare la sua scuola di Wing Chun, Ip Man viveva infatti a Foshan, una piccola cittadina della Cina del sud dove il benessere molto diffuso aveva permesso il proliferare delle industrie di cotone e delle scuole di Kung Fu. Tra tanti maestri, Ip Man era di gran lunga il più abile (e il più ricco), ma si rifiutava di aprire una propria scuola e viveva in una gigantesca villa con la moglie e il figlio piccolo, allenandosi nei corridoi e nella sale.

Fin qui nulla di eccitante. Ma nel 1937 scoppia la seconda guerra cino-giapponese e l’invasione nipponica si estende fino a Foshan: la città si trasforma in un avamposto dei nemici, tutte le proprietà (compresa quella di Ip Man) vengono confiscate e la popolazione è ridotta in miseria. Tuttavia l’arroganza dei giapponesi è anche la loro debolezza: convinti della superiorità del proprio Kung Fu su quello di scuola cinese, i generali nipponici invitano spesso prigionieri e poveracci ad affrontare i soldati dell’esercito in cambio di sacchi di riso. E quando sul tatami sale Ip Man, le sue vittorie sono il primo segno di ribellione e riscatto per una popolazione disperata: l’inizio di una reazione a catena.

Pur trattandosi di una figura storica, è abbastanza evidente che i contorni reali della vicenda sono lontani dall’essere chiari e provati. Ma è altrettanto ovvio che le potenzialità romanzesche e cinematografiche di un personaggio del genere sono straordinarie. E infatti Ip Man è protagonista di due film che oggi – grazie alla Tucker Film, il braccio distributivo del Far East Film Festival – sono disponibili anche da noi, sia in Dvd che, meraviglia delle meraviglie, in Blu ray ricchissimi di contenuti speciali.

Che film del genere siano disponibili in confezione “di lusso”, è una tale fortuna che mi è sembrato giusto spendere questo post per parlarne. Diretti da Wilson Yip, interpretati dall’attore-mito Donnie Yen, e coreografati da un’altra istituzione come Sammo Hung, sono infatti quanto di meglio si possa desiderare dalla tradizione del grande cinema pop delle arti marziali. Perché i combattimenti sono bellissimi, ma soprattutto sono lo specchio e l’esito di una gentilezza d’animo, di un senso dell’onore e del dovere, che emerge prima di tutto dai singoli gesti della quotidianità.

E, a meno che non siate giapponesi (si tratta pur sempre di cinema patriottico e vagamente propagandistico), lasciano addosso una sensazione di pace e compostezza che non ha prezzo.


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